2 ottobre 2016

più lo mandi giù e più ti tira su ( crescita e debito)



Persino il governo ha dovuto ammettere che il risicato più decimale si sta consumando e tendenzialmente andiamo verso la recessione.
Ancora.
Ma occorre ammettere! Qui non è colpa della politica e degli interventi governativi. Ma è la tendenza dell'economia mondiale ed europea . Andiamo a rimorchio anche se più lentamente nella salita, più velocemente nella discesa.
La responsabilità del govewrno, magari è proprio in questo andare a rimorchio e procedere con contentini e regalucci a fini prettamente propagandistici ed elettoralistici.

Pesa nelle previsioni la crescita a zero del secondo trimestre 2016 e le diverse fonti di incertezza nell’Unione europea (Brexit in prima linea)
Il rapporto deficit/Pil si attesterà al 2,4 per cento quest’anno e l’anno prossimo al 2 per cento. Ma dovuto più al calo del Deficit ( maggiore entrate-Tasse e minore spese al cittadino) che all'aumento del PIL.
 Ma non certo raggiunto l'ottimistico 1,8 previsto dal governo solo sei mesi fa davanti alla Commissione UE la quale ha finto di credere e ha concesso un ulteriore 0,85% di flessibilità ( concessione di poter fare altri debiti sui mercati internazionali) Non poteva essere quindi una sorpresa che il debito pubblico passa dal 132,3 al 132,8 per cento del Pil.

Nei riquadro riassuntivo si nota che la Confindustria è più pessimistica tanto da suscitare l'ira di Padoan ( ingrati dopo tutto quello che stiamo facendo per voi)
C'è da dire che il Centro studi della Confindustria tecicamente e scientificamente è più preparato ( ne va dei loro profitti e previsioni di investimenti. mica pizza e fichi) e comunque è una tecnica per chiedere maggiori "sforzi" al governo per venire in loro aiuto
La tattica ha sempre funzionato. Finora!