10 giugno 2014

il dio profitto recitato da Renzi


Renzi e la sua ragazza pon pon la ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta hanno dichiarato anticostituzionale la volontà dei cittadini espressa attraverso lo strumento costituzionale del referendum , volontà di 27 milioni di italiani, quasi il 96%. Infatti hanno rigettato la legge regionale del Lazio approvata all’unanimità meno di tre mesi fa come anticostituzionale in quanto sono "in violazione" del secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione in quanto in maniera sintetica non garantisce la concorrenza. Ovvero, non garantisce un guadagno per i gestori dei servizi idrici. Di tutta la materia regolamentata dalla legge regionale, della volontà dei cittadini il governo Renzi vede solo una violazione al sacro principio della concorrenza cioè che l’erogazione dell’acqua sia soggetta alle regole del mercato e del guadagno

Ma è proprio questo che il referendum ha rigettato! Non vi può essere guadagno e quindi profitto per un Bene Pubblico come l’Acqua Pubblica definito Bene di Pubblica utilità , ossia di sopravvivenza. Come può una norma seppur costituzionale entrare in contrasto con una volontà espressa senza nessun ombra di dubbio dai cittadini? Perché ne è stata fatta una forzatura di interpretazione pur di favorire gli interessi economici privati. Cosa vi può essere di incostituzionale quando si afferma nell’Art 2 : “L’acqua è un bene comune naturale e un diritto umano universale. La disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile, in attuazione dei principi costituzionali, sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona”.  Ma allora è la volontà dei cittadini che sopra avanza rispetto ad una interpretazione forzata o il contrario? E ancora è l’interpretazione del governo che sopravanza persino nell’ applicare la volontà popolare espressa nel modo previsto dall’articolo 75 della Costituzione.
E questa la dice lunga sul governo Renzi e sulle sue ragazze pon pon. In questo non vi è nulla di rottamazione, o meglio si capisce bene dove va a parare la rottamazione di matrice renziana. E’ solo restaurazione, nel segno di continuità col passato. E’ solo un cambio di uomini e non di politica, di mentalità. E’ un regolamento di conti fra faide all’interno di un partito e di passaggi di consegna fra uomini/donne giovani e quelli/e meno giovani. Tutto quello che sa di ripristino dei poteri forti è modernità, tutto quello che ha il sapore di volontà della popolazione è da rottamare. 

Tutto questo all’indomani dell’ennesimo scandalo ( ma si può ancora chiamare scandalo quello che è ormai normale prassi e consuetudine) in cui si evidenzia che là dove c’è collusione fra politici, affari e grandi appalti ( e la gestione dell’acqua pubblica lo è) c’è corruzione e illeciti guadagni e profitti e le faraoniche filippiche ( faremo questo e faremo quest’altro , DASPO, allontanamento a vita, cambieremo i regolamenti degli appalti, ecc ecc ) trovano in questa impugnatura la vera natura del renzismo.