Quando i nodi vengono al pettine


ArcelorMittal: «Senza immunità l’Ilva chiuderà il 6 settembre»

Può sembrare un forma di ricatto, e senz'altro lo è , ma contiene anche una grande verità che nessuno vuole ammettere perché , prima i governanti, li riporta alle loro responsabilità.
La fabbrica con questo processo produttivo, con tutta l'area a caldo fatta da impianti vecchi obsoleti, arretrati rispetto alle moderne tecnologie e che produce da solo oltre l'85% dell'inquinamento , non può rispettare nessuno dei parametri dell'ANIA anche con le più ampie maglie come quelle fino ad oggi approvate da tutti i ministeri dell'Ambiente. L'inquinamento è insito in quel processo produttivo. E dunque i proprietari di quegli impianti sono e saranno sempre sotto scacco della magistratura per crimini contro l'ambiente e la popolazione.
Senza l'impunità de Jure e/o de facto la fabbrica è ingestibile.
E tra l'altro era previsto nell'accordo sottoscritto dal governo italiano e dal ministro Di Maio. Dunque o Di MAio con artifici semantici conferma nei fatti l'impunità o l'AncelorMittal impugna l'accordo , pagheremo le penali e la fabbrica chiude.