12 giugno 2011

La ricetta magica di Ichino



In questo tourbillon che la caduta del berlusconismo senza berlusconi ci sta preparando, si presentano scene a dir poco patetiche. Un Tremonti che dice che questa "flessibilità" è un male e che vi è stato un abuso da parte degli industriali, ( ma va!) , si risponde con un Ichino che non è vero , che non vi è stato nessun abuso , ma solo che i milioni di contratti catalogati come di collaborazione, in realtà rientrano come di dipendente. Ora è evidente il capovolgimento dialettico dei termini, ma che si sostanza nella stessa sostanza che dice Tremonti, non solo, ma le parti sono ribaltate. Par di ascoltare Ichino come parte governativa e Tremonti come opposizione. Ma Ichino ci ha abituato in questi anni a confonderci le idee.

Ichino coglie l'occasione, per rilanciare la sua proposta di legge( 1873 da lui presentato con altri 54 senatori nel 2009 ) che vede , secondo le sue intenzioni, l'eliminazione di questa confusione ( fra lavoro a collaborazione  ( precario) e lavoro dipendente ( quasi precario) ) attraverso l'equiparazione sia formale che sostanziale. Formale , attraverso, una rilevazione presso l'INPS in cui si rilevi che quel lavoratore definito a collaborazione lavori per un solo committente e che tragga da questo  i 2/3 del suo reddito venga automaticamente definito lavoratore dipendente. Ma la chicca deve ancora arrivare....Dice infatti il responsabile lavoro dello schieramento dell'opposizione "all'impresa "è consentito licenziare per motivi economici e organizzativi senza subire il controllo del giudice sul giustificato motivo( eliminazione dell'art 18 dello Statuto , pensiero fisso della Confindustria e della parte padronale) , questo le dà una immediatezza e rapidità di aggiustamento industriale e questo comporta un rilevantissimo risparmio per l'impresa stessa che oggi invece questo aggiustamento non lo può fare se non in tempi molto lunghi" ( In realtà il lavoratore viene licenziato subito e l'azienda se ne libera. E il lavoratore che deve aspettare tempi lunghi per il suo reintegro)
Di fatto quindi l'equiparazione fra lavoratori dipendenti e quelli a collaborazione si sostanzia nella loro precarietà.

Ma non basta ancora!
A compensazione di questo "vantaggio "( che persino lui non può negare) " si prevede che il costo di un trattamento complementare di disoccupazione che porti l'indennità al 90% per il primo anno, 80% per il secondo anno ed, eventualmente, 70% per il terzo anno nel caso raro in cui la cui la disoccupazione si protrae per il terzo anno, è a carico dell'impresa. E questo onere è compensato dall'esenzione del licenziamento per motivi economici organizzativi dal controllo giudiziale"

Quindi il lavoratore licenziato avrà una compensazione a scalare per tre anni nella presunzione che al massimo la disoccupazione nel nostro paese duri al massimo tre anni anzi, dice Ichino, ""il costo non sarebbe eccessivo( per le imprese) perché se la ricollocazione del lavoratore licenziato avviene entro il primo anno, come già oggi accade in più di otto casi su dieci, ( ???)
Quanto alla fattibilità, Ichino puntualizza che "naturalmente questa ricollocazione richiederà l'intervento di una buona agenzia 'outplacement' e magari anche qualche investimento nella riqualificazione professionale mirata a degli sbocchi esistenti. Questi costi possono essere benissimo essere coperti dalla Regione  e bla...bla...bla...bla....

MA secondo Ichino la legge entrerebbe in vigore da subito per quanto riguarda la facilitazione del licenziamento , l'equiparazione nel precarietà fra lavoratori, In un secondo tempo poi potrebbero rientrare tutti quei meccanismi istituzionali a difesa. Così come sempre è avvenuto nel nostro paese.

Io non traggo alcuna conclusione circa i vaneggiamenti di Ichino, il suo essere completamente al di fuori dalla realtà... oppure.... nella sua corsa all'accreditamento presso le stanze del potere. Ma che lo faccia è un suo diritto/dovere, ma che lo faccia almeno a carte scoperte e non mascherandosi dietro le bandiere di un partito che dice di mettere il Lavoro e i lavoratori al centro della propria battaglia politica.
Vi potrebbe essere un'altra ipotesi. Ma la lascio appesa così....