29 maggio 2009

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 25-28/05/09

 
25 maggio 2009
ROCKWOOL: SIT IN DEGLI OPERAI http://www.sardegnaoggi.it/
 
Circa 150 lavoratori della Rockwool di Iglesias hanno organizzato un sit-in in piazza Palazzo a Cagliari, davanti alla sede della prefettura, per richiamare l'attenzione sull'imminente chiusura (annunciata per il 5 luglio) dell'impianto di produzione di lana di roccia. Con striscioni, bandiere e una bara di cartone con l'epigrafe ''Rockwool, nata nel 1999 e morta il 5 luglio 2009'', gli operai hanno scandito slogan e una delegazione e' stata poi ricevuta dal prefetto Salvatore Gullotta. Il confronto tra il presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Ugo Cappellacci, gli assessori competenti e la dirigenza della Rockwool Italia è stato fissato per il 27 maggio. I sindacati hanno chiesto di poter partecipare alla riunione per potere esprimere le loro posizioni.
SAINT GOBAIN: LAVORATORI MANIFESTANO A PARIGI http://www.e-gazette.it
 
In trasferta parigina 160 dipendenti della Saint Gobain, provenienti sia dalla Sekurit di Savigliano che dall’Euroveder di Cervasca, per dar vita nei giorni scorsi a una manifestazione davanti alla sede della potente multinazionale francese del vetro, contro un piano industriale fatto di tagli, chiusure di stabilimento, licenziamenti. Nonostante il colloquio concesso dall’azienda ad alcuni rappresentanti dei vari stabilimenti - erano presenti anche i dipendenti dello stabilimento di Pisa e una delegazione proveniente dal Belgio, oltre ai tanti operai francesi - i vertici della Saint Gobain hanno temporeggiato. Tutto è rimandato al 28 maggio, quando a Roma si terrà il tavolo ministeriale durante il quale la multinazionale francese sarà chiamata a mettere le carte in tavola in modo chiaro. La linea della Saint Gobain prevede per l’Italia: la chiusura dello stabilimento Sekurit di Savigliano, a Cuneo (coinvolti 225 lavoratori diretti e 73 dell’indotto); la ristrutturazione dell’impianto Euroveder di Cervasca, sempre in provincia di Cuneo, e taglio occupazionale di 143 lavoratori su 250; la fermata (almeno per un anno) del float (forno per produzione di vetro piano) dello storico stabilimento Saint Gobain Glass di Pisa con la contestuale ristrutturazione e taglio per 70 addetti e, infine, una forte preoccupazione per la continuità produttiva dello stabilimento Flovetro di San Salvo, a Chieti.
 
26 maggio 2009
SARDEGNA: TRE MORTI NELLA RAFFINERIA SARAS http://blog.panorama.it/italia/2009/
 
Si chiamavano Bruno Muntoni, 58 anni (sposato e padre di tre figli), Daniele Melis e Pierluigi Solinas, entrambi 30enni, tutti di Villa San Pietro, i tre operai della ditta Comesa srl morti nel primo pomeriggio nell’impianto di desolforazione MHC1 dello stabilimento della Saras di Sarroch. Si tratta di un’enorme cisterna capace di contenere fino a 100mila litri di gasolio in lavorazione. Secondo le norme di sicurezza, due operai devono restare all’esterno mentre gli altri procedono materialmente con l’intervento. Una prima ricostruzione dell’incidente è stata fornita dai colleghi di lavoro delle vittime. Un primo operaio si sarebbe sentito male intorno alle 13.30, il secondo avrebbe chiesto aiuto ai due rimasti all’esterno: tutti sarebbero quindi entrati nella cisterna, ma solo uno ne è uscito vivo. Gli altri tre sono stati stroncati dalle esalazioni tossiche sprigionatesi dai residui delle lavorazioni. Alla squadra apparteneva un quarto collega, Mario Salonis, intossicato anche lui, ma sopravvissuto. Era un’operazione consueta quella ordinata questo pomeriggio ai operai: pulire un serbatoio. Ma la routine si è trasformata in tragedia. Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per domani uno sciopero di otto ore, l’intera giornata lavorativa, nello stabilimento Saras di Sarroch. Dalle 6 i lavoratori dell’area industriale, circa 3.000 persone, aderenti alle tre sigle sindacali si asterranno dalle attività. Lo sciopero riguarderà tutte le categorie operanti nella zona: chimici, metalmeccanici ed edili. La Saras con il suo stabilimento di Sarroch è un operatore leader nel settore della raffinazione in Europa con una capacità di 300.000 barili al giorno. Lo stabilimento della Saras, fondata da Angelo Moratti nel 1962, inizia l’attività nel 1965. Le migliorie apportate ad alcuni impianti negli anni 2000 hanno consentito alla raffineria di incrementare la capacità di conversione in prodotti a maggiore valore aggiunto, ovvero la produzione di diesel a scapito di olio combustibile, per circa 150.000 tonnellate all’anno. Nello stabilimento vengono realizzate tutte le operazioni necessarie per trasformare gli idrocarburi presenti nel petrolio greggio nelle differenti tipologie di prodotti petroliferi. Il 53% della produzione è destinato al mercato italiano (di cui il 23% al mercato sardo); della restante quota del 47% destinato all’esportazione, circa un terzo è stato venduto in Spagna. Il presidente e l’amministratore delegato della Saras sono Gianmarco e Massimo Moratti.
PLASTIC COMPONENTS: SCIOPERO http://www.quotidianodelnord.it/
 
Si ferma la Fiat Sata di Melfi (Pz), a causa dello sciopero proclamato dai lavoratori in una fabbrica dell'indotto, la Plastic components del gruppo Magneti Marelli che produce materiali plastici per la realizzazione della Grande Punto. Lo sciopero e' per protestare contro i licenziamenti di una trentina di lavoratori interinali, sostituiti con personale in Cig di altri stabilimenti del gruppo Fiat. Nuvole nere arrivano anche dal tavolo tra Rsu Sata e direzione sull'orario plurisettimanale, che deve essere rimodulato alla ripresa dei volumi produttivi della Grande Punto. I sindacati chiedono nuove assunzioni, 1.100 euro in busta paga in base all'accordo integrativo aziendale e il recupero della 'centralita' strategica' dello stabilimento lucano.
 
27 maggio 2009
TELECOM: 470 IN MOBILITA' http://www.quotidianodelnord.it
 
Telecom Italia S. p. A. ha avviato la procedura di mobilità - ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 4 e 24 Legge 23 Luglio 1991, n. 223 e successive modifiche ed integrazioni - per 470 lavoratori in ambito Directory Assistance (12. 54, Assurance Dati Elenchi –Ade-, Centralini, Centro Lavoro Servizi Internazionali, Supporto territoriale).
Si tratta - spiega in una nota l'azienda - di lavoratori eccedenti rispetto alle esigenze tecnico-organizzative.
I motivi che determinano la situazione di eccedenza derivano dalla progressiva perdita di consistenti quote di mercato e un costante calo dei volumi di traffico per il 12. 54 e per le attività di back-office (Ade), così come per i Servizi Internazionali che, nel tempo, hanno registrato una sensibile contrazione dei volumi di chiamate, nonostante la chiusura del Centro di Lavoro di Roma. In merito ai Centralini aziendali, infine, l’avvenuta implementazione e consolidamento sulla Intranet Aziendale del data base contenente tutte le numerazioni aziendali e la distribuzione a tutto il personale di Telecom Italia di un apparato radiomobile di servizio, hanno indotto, nell’ultimo triennio, un costante calo dei volumi di traffico interno ed esterno. Telecom Italia conferma la propria disponibilità a definire con le Organizzazioni Sindacali soluzioni socialmente sostenibili per la gestione delle eccedenze, così come già avvenuto durante gli incontri sindacali nei quali l’Azienda ha illustrato i riflessi del Piano Strategico 2009-2011 in ambito Directory Assistance.
 
È finita come nessuno si augurava che finisse la vicenda della Meras di Manerbio e dei suoi 152 dipendenti. Dopo i primi incontri interlocutori del mese scorso e il clamoroso voltafaccia della settimana passata (accordo sì, accordo no nel giro di mezz'ora), la proprietà ha messo ieri le carte in tavola: cessazione dell'attività da agosto, cassa integrazione per due anni ai 152 operai, spostamento di parte della linea produttiva e dei macchinari a Mendrisio, Padova e Tirano (le altre sedi del gruppo svizzero Riri). "A settembre scadevano i contratti di solidarietà - spiega Flavio Baldassarre della Fim Cisl - e a quel punto con 12 mesi di cassa integrazione avremmo potuto temporeggiare in attesa di tempi migliori o alla ricerca di soluzioni più intelligenti. Tanto più che l'azienda ha intenzione di assumere altre 60 persone negli stabilimenti in cui verrà spostata la linea produttiva della Meras. Non si potevano mantenere questi 60 posti a Manerbio per un anno, a rotazione, puntellando il tutto con gli ammortizzatori sociali? Evidentemente queste erano le intenzioni della proprietà fin dall'inizio". La fabbrica da mercoledì scorso è occupata e lo resterà a tempo indeterminato. La proposta dei due anni di cassa integrazione e della chiusura ad agosto è stata respinta al mittente e nei prossimi giorni si valuteranno le iniziative da intraprendere.
SAFILO: PERSI 750 POSTI DI LAVORO http://carta.ilgazzettino.it/
 
Requiem per 750 posti di lavoro della Safilo in terra friulana, a Martignacco e Precenicco. Si è ritirata definitivamente la cordata capitanata dal gruppo Visottica, con stabilimenti friulani. La proprietà della Safilo non ha voluto accettare nemmeno le condizioni minime poste dalla cordata che avevano riservatamente e non facilmente trovato, condizioni che si riassumevano essenzialmente nell’impegno Safilo ad acquistare una parte della produzione. Inoltre c'è anche il fatto che i sindacati veneti non si siano nemmeno presentati al tavolo nazionale. Per restare sul fronte della distribuzione degli esuberi, l’azienda si era dichiarata disponibile a conservare 80 posti di lavoro nello stabilimento di Precenicco a condizione che altrettanti addetti impiegati negli stabilimenti veneti del gruppo accettassero la mobilità o il pensionamento anticipato. Ma a questi lavoratori veneti ha offerto una cifra del tutto inadeguata, 2mila euro a testa. Così molti non hanno accettato. Con la probabile chiusura di Precenicco se non resteranno quegli 80 posti e il drastico ridimensionamento di Martignacco, che resterà con 170 addetti. Ora sembra possibile solo battersi per garantire a lavoratrici e lavoratori varie forme di ammortizzatori sociali, anche in deroga, fino al 2011.
Rientreranno questa mattina dopo una settimana di cassa integrazione. E al ritorno in fabbrica troveranno la bozza di accordo per la nuova fabbrica firmata nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi al ministero del Welfare tra azienda e sindacati. I lavoratori della Electrolux di Porcia dovranno dire l’ultima parola sull’intesa che consentirà alla multinazionale di Stoccolma di investire oltre 60 milioni di euro per rifare gli impianti dello stabilimento di lavabiancheria più grande d’Europa. Le assemblee per illustrare ai dipendenti i contenuti del "patto" per la nuova fabbrica sono previste per domani. In sintesi l'intesa: gli esuberi da 438 sono scesi a 300, ma non ci sarà alcun licenziato poiché per tutti sarà attivata la cassa straordinaria a rotazione e la mobilità volontaria. Sul punto più "spinoso", cioé le condizioni di lavoro sui futuri impianti, impresa e sindacato si sono trovati a metà strada: nelle nuove linee si lavoreranno 94 lavatrici all’ora, l’ultima offerta aziendale era stata di 97 mentre il sindacato aveva proposta 91. Dopo le assemblee è previsto il voto sul gradimento dell’intesa.
ROCWOLL: ACCORDO PER LA CIG http://www.sardegnaoggi.it
 
 
Vertice tra il presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci, l'assessore dell'industria Andreina Farris, l'amministratore delegato di Rockwool Nicola Agnolo, che era accompagnato dal direttore finanziario Alberto Petrò e dal direttore del personale Luca Valenti, ed i rappresentanti sindacali territoriali del Sulcis Iglesiente. E' stato sottoscritto accordo per la sospensione immediata delle procedure di licenziamento, apertura immediata della procedura della cassa integrazione guadagni straordinaria. Prima riunione del Comitato interassessoriale per le emergenze economiche e sociali
OTEFAL SAIL: 170 IN CIG http://www.sardegnaoggi.it
 
Domani mattina un'altra vertenza approda nel palazzo della Regione in viale Trento: quello dell'Otefal Sail di Portoscuso, che ha 170 lavoratori in cassa integrazione da settembre 2008 dopo la chiusura della fabbrica di laminati alluminio nata dal fallimento della Ila.
 
28 maggio 2009
FIAT SATA: SOSPESO LO SCIOPERO http://notizie.virgilio.it/notizie/
 
Appresa la comunicazione che il vertice con azienda e sindacati si terrà a Melfi, i lavoratori dello stabilimento Fiat Sata di Melfi, in provincia di Potenza, hanno interrotto lo sciopero. Dopo due giorni di "senza lavoro", la produzione della Grande Punto riprenderà questa sera con il turo delle ore 22.00. La protesta era incominciata spontaneamente lunedì sera nell'azienda dell'indotto Plastic component per il licenziamento di una cinquantina di operai e per l'ipotesi della Fiat di sostituire 25 interinali con operai dello stabilimento di Pomigliano d'Arco (Napoli). Allo sciopero della Plastic Component (e al conseguente blocco della linea della Fiat per mancanza dei componenti in plastica) si era poi aggiunto, dal secondo turno di oggi, lo sciopero alla Magneti Marelli, anche in questo caso per 32 contratti in scadenza.
 
Alla Savio, dopo due mesi di respiro, torna la cassa integrazione. Intanto, però, si apre la vertenza sul premio salariale per l’anno 2008. I lavoratori non chiedono aumenti salariali, ma solo ciò che era previsto visto che l’anno si è chiuso in utile si chiede la redistribuzione di quanto dovuto.
 
Vertenza anche alla Zml di Maniago: nessun accordo sul piano industriale che prevede 150 esuberi.
 
Si è risolta positivamente la vicenda dei lavoratori Igienservice, rimasti senza lavoro con i passaggi d'appalto del pulimento alla Must-service. La controversia si è risolta ieri mattina nell'Ufficio provinciale del lavoro. Da lunedì prossimo i lavoratori rimasti fuori riprenderanno regolarmente servizio. La Filcams-Cgil ha espresso soddisfazione per la risoluzione della vertenza.