21 giugno 2014

E un'altra tappa verso l'oligarchia è raggiunta


Nell’intervallo fra il primo ed il secondo tempo della figuraccia fatta dalla nazionale italiana di calcio , un’altra figuraccia questa volta della democrazia italiana si è profilata. Come era evidente per la prima , altrettanto evidente è stata per la seconda. L’allenatore per il primo è indiscutibilmente Prandelli, per la seconda è senz’altro Renzi e le sue ragazze pon pon (in senso lato), ma Calderoli e tutta la destra xenofoba e più reazionaria si contendono il titolo.
Che l’abolizione del Senato da parte del progetto renziano( ma di estrazione berlusconiana) non avesse nulla a che fare con la riduzione dei costi della politica era evidente fin dalle origine, ma se ne è avuta conferma ora che il ceto politico si è messo d’accordo.
Il Senato ci costa all’anno tutto compreso 541.500.00 Euro nell’anno 2013. Fin dall’inizio della sparata renziana tutti i mass media hanno messo a risparmio questi 500 milioni di euro. In realtà ora che il nuovo Senato diventa piu chiaro quello che si risparmia son solo 50 milioni. Cioè il compenso per i 319 senatori, perché tutto il resto, compreso, mensa, barbiere e tutto il nesso e connesso, resta invariato. Questa volta solo per i 100 , tanti saranno i nominati d’eccellenza che occuperanno gli scranni. Ed è vero che non saranno compensati oltre che delle indennità che percepiscono in quanto consiglieri di comuni, regioni e provincie ( per quelle che rimangono in vita),ma non come consiglieri , ma equiparati a sindaci di città capoluogo, che non è lo stesso! e  saranno ricompensati per tutte le spese sopportate per il nuovo incarico e se si continuerà, come è fin’ora, a forfait e non a piè di lista. Quindi briciole sarà il risparmio se alla fine dei conti ci sarà un risparmio.  
Ma non è questo il punto.
Quanto ci costa in termini di democrazia e di rappresentatività del “popolo sovrano”, questo ipotetico risparmio economico? E soprattutto quanto di “casta” e di privilegi rimarrà per questo ceto della società?
Intanto i suddetti saranno nominati fra i consiglieri regionali e comunali e quindi secondo la regola della rappresentanza indiretta. Cioè i rappresentanti, per nomina cioè definiti tali da parte di un potere superiore, che eleggono altri rappresentanti i quali eleggono altri rappresentanti. E’ evidente che  tutti che questi saranno nominati se avranno certi requisiti non certo di critica, di autonomia, e di indipendenza di pensiero rispetto al potere dominante. Ma di fedeltà e di sudditanza 
Alla fine deli rappresentati cosa rimane? Del rapporto fra cittadino e istanza istituzionale cosa rimane? Assolutamente nulla ed è questo il vero fine della contro-riforma. D’altra parte l’aver portato dagli attuali 50 mila firme la possibilità di presentare legge di iniziative popolare a 300 mila , vuol dire qualcosa o no? E l’aver dato l’immunità cioè non potranno essere intercettati, ne essere messi agli arresti , dalle autorità giudiziaria, ne chiesta la perquisizione a convalida di prove giudiziarie, se non dietro l’assenso degli altri senatori va nel senso di togliere privilegi o aumentarli?( cane non mangia cane, ricordate?)  E l’aver portato le materie prettamente locali di pertinenza al Senato va nel segno dell’autonomia locale (bandiera della Lega prima versione. oggi sostenitorew del centralismo) o dello statalismo accentratore( visto come demonio dai leghisti sempre della prima ora)
Insomma tirando le somme si nota che:
·        Di risparmio sui costi della politica non vi è traccia e quei 50 milioni di risparmio sugli emolumenti attuali ai senatori saranno equivalenti  se non aumentati.  
·        Di contro si accentrerà in una sola Camera il potere legislativo e se mettiamo nel conto anche il sistema elettorale questo potere sarà composta solo di nominati eccellenti e solo appartenenti ad aeree o partiti omogenei in quanto il sistema eliminerà tutte le minoranze e la rappresentatività di forze e aree sociali diverse e/o minoritarie. Esattamente il contrario del concetto democratico di natura liberale e borghese alla Alexis de Tocqueville , tanto per intenderci, ma più vicino al concetto di oligarchia da tutti i pensatori borghesi liberali cacciato come eresia e bocciato come il contrario della libertà e democrazia politica e sociale.

·        Il paradigma renziano viene confermato. Si ammanta di sceneggiature e di immagini sognatrici , di voli pindarici per nascondere la vera natura delle sue intenzioni , che si rivela solo quando dalle parole si passano ai fatti. Ma ormai i giochi sono fatti. Le illusioni raggiunto il loro scopo