15 aprile 2014

E' rivoluzione o è solo una bufala, l'ennesima?


Perché Renzi è un Superbone, un moderno imbonitore di chiacchiere, un cambiare tutto per lasciare tutto com’è? Di esempi se ne possono fare molti. Ma faccio riferimento solo all’ultimo in ordine di tempo. Le nomine dei moderni boiardi di Stato. Così si chiamavano un tempo. Il battage pubblicitario è stato da fuochi pirotecnici alla vigilia delle nomine. E così è stato dopo che la montagna ha partorito il topolino. Un giro di valzer , uno scambio di poltrone, ma tutto invariato. Oh! si certo , sono entrate le donne, qualche giovane outsider che da qualche poltrona messo in ombra è salito alla ribalta. Ma nulla che abbia solo il sapore di rivoluzionario come si sono apprestati a declamare i mass media embedded. Intanto cominciamo col dire che chi ha lasciato una poltrona per prenderne un'altra magari più prestigiosa ci costerà 20 milioni di Euro di buon’uscita. E non si era detto che i Boiardi dovevano lasciare la poltrona pubblica per prendere quella privata? E invece è successo il contrario. Caso Marcegaglia. Che da libera imprenditrice che avrebbe dovuto assumere i manager pagati poco per pagarli di più , si è fatta assumere lei anche a costo di uno stipendio da fame!  
Ma come funziona sta storia!

Funziona che il Superbone è un racconta frottole.
Si ma vogliamo mettere che sono entrate le donne? Non è questa una vera rivoluzione?
Ma manco per niente.
La Marcegaglia è una che nelle sue fabbriche lascia morire più di un lavoratore al mese. L’ultimo infortunio agli inizi del mese. Non rispetta nemmeno le più elementari regole antiinfortunistici, come denunciano i sindacati persino quelli più “sistemici e concertativi” .
Ma al di la del sesso, e dell’età , che non indica assolutamente nulla di rivoluzionario, e prendiamo le logiche che questi manager applicano. Moretti nelle Ferrovie ha applicato la regola d’oro del profitto ad ogni costo. La sua mission è stata quella di fare cassa , di investire là dove maggiore è il margine di profitto, lasciando e tagliando i rami secchi ,le tratte dei pendolari e lasciando questi a percorrere pochi decine di kilometri per un tempo biblico assiepati come bestie al macello nella sporcizia e lordume dei vagoni. E’ invece di scandalizzarsi di questa miope politica il populismo becero si è soffermato sui suoi lauti compensi mettendo in secondo piano i veri problemi ( che è poi il compito del populismo e il richiamo allo scandalismo mediatico)
Andando alla Finmeccanica vi sarà vera rivoluzione? Ma manco per niente. La logica applicata sarà la medesima , quella che è stata applicata da sempre. E allora è o non è un giro di valzer di poltrone?
E prendiamo le Poste e la neo presidente Todini. Anche lei imprenditrice, ma non nuova alle cariche di Stato. Berlusconiana doc è stata eletta deputata europea nel 1994 Dal 2012 siede nel Cda della Rai. E’ stata membro della Commissione per la cultura, la gioventu’, l’istruzione e i mezzi di informazione, della Delegazione per le relazioni con i paesi dell’America del Sud, della Commissione per la politica regionale e della Delegazione alla commissione parlamentare mista Ue-Polonia. Insomma non proprio verginella. E’ il merito per dirigere quello che dovrebbe essere l’ente preposto per la distribuzione di pacchi e missive. Riuscirà la nostra eroina a far arrivare un pacco da una città ad un’altra in meno di dieci giorni sette se si tratta della stessa città? Non parliamo delle raccomandate o di una semplice posta. Ma la mission della nostra presidentessa non è questa. La solfa è la medesima sia se a capo c’è un maschio, un giovane o un vecchio Boiardo. Poste e Telecomunicazioni è un ente per far cassa per dare servizi e con “la sua la presenza capillare sul territorio, soddisfi le specifiche necessità della clientela tutta, nelle sue molteplici articolazioni, con una ampia ed integrata offerta di servizi costruiti sulle proprie competenze logistico/postali, finanziarie, di gestione dei processi di "outsourcing".
E a questo si atterrà la neo presidente.
Ma vi diranno che il tempo delle mele è finito che una nuova alba sorgerà o sta per sorgere o è già sorta.

E noi ci crederemo.