16 giugno 2012

Operazione "Ardire"


L'hanno chiamata operazione "ardire" quella che ha portato agli arresti di alcuni anarchici insurrezionalisti a Perugia. Le prove dell'accuse , stando agli atti del PM sono

-appendere striscioni ad una fontana

-scritte sui muri
-imbrattare un bancomat
-avere in casa materiale a loro avviso idoneo alla costruzione di ordigni esplosivi
(mollette per appendere i panni, filo di rame, lampadine)

Ed è subito partita , ad arte, una campagna stampa in cui da subito gli anarchici sono stati anche accusati, dai giornalisti, di essere stati in qualche modo coinvolti per il ferimento di Adinolfi.  Cosa dicono gli atti del PM Manuela Comodi a proposito? Assolutamente nulla. Anzi su richiesta degli avvocati degli imputati la PM nega assolutamente . Non vi è nemmeno nessun avviso di garanzia.

Infatti subito dopo la bagarre mass mediatica tutto è stato messo a tacere e non una sola riga o bit è stato scritto o inviato in rete, da parte degli stessi "giornalisti". Qual'è la prova provata del legame fra gli indagati e il ferimento di Adinolfi?
Tra i sei cittadini indagati ci sarebbe anche una certa Olga lo stesso nome a cui era dedicato il volantino che ha rivendicato l’attentato contro Adinolfi. Più prova schiacciante di questa? La pistola fumante, come si suol dire.

Ma quali sono in definitiva le accuse formulate?

Ancora una volta viene contestato l’articolo 270 bis, ovvero l’associazione sovversiva. Un reato inventato dal ministro fascista Rocco negli anni ’30
Su cosa si fonda l'accusa?
A parte il ritrovamento di materiale idoneo alla costruzione di ordigni esplosivi (mollette per appendere i panni, filo di rame, lampadine) , le accuse si fondano su un teorema predefinito.
Si legge infatti:
«I gruppi anarcoinsurrezionalisti  potrebbero ( sottolineatura mia) compiere nuove azioni “informali” seguendo uno schema tipico del terrorismo di matrice confessionale che proprio in meccanismi informali e spontanei trova ispirazione per i propri attacchi contro gli obiettivi della jihad ( cosa centra la Jihad con i plichi esplosivi del dicembre scorso — quando furono feriti il direttore generale di Equitalia Marco Cuccagna e altri due pacchi bomba furono recapitati all’amministratore della Deutsche Bank a Francoforte e all’ambasciatore greco in Francia, fatti questi, da cui sono partite le indagini che hanno portato agli arresti)  ».
E si continua «Gli anarcoinsurrezionalisti sono passati dalla tipica impostazione su base individualista dello spontaneismo in una strutturazione reticolare che pur non costituendo un’organizzazione verticistica come quella delle Br,( il richiamo sublimale è evidente. Se non ha nulla a che fare con le BR perché citarle?)  vede in questo schema un’adesione a un progetto complessivo antisistema da parte di una vera e propria organizzazione che l’attività investigativa deve individuare ( siamo ancora nella fase di individualizzazione) e adeguatamente comprendere».

Ma quello che farebbe sorridere se non fosse drammatico è che questo allarme FAI , che ha fatto gridare tutto l'apparato mass mediatico e persino la ministra Cancellieri al al pericolo terroristico e a tenere alta la guardia ,  questo allarme , questi timori sono causati secondo le ultime stime investigative, da almeno 50 persone aderenti alla Fai entrate in clandestinità!. 50 Persone note e individuate , sempre secondo gli investigatori.

Certo possono rappresentare una cellula , una infezione che potrebbe infettare un corpo. Ma il pericolo , credo sia non in questa infezione, ma in un corpo ormai è già malato. E la malattia non è causata dalla Fai , ma da questa  politica dominante e dal suo ceto dirigente. E da questi che occorre proteggerci, ed espellerli dal nostro corpo. Se queste sarebbero le accuse e questi i pericolosi sovvertivi ci sarebbe da stare allerti e vigili.