3 agosto 2013

Siamo solo una espressione geografica?


Come ci si accorge che l'apogeo di una civiltà è terminato e che incomincia la sua discesa? Si accorsero i romani che il loro impero era in decadenza e che si era nel pieno del disfacimento? Difficile rispondere. Ma penso che i romani si stessero sentendo come ci sentiamo noi oggi. Il disfacimento del sistema è sotto i nostri occhi , la decadenza di valori, di sentimenti, di vita sociale ci viene mostrato in ogni istante delle nostre giornate. Ma , io penso, che allora come oggi, si fa di tutto per nascondercelo , per non vedere e prendere coscienza. L'ultima dimostrazione sta negli avvenimenti di queste ore. Un pluri condannato, da anni sotto processo e da giudici sempre diversi e da corti diverse è ancora li sullo scranno del potere dall'alto dei suoi possedimenti e della sua capacità di condizionamento. E quello che dovrebbe , che in altri tempi ci sarebbe sembrato lapalissiano , il suo allontanamento dalla vita pubblica, dal gestire l'amministrazione dello Stato, anche di uno stato liberale e borghese, oggi ci si avvita in discussioni se sia giusto o no, se la "volontà" di un popolo che lo ha eletto possa essere subordinata alla forza di una "legge" e della legalità costituita, da leggi scritte non oggi ma nei secoli di civiltà e di convivenza civile. Se la "volontà" di una minoranza possa condizionare la vita civile di un paese. E' facile fare il paragone con Hitler e di come le elezioni "democraticamente" espresse abbia condizionato la civiltà dell'Europa intera
Ci si arrotola se la possibilità della concessione della grazia possa annullare, cancellare  una sentenza passata in giudicato e non si vede che essa, se concessa, affermerebbe la validità della colpa ed è solo la pena verrebbe sospesa. Ci si appella alla volontà del popolo "sovrano" che vuole che un pluri pregiudicato possa essere più uguale degli altri, possa delinquere e essere assolto qualunque colpa o delitto possa aver commesso. Ci si appella alla congiura di un manipolo di giudici , di una setta di togati rossi che stiano commettendo un golpe solo per fini politici, e non ci si accorge che anche se fosse vera questa ipotesi, le basi stesse della giurisprudenza vengono meno, che se passasse questa tesi non si potrà più domani affermare la giustezza delle sentenze, l'imparzialità, qualsiasi esse siano, contro chiunque esse fossero dirette. Verrebbe a cadere sotto capi di imputazioni dirompenti la stessa base della democrazia liberal borghese da parte proprio dai fautori di detta democrazia.
Ma la singolarità della situazione è data dal fatto che chi denunciava la politicità del sistema giudiziario , delle sentenze e degli apparati dello Stato, chi da sempre è stato costretto a subire condanne e giudizi dettate più da esigenze politiche della classe dominante che dal rispetto delle stesse leggi borghese  oggi si ritrovano a doverle difendere sul piano del diritto e della formalità democratica e liberal-borghese. E' la dimostrazione che la lotta di classe si è frammentata anche in lotta fra bande all'interno della stessa classe dominante.
E questo è un altro fenomeno del decadimento . Mentre in altri paesi , "conosciuti" come arretrati e incivili le masse popolari si stanno ribellando, pur con mille contraddizioni, pur con mille condizionamenti, ma stanno dimostrando la volontà di combattere , ribellarsi pur di poter determinare il proprio destino e il proprio futuro attraverso la loro volontà , stanno lottando pur di spezzare le catene alle quali sono state incatenate, noi popolo "civile" e "democratico" subiamo come sudditi proni e obbedienti. Cos'altro ci potranno fare , cos'altro dovremo sopportare per aver un minimo scatto di dignità di popolo? Siamo solo espressione geografica?