28 maggio 2014

E' nato il partito di Renzi


Intanto cominciamo col dire che non è un plebiscito e che la maggioranza degli italiani non ha dato fiducia ne a Renzi ne al Governo. Con il 21% degli aventi diritto ha raggiunto la quota più bassa , il record negativo di tutti i tempi dei consensi degli italiani. Certo è il partito che ha perso di meno fra tutti gli altri ed è quello che ha racimolato voti a destra ( vedi la scomparsa di Scelta Civica) Ma più che il partito è un voto a Renzi che ha trascinato il PD. Il successo quindi è un successo di spartizione di seggiole al loro interno e non di consenso fra gli italiani.
Basta leggere i dati dell’astensionismo storico è ci si rende conto di questa semplice verità. Poiché si è voluto dare un significato politico a queste elezioni ( che di politica nazionale non ci azzecca proprio nulla) i dati sono dati rispetto alle politiche , salvo gli ultimi anni che raffrontano i dati amministrative e europee. Il trend è il medesimo salvo la percentuale un po’ più basse per le politiche.


Anno
elezioni
Votanti (%)
Astens
%
1976
Pol
93,40
6,60
1979
Pol
90,60
9,40
1983
Pol
88,01
11,99
1987
Pol
88,83
11,17
1992
Pol
87,35
12,65
1994
Pol
86,31
13,69
1996
Pol
82,91
17,09
2001
Pol
81,38
18,62
2006
Pol
81,20
18,80
2008
Pol
78,10
21,90
2009
Eu
66,5
33,5
2012
Amm
66,88
33,12
2013
Pol
72,25
27,75
2014
Eu/amm
57,22
42.78

Mi si dirà che è un dato strutturale per le democrazie occidentali. Ma questa non è una giustificazione, al massimo un dato preoccupante del grado di partecipazione alla vita democratica occidentale. In Italia poi è sempre stata una eccezione , rispetto alle democrazie degli altri paesi. La partecipazione al voto ha avuto sempre un dato quasi all’unanimità Si pensi al 93,40% ai tempi di Berlinguer fino al 57,22% di queste ultime consultazioni che è comunque il più alto rispetto a quelli degli altri paesi, come ha tenuto a precisare Renzi, ben conscio che i mass media l’hanno sparata grossa rispetto al plebiscito unanime che gli è stato attribuito. Come a cercare una scusante , “si è vero in termini assoluti questo plebiscito non c’è stato, ma è pur sempre il più alto rispetto a i dati di partecipazione degli altri paesi europei.  Che rispetto alla bufala rifilateci dai mass media mainstream e non, c’entra come il cavolo a merenda!  Ma fa parte della sua retorica prendere l’oggetto di un argomento e parlare di altro!
Ma questo è un altro film.
Quindi stabilito che il PD renziano è quello che ha avuto il minimo storico in termini di voti complessivi, vediamo come mai ha rastrellato di più?
In altro post ho preso a prestito una metafora. Gli italiani ( quelli che sono andati a votare) si son trovati di fronte ad una scelta
1.      80 euro di Renzi
2.      Le dentiere di Berlusconi
3.      I vaffanculo di renzi
Il 40% ha scelto la prima che ho detto.
80 euro ( 52 mediamente) in tempi di crisi fanno comodo anche se li pagheranno con gli interessi questi 80 euro di fronte agli aumenti delle varie tasi, tarsi, IUC e bla bla. E anche se sono 80 euro una tantum ( stando ai dati del DEF e non alle promesse di Renzi) Ma domani è un altro giorno,, e quindi meglio un uovo oggi che la gallina domani.
Di quel 58% circa degli italiani , leggendo i flussi elettorali, si evince chiaramente che ha pescato alla destra, la scomparsa di Scelta Civica , partito evanescente ma con elettori filo governativi, di destra, professionisti che rispetto ad un salto nel buoi preferiscono investire sul meno peggio. Ha pescato in parte da FI ex PDL , moderati e schifati delle lotte intestine in Fi e della caduta degli dei ( del dio). Dal PDL e dal Nord ha pescato abbondantemente la Lega che ha poco più del 6% come media nazionale ma presi esclusivamente al Nord.
Renzi ha pescato soprattutto negli elettori del Nord da Torino a Venezia piuttosto che a Genova Firenze e Bologna. Meno al Sud ma sempre significativo l’apporto di Pescara, Catania, Palermo. Inoltre il PD ha il suo punto forte nello zoccolo duro del rifiuto all’estensionismo degli elettori del PD, retaggio, in parte, della vecchia cultura comunista e socialista.
Ora cosa resterà del renzismo galoppante?
Si scontrerà con il fatto che il voto non ha in termini pratici e tecnicamente non cambierà nulla rispetto al parlamento italiano. Le sue promesse in termini di riforme dovranno scontrarsi con il volere di FI , da un lato, e dall’altro sicuramente cercherà di forzare la mano nel Parlamento , giocando duro e sapendo che ha dalla sua la volontà di capitalizzare in termini di voti anche nel Parlamento italiano .

Una cosa insegna comunque , un dato incontrovertibile. Non si potrà più parlare del PD , ne di centro sinistra ma solo di Renzi e di renzismo.