17 giugno 2011

La "peggiore Italia" in presidio



Oggi, come nella migliore tradizione berlusconiana, che è oltre l'impudicizia e la vigliaccheria, il ministro Brunetta ha smentito se stesso. " Sono stato frainteso, io volevo dire....avete capito male... è con la casta dei precari che ce l'avevo.... e via di questo passo.  In effetti Lui non ce l'aveva con i Precari, ma solo con quelli che si organizzano, che protesta, che lo contestano. Ma ieri intanto s'è beccato un bel presidio sotto i suoi uffici, proprio da costoro. Corso vittorio emanuele è stato bloccato per un pò da giovani e meno giovani precari della pubblica funzione e non, che distribuivano cassette di frutta e verdura, "scaricate da loro stessi" come aveva invitato il ministro Brunetta. La "peggiore italia" ha fatto vedere se stessa, raccogliendo la comprensione degli automobilisti e motociclisti romani, che nonostante il disagio hanno solidarizzato con loro. Certo non poteva mancare il solito momento di tensione, quando un solerte funzionario di piazza, forse raccogliendo qualche telefonata dal "palazzo", ha fatto schierare i suoi uomini nerboruti e rasati in un "cordone di contenimento". Mi trovavo proprio là fra poliziotti e precari e ho sentito quanto deciso e di difesa era il cordone. Fra spintoni e resistenza si è rischiato il peggio, fino a quando altri funzionari, e le grida alla calma da parte dei precari , non ha fatto alleggerire il contenimento  e arretrare i precari che chiedevano di farsi ricevere dal ministro. Ma dall'alto tutto taceva. Il funzionario continuava a dire che non riusciva a trovare nessuno e nessuno era nelle stanze superiori capace di prendere delle decisioni. Ci si è fatta una ragione. Il ministro non era a lavorare. Al microfono improvvisato  intanto i giovani raccontavano ognuno la sua esperienza. Vi era la giovane economista che all'estero trovava stipendio e raccoglieva congratulazioni , mentre a casa propria solo calci in culo, il giovane ricercatore precario da quindicianni con due lauree, e tre master conseguiti all'estero e che era in procinto di lasciare il nostro paese. Storie di malessere, di dignità buttata nel cesso, voglia di essere , di fare di professionalità e competenze ricacciate indietro e respinte dal nostro paese , ma ricercate e chiamate all'estero. Siamo alla follia o alla inettitudine?