22 maggio 2009

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 14-21/05/09

14 maggio 2009
COMUNITA' MONTANA CINQUEFRONDI: SENZA STIPENDI I LAVORATORI http://www.giornaledicalabria.it/
L’accorata denuncia dei lavoratori di Cinquefrondi fotografa perfettamente la drammatica situazione in cui sono sprofondate negli ultimi mesi le Comunità montane calabresi, tra risorse non accreditate, lungaggini burocratiche ed incertezze per il futuro. I 14 dipendenti sono senza stipendio da tre mesi. E' arrivato il momento che le istituzioni preposte forniscano ai dipendenti degli enti montani risposte chiare, evitando altri inaccettabili rimpalli di responsabilità. Nelle stesse difficoltà versano tutte le Comunità montane calabresi e presto la vertenza della Piana di Gioia Tauro rischia di estendersi a macchia d’olio con il conseguente blocco di ogni attività.
18 maggio 2009
SANMARCO LATERIZI: SALVATI 20 POSTI http://www.ilpiccolo.net
Salvati venti posti di lavoro alla SanMarco Laterizi di Valenza con a un accordo che, però, introduce flessibilità, ricorre ad ammortizzatori sociali e consente, di fatto, all’azienda di essere maggiormente competitiva. L’atto conclusivo è stato siglato giovedì scorso fra le organizzazioni sindacali territoriali (Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil), le Rsu, dopo aver consultato e fatto votare l’assemblea dei lavoratori. "L’accordo - è la valutazione sindacale - ha permesso di impedire almeno venti licenziamenti, infatti l’azienda precedentemente aveva parlato di 15/20 esuberi tra gli operai e 6/10 tra gli impiegati". Dal 1° giugno è previsto un anno di Cassa integrazione straordinaria a turnazione e anticipata dall’azienda per 25 operai e un anno di contratti di solidarietà (con la parte economica anticipata dall’azienda e garantendo il coinvolgimento di quasi tutti quadri e impiegati) per gli impiegati con una riduzione di orario di nove ore settimanali. Allo scopo di ridurre l’impatto sociale si aggiunge anche una procedura di mobilità con incentivo, ma solo ed esclusivamente su base volontaria. per un numero massimo di dieci lavoratori.
ARTEC: DA DUE MESI SENZA STIPENDIO http://www.quotidianodelnord.it/
C'è grande preoccupazione tra i lavoratori della ditta Artec di Gombola di Polinago (Mo), azienda ceramica di una ventina di addetti che non ricevono gli stipendi dallo scorso marzo. L'azienda senza nessuna preventiva comunicazione né alle organizzazioni Sindacali né ai lavoratori, non ha ottemperato al pagamento degli stipendi di marzo e aprile 2009. Nei successivi incontri attivati da Femca-Cisl e Filcem-Cgil del Frignano l'azienda ha comunicato che gli stipendi sarebbero stati pagati in cambio del licenziamento di sette/otto dipendenti. Una proposta decisamente respinta dai sindacati che, in alternativa ipotizzano l'utilizzo dei contratti di solidarietà per il mantenimento di tutti i posti di lavoro, di notevole importanza in un territorio di montagna come quello di Polinago. Da lunedì 18 maggio si sono attivate iniziate di lotta con lo sciopero a oltranza e con picchetti con blocco delle merci davanti all'azienda. Durante l'incontro di domani pomeriggio con la proprietà, è previsto un presidio sindacale davanti alla sede municipale per mettere a conoscenza la popolazione del grave disagio che i lavoratori e le proprie famiglie stanno vivendo dal punto di vista economico, oltre alla preoccupazione della perdita del posto di lavoro.
19 maggio 2009
FIAT DI MELFI: 80 TRASFERIMENTI http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
Ai dipendenti interinali della Sata di Melfi non è stato rinnovato il contratto e intanto si annuncia l’arrivo nello stabilimento lucano di altri ottanta lavoratori dalla fabbrica di Pomigliano D’Arco. La notizia ha creato non pochi malumori tra le maestranze lucane. Gli operai campani della Fiat saranno trasferiti da domani nella fabbrica di Melfi dove è in aumento la produzione della Grande Punto, ma la decisione dell’azienda genera tensione fra i dipendenti interinali, ai quali il contratto non è rinnovato o è prorogato per pochi giorni. La notizia del trasferimento degli ottanta operai è stata annunciata ieri dalla Fiat alla Rsu. Analoghe decisioni sono state prese da aziende dell’indotto Fiat di Melfi, ma in una di tali aziende quindici lavoratori interinali proprio ieri non hanno avuto rinnovato il loro contratto. A questo punto sono prevedibili proteste dei lavoratori interinali. "Non contro i lavoratori che vengono da altre fabbriche – ha spiegato la Fiom – perchè la solidarietà è al primo posto della nostra azione, ma per protestare contro l’azienda, che sposta a Melfi operai che sono oggettivamente degli altri precari, creando così disagi e tensione fra i lavoratori".
Un altro mese di cassa integrazione per gli operai della Fiat di Pomigliano d'Arco (Napoli), tornati in fabbrica ieri.
L'azienda, infatti, ha comunicato il nuovo stop produttivo dal 27 maggio al 28 giugno prossimo. Questo mentre la Fiat annulla la cassa integrazione per lo stabilimento di Cassino.
Trentasette lavoratori della Res & Dev Srl di Loiano utilizzeranno il protocollo "Sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in difficoltà" siglato a palazzo Malvezzi il 21 aprile scorso e sottoscritto oltre che dalla Provincia, dall'Inps di Bologna e Imola, dalle organizzazioni sindacali, dagli enti locali del territorio e da dieci banche: Banca di Bologna, BCC Alto Reno, BCC Monterenzio, Banca di Imola, Banca Monte dei Paschi, Carisbo Intesa Sanpaolo, Cassa di Risparmio di Cento, Emil Banca, Unicredit, UGF Banca. L'accordo fa parte delle azioni messe in campo dalla Provincia e dai Comuni del bolognese per contrastare la crisi che sta investendo anche il sistema economico territoriale. Il protocollo consente di anticipare, a costo zero, ai lavoratori delle aziende che richiedono l'attivazione di ammortizzatori sociali, le somme che percepiranno dall'Inps. Gli interventi saranno resi possibili anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. L'attivazione alla Res & Dev Srl di Loiano - azienda manifatturiera elettrica ed elettronica, con 48 dipendenti tra impiegati, operai ed apprendisti - riguarderà 37 lavoratori che dal 9 marzo scorso la società ha posto in Cassa integrazione guadagni ordinaria chiedendo il pagamento diretto all'Inps poiché non è attualmente in grado di anticipare il trattamento di Cig.
CIG METALMECCANICI: DATI INPS http://miaeconomia.leonardo.it/
Oltre 38 milioni di ore di sospensione autorizzate nel mese corrispondono alla sospensione a zero ore di oltre 221.000 lavoratori per l’intero mese. Tuttavia, per l’effetto della rotazione e della sospensione a settimane, la Fiom stima che i lavoratori interessati siano almeno il doppio (450.000/500.000), ovvero il 25-30% di tutta la categoria. E’ l’allarme lanciato dall’Ufficio sindacale della Fiom-Cgil, secondo cui "i dati della Cassa integrazione di aprile 2009, pubblicati dall’Inps, evidenziano il permanere nel settore metalmeccanico di una congiuntura negativa che continua ad aggravarsi". Una situazione molto pesante, non a caso il sindacato dei metalmeccanici sottolinea che il dato sulla Cig è in costante crescita nel corso del primo quadrimestre 2009 in cui, mese dopo mese, la Cassa integrazione per i metalmeccanici continua ad aumentare, avendo realizzato un incremento del 265% pari a circa 24 milioni di ore. La somma della Cassa integrazione ordinaria e di quella straordinaria sale dai 14,5 milioni di ore a gennaio 2009 ai 38,3 milioni di ore in aprile.
Secondo quanto rilevato, la crisi della siderurgia, quella del comparto auto e componentistica e quella del settore elettrodomestici hanno trainato la crisi per un’area sempre più ampia dell’indotto. Negli ultimi mesi, anche settori tradizionalmente più solidi, quale quello delle macchine utensili e della meccanica strumentale, ne sono stati investiti. Il settore dell’industria metalmeccanica ricopre, infatti, oggi la parte preponderante della Cassa integrazione, rappresentando il 51% dell’insieme delle ore erogate e il 59% della Cassa nel settore industriale. Se si guarda poi alla sola Cassa integrazione ordinaria, le percentuali salgono rispettivamente al 55% sul totale e al 66% sull’industria.
20 maggio 2009
GRAZIANO: 180 ESUBERI http://www.ecodelchisone.it
La notizia è giunta da Roma, dove la multinazionale svizzera Oerlikon - proprietaria del Gruppo Graziano - ha comunicato al ministero delle Attività produttive la presenza di 1.200 operai e oltre 180 impiegati in esubero. Preoccupazione legittima tra i lavoratori: nello stabilimento di Luserna S. Giovanni, uno degli otto in Italia, lavorano 189 persone. Se fossero veri i dati comunicati da Oerlikon, significherebbe che la metà degli stabilimenti dovrebbe essere chiusa. La multinazionale, che da alcuni mesi sta facendo ricorso alla cassa integrazione ordinaria, ambirebbe ad essere ammessa alla straordinaria. Delle 52 settimane di cassa ordinaria, a Luserna S. Giovanni ne sono trascorse solo una ventina. E in altri stabilimenti italiani siamo appena alla terza. La Oerlikon ha deciso di chiudere il suo stabilimento in Repubblica Ceca (a Cerveny Kostelec). La produzione sarà trasferita in Cina, ma l'assemblaggio sarà portato in Italia, verosimilmente proprio a Luserna S. Giovanni oppure a Bari. La Graziano, in Val Pellice, assembla differenziali e altri materiali per automobili. Il settore più in difficoltà, invece, è la produzione per i mezzi a movimento terra o agricoli.
SHANKOMAT NUTI: 50 POSTI A RISCHIO http://www.quotidianodelnord.it/
La crisi internazionale pesa sull'andamento della Schankomat Nuti, azienda fiorentina leader nella produzione di frigoriferi per impianti alla spina, e il futuro dei 50 dipendenti e' a rischio. A lanciare l'allarme sono Cgil e Cisl di Firenze che hanno incontrato l'assessore allo sviluppo economico del comune di Campi Bisenzio Stefano Salvi. Un sensibile calo degli ordini avrebbe portato in rosso il bilancio dell'azienda tanto da indurre la proprieta' austriaca a manifestare la volonta' di cessare l'attivita'. Se non si riuscira' a far cambiare idea all'azienda o non si troveranno le necessarie soluzioni il destino dei 50 lavoratori sara' segnato'.
SANITA' IN CALABRIA: DIPENDENTI SENZA STIPENDIO http://www.giornaledicalabria.it
Un incontro urgente per impegnarsi a risolvere la vertenza che riguarda le residenze sanitarie assistite Vivere Insieme, S. Vito Hospital S. Francesco Hospital. È quanto chiede la Cgil in una lettera inviata al direttore generale del Dipartimento della Salute della regione, Andrea Guerzoni e al direttore generale dell’azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Pietro Morabito. Gli arretrati di stipendio ammontano ad oggi a sei mensilità oltre alla tredicesima mensilità. L’insensibilità che la proprietà continua a dimostrare nei riguardi delle situazioni di disagio economico delle famiglie e dei dipendenti, che nonostante tutto continuano a garantire con grande abnegazione la loro attività, è tipica di chi non ha provato sulla propria pelle l’assenza di denaro.
21 maggio 2009
ELETTROLUX: ACCORDO SUL SITO DI PORCIA http://carta.ilgazzettino.it/
L’investimento per il futuro - almeno dei prossimi tre anni, visto che il finanziamento è triennale - della fabbrica Electrolux di Porcia è salvo. Nella tarda serata di ieri al ministero del Welfare, la multinazionale svedese e il sindacato dei metalmeccanici di Cgi-Cisl-Uil hanno trovato un’intesa di massima sul nuovo stabilimento. L’intesa è stata possibile grazie alla mediazione dei funzionari governativi che hanno portato al tavolo una proposta "terza" che scontentasse le parti il meno possibile. Lo scoglio della produttività è stato superato con la mediazione che porterà le nuove linee a produrre 94 lavatrici all’ora. L’impresa è scesa dalle 97 sulle quali si era assestata nell’ultimo incontro, mentre il sindacato è salito dalle 91 previste nella bozza unitaria. Sugli esuberi: confermati 308, ma per nessuno scatterà il licenziamento: in alternativa cassa e mobilità volontaria. Questa l’ipotesi sulla quale si è discusso nella notte. Se sarà raggiunta, la bozza di accordo dovrà poi passare al vaglio dei referendum in fabbrica.
SANSTEFAR: CONTINUA LA LOTTA http://iltempo.ilsole24ore.com
Gli oltre 90 dipendenti del centro di riabilitazione molisano con sedi a Campobasso ed Isernia sono tornati a ritrovarsi sotto la sede di Via Campania. Ma è solo un'altra e ulteriore avvisaglia dopo gli scioperi dei giorni passati perchè riprenderanno il presidio davanti la sede della giunta regionale. I lavoratori del Santo Stefano reclamano gli stipendi degli ultimi cinque mesi e protestano soprattutto contro la proprietà che pur ricevendo, da quanto affermano le rappresentanze sindacali, le somme di accreditamento dall'Asrem Molise, non erogano le spettanze ai loro dipendenti. Nei prossimi giorni ci sarà un altro intervento della Regione Molise congiuntamente con quello dell'Abruzzo sui vertici del San Ste Far.
Ancora interlocutorie le posizioni tra i sindacati e la proprietà dello stabilimento Smi di Mafalda, in Molise. Dove si cerca di arrivare alla cassa integrazione invece che abbracciare la mobilità. Nelle prossime ore si saprà meglio la posizione della proprietà.
All'ex Ixfin di Marcianise i sindacati hanno avuto conferma nel corso di una riunione a Napoli all'assessorato al Lavoro che è stata già avviata la procedura amministrativa presso l'Inps regionale per l'erogazione della cassa integrazione in deroga. Adesso l'iter burocratico dovrebbe concludersi presso l'Istituto previdenziale territoriale.
All'ex Siltal, la fabbrica degli elettrodomestici di PignataroMaggiore, per l'ennesima volta l'azionista di riferimento Gepafim non ha risposto alla convocazione del ministero per lo Sviluppo in ordine agli impegni sul piano industriale. I sindacati sollecitano il rinnovo del trattamento integrativo per circa trecento dipendenti dell'azienda, all'ormai prossima scadenza del 28 luglio.
Non ci sono notizie positive per la Bioplastic di San Marco Evangelista (Caserta),che si trova nell'area dell'ex 3M. Da ben sette mesi i sessantaquattro dipendenti dello stabilimento alle porte del capoluogo non ricevono neanche più gli assegni per la cassa integrazione straordinaria. Nei giorni scorsi direttamente da Milano, è giunta una missiva dell'azienda della famiglia Boschi con cui si annunciava la corresponsione degli emolumenti del novembre 2008 per la giornata di oggi. Una promessa che non sembra tranquillizzare i lavoratori che hanno comunque deciso di continuare lo stato di agitazione. Bioplastic ha persino ottenuto il via libera dalla Regione per la nuova cigs in deroga. E come se tutto ciò non bastasse, la società si rifiuta sistematicamente di incontrare le organizzazioni sindacali per comunicare quelle che sono le sue reali intenzioni circa il futuro del presidio industriale nell'area di San Marco Evangelista.
MERAS: OCCUPATA LA FABBRICA http://www.bresciaoggi.it/
Assemblea permanente e fabbrica occupata. È l'epilogo di una lunga giornata di tensione sfociata nella rottura delle trattative fra la proprietà e i 158 dipendenti della Meras di Manerbio. Ieri era attesa la firma dell'accordo che avrebbe dovuto sancire un anno di cassa integrazione straordinaria a partire da settembre, mese in cui scadranno i contratti di solidarietà che attualmente impegnano i lavoratori. Il patto avrebbe garantito l'integrazione del 60% della tredicesima, del 30% della differenza fra salario e quota Inps e la rotazione dei reparti nella sospensione del lavoro. Attorno alle 10,30 tutto sembrava pronto. L'assemblea dei lavoratori assiepati davanti al municipio, sede del vertice, aveva dato il via libera ai sindacati che tornati al tavolo delle trattative hanno assistito al clamoroso dietro front dei delegati aziendali. L'accordo saltato ha scatenato la bagarre dentro e fuori il palazzo municipale: fischi, tensioni, urla e lacrime. I delegati della Meras hanno dovuto lasciare la piazza scortati dai carabinieri. Nella concitazione del momento, l'afa e la tensione hanno perdere i sensi a un'operaia: soccorsa da un'autoambulanza è stata trasportata al pronto soccorso di Manerbio e dimessa nel primo pomeriggio, proprio mentre scattava il presidio permanente della fabbrica di via Cremona.
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