scippo che diventa tragedia se si tratta di territorio!
Secondo le analisi condotte dall'ASL di Taranto indicano il contenuto di diossina e Pcb come sommatoria nelle cozze allevate nel primo seno del Mar Piccolo è pari a 16,618 picogrammi per grammo di prodotto fresco (pg/gr) . Dati che vanno aumentando e non diminuendo, mano mano che passa il tempo. Una concentrazione quasi tre volte più elevata al limite di legge che il Regolamento Ue 1259/2011 fissa a 6,5 pg/gr. Un dato elevatissimo che non trova riscontro nei principali mari dove vengono allevate le cozze in Italia.
Le cozze di Taranto che rappresentavano fino a una trentina di anni fa una merce di valore esortato in tutto il mondo ed apprezzata come se fosse il prosciutto di Parma, o il Parmigiano . In tutto il mondo se si voleva dire un mitile di qualità e di sapidità si diceva "come le cozze di Taranto"
Quando si voleva descrivere un luogo ideale per la coltivazione dei mitili, si diceva "come il Mar Piccolo di Taranto". E i "cozzarul'" tarantini gli agricoltori del mare erano chiamati sparsi nel mondo hanno insegnato a tutti loro come si coltivano cozze e ostriche!
L'industrializzazione selvaggia e senza freni, basata solo sul profitto e sullo sfruttamento della natura ( comprendendo anche gli uomini) ha dato i suoi risultati.
Gli sfruttatori e i beneficiari di tutto ciò vengono e passano, e ancora ne arrivano altri, questa volta da oltre oceano, e ancora , dopo aver spremuto il limone, se ne andranno La logica rimane sempre la stessa.
Eppure si può fare a tempo, si può ancora salvare, non ritornare ai mitici anni 50 di Taranto, ma qualcosa ancora si può fare. I progetti ci sono, le forze anche. Manca solo la volontà politica, E è questo un muro quasi impossibile da abbattere. La vicenda ILVA Di MAio lo ha ancora una volta dimostrato!!!!!
