30 luglio 2010

Digiuno perché sono ciò che mangio


Ieri doveva essere una normale giornata di manifestazione contro la legge bavaglio. Numerose ve ne sono state , a Roma e nelle altre città italiane. Un banchetto, un microfono , due casse, un amplificatore di fortuna. Le solite bandiere rosse della CGIL e quelle viola del popolo dipinto e drappeggiato di viola anch'esso. Giovani che hanno solo vissuto e conosciuto il berlusconismo come sistema di potere e di pensiero unico. Eppure come sempre, ogni volta sono li a volantinare ( pratica poco conosciuta da loro più abituati a postare). Mi fermo accanto ad una ragazzina, quindici? ma  al massimo sedici anni che racconta la sua e la loro di strategia. Racconta di un sassolino nella scarpa, sempre li immobile a dare fastidio, a rompere finché non si ottiene il raggiungimento del loro obbiettivo. E il loro obbiettivo è il ritiro della legge  bavaglio. Poi si sente un mormorio, nella piazza, dapprima un brusio che diventa sempre più diffuso. Hanno, là nel palazzo di fronte, rinviata l'approvazione della legge, a settembre dicono, non si è certi. Qualcuno prende il microfono ancora ronzante e frusciante e fra fischi e pernacchie fa l'annuncio provvisorio ed incerto. Poi inizia il susseguirsi di oratori, quelli ufficiali e quelli meno, "quasi" leader del popolo viola o dei blogger. La notizia del rinvio viene rievocato con i dovuti scongiuri e "nascoste grattatine",al massimo un " tocchiamo ferro" ,forse che si forse che no, qualcuno avverte di stare all'erta, dell'imbroglio, qualcuno (quelli più istituzionali) affermano che questa è una vittoria, alcuni che l'obbiettivo è il ritiro della legge e che la lotta non è terminata, qualcun altro addirittura chiede le dimissioni di berlusconi che sembra più un sogno/delirio che una speranza. Alcuni parlamentari si fanno vedere fra la folla( Di Pietro), qualcun altro passa frettoloso faccia a terra e passo veloce (Fassino). Forse conto più giornalisti che intervistati, fra tv e carta stampata, fra conduttrici e conduttori. Vi è la giobane bionda Ma tra un applauso e l'altro si incominciano a ritirare gli striscioni. I viola di Bari, hanno un lungo viaggio di ritorno da fare e sono i primi a far fagotto. Quelli di cuneo ritirano la loro bandiera. Alla fine rimangono solo i solitari lavoratori o ex lavoratori dell'Eutelia con il loro camper parcheggiato e il loro striscione. "Digiuno perchè sono ciò che mangio" Si ritrovano in compagnia solo quando vi sono altri che protestano, poi il silenzio cade su di loro!
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