5 maggio 2013

Le esternazioni di Napolitano e il rifinanziamento delle missioni di guerra


Si può dire "puntuale come una cambiale in scadenza" E appunto di una cambiale si tratta. L'esternazione di Napolitano che ha colto l'occasione del 152esimo anniversario della costituzione dell'Esercito Italiano per ricordare che il finanziamento per le missioni di "Pace" sono in scadenza e che occorre rifinanziarle. Senza ricorrere al fin troppo pacifismo occorre ricordare che in Italia : spendiamo ogni giorno 70 milioni per le armi e oltre 26 miliardi ogni anno. E rischiamo di spenderne ancora di più con la legge delega sulla difesa, i cui decreti attuativi (già pronti, ma non ancora resi noti) scritti dal ministro-ammiraglio Di Paola diminuiranno la spesa per il personale, ma aumenteranno
pesantemente gli stanziamenti per i sistemi d'arma e gli investimenti. E qui si tratta solo di spese ufficiali. Molte altre spese sono nascoste fra i rivoli del bilancio di altri ministeri, come ad esempio quello dello sviluppo economico e dell'industria ecc ecc . Ma non sono solo gli F35 ha guidare lo scandalo. Nessuno parla dei 168 milioni di euro per dotare la nostra Marina Militare di due nuovi sommergibili U 212, che affiancheranno i due già in esercizio, il Todaro e lo Sciré, con base a Taranto.

Ma che senso ha dotare di così sofisticate armi di attacco ( un ingenuo potrebbe chiedersi) , un paese che vorrebbe avere mire di potenza militare ( in realtà solo di scimmiottamento nonché di vassallaggio e sudditanza) , quando il paese reale, fatto di persone in carne ed ossa muore di fame, si suicida e si ammazza e ammazza perché non arriva a fine mese, giovani , intere generazioni che non hanno futuro e prospettive o speranze di potersele creare?
Si può chiamare classe dirigente un ceto politico vecchio ed anche nuovo che si affaccia, un ceto che si accapiglia per una commissione o per  un posto in parlamento?

E' possibile stoppare questi investimenti e chiudere le fabbriche di morte come chiedono i grillini con uno speciale pressapochismo e populismo pacifista da quattro soldi? Assolutamente no!, anche perché la facile contestazione porterebbe a ricordarci che dietro quegli  investimenti ci sono fabbriche operai , lavoro. Ma chiedere la riconversione di quelle fabbriche di morte in fabbrica di vita. Questo si!  Trasformare , ad esempio, l'Alenia Aermacchi impegnata alla costruzione degli F35 in fabbrica per aereomobili per il trasporto passeggeri per piccole tratte ( L'italia ha il record per numeri di aereoporti di provincia) o impegnare le mille fabbriche che vivono introno alla Finmeccanica per la costruzione di carri armati e tanks ( i tristemente famosi blindati Lince la Falmec, Permasteelisa ad esempio) per commesse statali e la costruzione di bus e autobus a trazione elettrica o ad idrogeno o a trazione ibrida per il trasporto pubblico e cittadino.
Ma il nostro modello di sviluppo prevede invece, (ma l'Italia ha un modello di sviluppo proprio?)  continuare ad assere ruota del carro delle potenze stranieri e ai potentati industriali monopoli dell'industria di guerra.

Ora assisteremo alla farsa mediatica, ai giri di valzer di esternazioni con parole più o meno patriottiche di umanitarismo spicciolo, di moralismo becero , piagnistei sui bambini di colore e con occhioni neri che chiedono pace, parole e falsa retorica da destra e da "sinistra" e persino dai grillini , ma che alla fine porterà ancora una volta a rifinanziare la morte in spregio alla vita che se ne và.
E si chiederà ancora a come faremo a rifinanziare la CIGS!