18 agosto 2012

Fino a che morte non sopraggiunga


Svolta? Un paio di balle! come al solito. Presa per i fondelli. L'ILVA del padron Riva spenderebbe , badate per l'ambiente , non per la bonifica degli impianti e per la messa a norma di legge degli stessi, 146 milioni?. Di cui 90 milioni sono gia' stati finanziati e mai visti figuriamoci i 56 da metterli. Balle spaziali!

Ed ora il gran can can mediatico. Con 146 milioni, ammesso che fossero veri, son come bruscolini. E che ce fai con 146 milioni? Se vogliamo crederci l'unità di misura deve essere i miliardi!. Ma qui si gioca a far "a muina"
Se si pensa che  solo per i parchi minerali a ridosso della città ( in totale i parchi dove viene messo a deposito il minerale di ferro o carbone per poter essere utilizzato occupano quasi 80 di ettari) per mettere una copertura , solo il tetto giusto per "proteggere" il quartiere dei Tamburi sono stati spesi negli anni 90 milioni . Solo per coprire un decimo di tutti i parchi. E ora con 146 milioni cosa si vuol fare? Bonificare gli impianti.? E ci son voluti ben tre ministri per questo? Ma era meglio che ve ne stavate a casa! Che a Taranto oggi vi erano 43 gradi all'ombra!
E Ferrante l'ha pure sparata grossa. Rifaremo gli impianti ha detto. Naturalmente tutti si son girati( per pudicizia) e si son fatti una bella risata. Poi si son ricomposti
Solo Vendola ci ha creduto. !
Poi si è saputo cosa intende fare con i (finti) 146 milioni. L'accordo prevede di ricoprire di gel collante i cumuli di minerale , ma solo quelli più a ridosso del quartiere Tamburi.
Applausi a scena aperta sopratutto da parte di Vendola!
Ma questo è un film già visto! E' una pellicola in bianco e nero e per di più anche sbiadita.
Correvano gli anni '80. 
Anche allora denunce, intervento della magistratura. La fabbrica era dell'IRI. Il governo della città in mano ai craxiani.  Fu costruita la collinetta dell'ambiente. Cumuli di terra fertilizzata, tale da formare una collinetta, appunto,  tutt'intorno alla recinzione esterna alla fabbrica lungo la strada di Statte a ridosso del quartiere Tamburi. Furono piantate alberi ad alto fusto e irrigatori che provvedevano a tenere umida la terra. Doveva proteggere il quartiere e trattenere la polvere. Furono spesi quasi 1 miliardo di lire( non so di questi quanti spesi realmente per l'opera, quanti finiti in tasca di qualcuno) . Giardinieri che provvedevano alla manutenzione della collinetta. Passano i mesi, ma di crescita non se ne vede. Testardamente vengono versati cumuli di fertilizzanti, concimi chimici e letame a profusione. La puzza di merda pervadeva il rione. Puzza e polvere. Niente. Gli alberi non ne vogliono sapere di crescere. Le foglie , stranamente, invece di assumere il naturale colore verde o giallo ( quando si appassiscono) sono rosse. E' la polvere del minerale che ricopre le foglie , impedendone la crescita e la fotosintesi. Gli alberi sono li rachitici, malaticci. La boscaglia, tutt'intorno, al riparo degli alberi cresce, ma gli alberi no. I giardinieri hanno perso le speranze e non ci lavorano più. Le polveri hanno avuto la meglio!

Furono installate macchine "IS"
 Le macchine "IS" (irroratore stradale) prodotte dalla Chinetti, ed utilizzate per cospargere di filmante( il gel collante di oggi) i cumuli di minerale. Ve ne sono quattro unità (IS01, IS02, IS03 e IS04). Il primo di questi risulta già rottamato;
    Gli ugelli della macchina si intasano facilmente perchè' la sostanza collosa si indurisce e ne inficia il regolare utilizzo;
     Durante le fasi di carico dei minerali, per mezzo di pale meccaniche, le benne, rompono il filmante cosparso sui cumuli e quindi la dispersione di polveri e minerali nell'aria avviene ugualmente. Durante le fasi di scarico , naturalmente il collante viene eliminato e quindi il lavoro di copertura precedente è inficiato. Il gel costa e dopo le prime volte non viene irrorato più. A meno di quando sono programmate le visite ispettive. Come avviene per il controllo dei fumi, secondo la legge antidiossina regionale!
A Taranto nessuno ci crede a quest'opera di risanamento. Nessuno ci crede, ma molti si illudono, si aggrappano disperatamente a questa ennesima illusione. La speranza è l'ultima a morire. Fino a che morte non sopraggiunga.