7 ottobre 2011

15 Ottobre



Io c'ero all'assemblea della Sapienza  e la sensazione che ho avuto sia ieri che nei giorni scorsi , in tutte le assemblee di tutte le anime del movimento 15 ottobre, è che questa data rappresenterà un punto di riferimento negli anni a venire. Nel bene e nel male. Non si sa quanta gente verrà alla manifestazione , nessuno ha il polso della situazione. Le realtà locali stanno faticosamente facendo arrivare le loro adesioni, ma organizzare pullman, treni, logistica è dura per un movimento composto da tante anime, col rischio che qualcuno ci possa mettere il cappello. Ma altrettanto la rabbia è tanta e la manifestazione non sarà solo una passeggiata per le vie di Roma ( tra l'altro sia la questura che il sindaco hanno vietato il passaggio per le vie centrali si è cercato un compromesso e questo non ha certo rasserenato gli animi ) e il tentativo di riprendersi le piazze e gli spazi pubblici sarà certamente la pratica del "riprendiamoci ciò che ci hanno tolto"
La discriminante di questo nascente movimento, che non vuol scimmiottare le forme di proteste che stanno avvenendo in altre parti d'Europa e non solo d'Europa, è fra chi vuole spedire al mittente la lettera di Draghi e di Trichet ( e la manifestazione del 12 davanti alla Banca d'Italia sarà la logica conseguenza) e tra chi accetta l'ingerenza della finanza europea e mondiale, accetta i sacrifici a patto che siano equii. Su questo punto il movimento è irremovibile e giustamente, a mio parere.
Nessuno nel movimento vuole lo scontro, nessuno lo cercherà, ma si andrà alla manifestazione determinati e decisi a riprendersi gli spazi pubblici che in tutti questi anni ce li hanno negati e vietati per farne delle Agorà pubbliche in cui possano essere smascherati gli inganni e le menzogne che in tutti questi anni ci hanno propinati. La crisi non c'era, poi la crisi era dietro di noi, poi ancora che eravamo " i mejio"  , poi che la crisi era colpa di quattro malfattori di banchieri e via di questo passo.
Spazi pubblici che possano diventare veramente spazi di discussione e di dibattito pubblico di tutti e non solo di si fa promotore dell'occupazione! Non solo Piazza San Giovanni , ma dieci, cento piazze non solo a Roma ma in dieci, cento città.