2 marzo 2011

Pluralismo Televisivo


Butti non viene da Marte, La sua cultura è il "precipitato" si sarebbe detto una volta, insomma il risultato della cultura(sic) corrente, diciamo del modo di pensare (visto la parolona cultura riferito ad un tal Butti)., Quasi tutti lo hanno appreso, e a parte la replica di alcuni diretti interessati, nessuno si è poi tanto scandalizzato. Indice, questo, di una quasi condivisioni delle preoccupazioni del Butti . Intanto ora si dovrà passare alla cernita , di quà i destri, di la i sinistri, E già questo sarà un bell'affare, A parte le dirette espilicite dichiarazione di appartenenza, come si farà a discernere le appartenenze culturali di ogni singolo conduttore? Immagino che vi sarà un tavolino, con su un impiegato con le famose mezze maniche nere, un libro a partita doppia, e dietro una lunga fila di impiegati della TV pubblica. "Avanti il prossimo!" Urla, Si avvicina il primo della fila, e pronunica  la sua appartenenza, firma e va via!. La professionalità dell'impiegato è massima. Non batte ciglio ,non muove un solo muscolo del viso quando il dipedente pronuncia la sua appartenenza!

Ognuno poi dovrà appuntare un braccialetto al braccio , o rosso o nero a secondo dell'area di appartenenza. Un bel lavoro non c'è che dire. Ma non è finita quà!
Poi , per le trasmissioni a doppia conduzione, si dovranno stabilire le accoppiate. Là dove si  avessero la parità delle coppie si dovrà , in difetto, provvedere ad assumere , per eccesso o si provvederà a licenziare o a fare trasmissioni tali da coprire gli eccessi.
Ed ancora le trasmissioni non potranno avere una programmazione fissa, ma a rotazione, Se Anno zero questa settimana va il giovedi, la settimana prossima andrà il martedi e in una fascia pomeridiana, rispetto a quella serale, e così via per tutte le trasmissioni, Inoltre se si è trattato del tema della guerra civile in Libia, di questo argomento non se ne potrà parlare che solo la settimana prossima e non nella stessa trasmissione.

Da tutto questo sono escluse le trasmissioni di Porta a Porta e le conduzioni del TG1. Perché di per se obbiettive e improntate al massimo della professionalità.

Tutto questo è risultato "normale" , quasi doveroso, necessario.
Io spero che questa nonchalance con cui si è appresa la notizia sia solo il sintomo che , "non ce ne può fregar de meno" della Tv , il che sarebbe già grave di per se, o più in generale che " ma che facciano quel che cazzo gli pare tanto me scivola! Che è la stessa cosa, ma esteso più in generale. E non so , francamente, se ciò sia un bene o un male!