9 giugno 2013

leggendo i dati Bankitalia


Dallo studio di Bankintalia si legge che:

Hanno perso quota le retribuzioni reali in tutti i comparti ma nell'industria in senso stretto il calo è stato più contenuto con appena 240 euro persi in media (da 28.619 a 26.379 con quasi l'1% in meno) mentre in agricoltura si sono persi oltre 400 euro (da 14.402 a 13.984) e nei servizi oltre 600 (ma nel comparto sono considerati anche i salari dei dipendenti pubblici). Le retribuzioni reali scendono in media per unità anche nella sanità e assistenza sociale (da 28.141 a 27.138), nel commercio (da 23.358 a 23.014) e nei servizi di alloggio e ristorazione (da 19.942 a 19.525). Fanalino di coda per le retribuzioni sono sempre le attività di famiglie e convivenze (nel quale sono i servizi domestici) passati a 13.320 euro a 13.086. 
In sostanza i salari e stipendi sono calati  nel 2012 dell'1,9 % in termini reali. Che la povertà avanza e tutto in un sol senso , ormai nessuno più può dubitare ( solo la Zanicchi dice che l'Italia è ancora un paese ricco. Dipende chiaramente dalla gente che si frequenta) Ed è appunto questo il nocciolo  della questione.
Uno spirito agnostico e pragmatico e fatalista potrebbe anche dire: La crisi economica è mondiale , ci è capitata fra capo e collo, dobbiamo soffrire tutti e sperare che questo sacrificio possa farci risalire la china. Questa è in sostanza il refrain che ci viene propinato da mane a sera e dai mainstream quotidianamente. Tant'è che ormai è diventata il pensiero unico. A parte qualche blog eversivo e qualche economista nascosto in qualche anfratto di qualche università seminascosta e sconosciuta tutti ci ripetono la stessa solfa. E ci crediamo ormai!

Poi arrivano questi dati che ci passano davanti con non chalance. Son numeri e con la metematica non sono mai andato d'accordo e smettiamo di leggere. E anche chi si sofferma non fa altro  che portato a  pensare che questi sono a conferma di quanto detto avanti. E' la crisi che avanza! Ed è talmente grave , più grave di quella del '29, E' come il terremoto del Belice.

Ma se confrontiamo questi dati con quelli delle entrate tributarie delle rendite finanziaria . E si parla in termini relativi e sopratutto in un'area che è risaputo quanto alta sia l'evasione, e l'elusione fiscale. In ogni caso si nota che nell’area delle entrate di carattere finanziario, hanno chiuso il 2012 in positivo le rendite finanziarie aumentata complessivamente del 46,8% (3,5 miliardi in più), l’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale (3,1 miliardi di euro, pari a +52,2%), le ritenute su interessi e premi corrisposti da istituti di credito (circa 2 miliardi, +285,9%), l’imposta sostitutiva su interessi e premi su obbligazioni e titoli similari (641 milioni pari a +14,5%).

Da questi dati , per via indiretta ( se aumenta le entrate tributarie significa che sono aumentati in termini percentuali gli imponibili e per difetto sempre per quel che si diceva prima.
Quindi da un lato la perdita secca di salari e stipendi, cioè lavoro dipendente, dall'altra aumento delle rendite finanziarie .Allora la domanda è conseguenziale. Ma per chi è la crisi? Chi la sta pagando la crisi?  Chi ci rimette e chi ci guadagna da questa crisi?
L'Italia ricca, per dirla alla Zanicchi, dove sta?