27 aprile 2012

La Crescita incombe


Ora è diventata la parolina magica: Crescita. Tutti ne parlano, da tutti auspicata , ma nessuno dice come si fà a fare crescita , con una recessione italiana mai registrata nel nostro paese nemmeno ai tempi della crisi del petrolio. '73-'79.
Si è passati dal Rigore, aumento delle tasse, aumento dell'IVA, provvedimenti tutti indirizzati verso il sottoconsumo, all'oggi in cui si invoca la parolina magica. Fino a ieri questa parolina era riservata solo ad alcuni bolscevichi incalliti, poi piano piano è passata sulle bocche dei sindacati, prima quelli più politicizzati ( Fiom in testa) , poi come un passaparola anche sulle bocche dei leader politici, e via via dalla BCE al FMI e quindi , il passaggio è stato facile, al nostro governo e a Monti. 
Ora anche Casini lo invoca, ma senza frenare il Rigore e il pareggio di bilancio, tiene a sottolineare. Ma come piffero vorrà fare Crescita se non attraverso un drogaggio del mercato da parte dello Stato ( insegna Keynes, tanto invocato oggi, anche dai Bocconiani?) E come potrà fare drogaggio se si deve raggiungere il pareggio di bilancio dello Stato( miraggio e cosa impossibile con gli attuali livelli di debito e di indebitamento crescente, altra bufala passata come verità rivelata scolpita sulle pietre di Mosè) .
Prima hanno votato all'unanimità il pareggio di bilancio in Costituzione e poi invocano la Crescita. E chi mai produrrà Crescita e Sviluppo?
Il mercato nella sua indipendenza ed autonomia?

E poi di quale crescita si va cianciando? Quella sino ad oggi perseguita, tra inquinamento, distruzione dell'ecosistema, produzione di auto e beni di lusso, sperpero delle riserve energetiche, distruzione di ricchezza ambientale, città intasate da smog, autostrade inutili, ponti inutili e buchi nelle montagne altrettanto inutili?

E' questa la Crescita che perseguite?

Intanto parliamo di sviluppo e non di crescita che non sono sinonimi. Non basta produrre beni e servizi disponibili, oggi non è più sufficiente, non è più possibile. Dobbiamo parlare di sviluppo che comprende anche elementi di qualità della vita di natura sociale, culturale e politica.

"Il diritto allo sviluppo è un diritto inalienabile dell’uomo in virtù del quale ogni essere umano e tutti i popoli hanno il diritto di partecipare e di contribuire ad uno sviluppo economico, sociale, culturale, politico nel quale tutti i diritti dell’uomo e tutte le libertà fondamentali possano essere pienamente realizzati, e di beneficiare di questo sviluppo”.

Così recita la Declaration on the Right to Development, General Assembly Resolution 41/128, 4 December 1986.


Allora ecco che la parolina magica oggi divulgata e che è diventato il mantra per i politicanti si svela solo come tale.


Occorre parlare, quindi ,  non solo di lo sviluppo , ma anche parlare di quale sviluppo e di quale modello di sviluppo sopratutto si vuole.


Su questo il ceto politico , tutti i politicanti in parlamento e fuori dal parlamento, fra i partiti e fuori non sono culturalmente e intellettualmente all'altezza a tale compito. Tutti protesi a dichiararsi limpidi e sereni quando vengono trovati con il lardo in bocca, e tutti a difendere il loro tesoretto frutto di una legge illegittima. Attaccati come cozze allo scoglio nei loro privilegi e vitalizi.

Avete sentito per caso parlare di sviluppo da qualcuno ?
A parte la boutade che occorre produrre spazzolini con la testina sostituibile, usa e getta,  e che bisogna spegnere il led di cortesia degli elettrodomestici per una politica energetica.