Soldi alla scuola, solidarietà alla Palestina, no al caro affitti, lotta ai decreti sicurezza e ai tetti per gli stranieri. Senza un coordinamento e senza una piattaforma unica gli studenti si sono presi le piazze italiane. La prima ora. 500 mila in corteo in tutta Italia. Valditara: «Teppisti». Come teppisti sono in Francia, in Albania, Spagna Da quasi un mese gli studenti liceali francesi sono in rivolta come mai da 50 anni a questa parte, cioè dal famoso maggio 1968. I liceali si erano sollevati per protestare contro le pessime condizioni in cui versa la scuola francese. Ma la repressione da parte della polizia ha scatenato una rivolta violenta con le scene di guerriglia urbana che abbiamo visto In appoggio agli studenti sono scesi, nelle tantissime manifestazioni tenutesi in Francia, i genitori, gli insegnanti, gli universitari, i sindacati dei lavoratori, a partire dalla CGT, e diversi partiti politici. In realtà, quello francese non è l’unico sintomo di una crisi europea che si è espressa in questi ultimi tempi anche in Spagna, con le gigantesche manifestazioni spontanee contro gli sfratti e per la casa, e in Germania, con il trionfo della AfD e il crollo dei due partiti tradizionali principali, i democristiani e i socialdemocratici. Negli ultimi giorni, poi, le proteste dei giovani e dei sindacati si sono estese anche al Belgio. La radice comune alla base di questi sintomi è lo sfaldamento del tessuto sociale per la crisi del modello europeo di stato sociale. Non è solo crisi di questo governo in Italia che rappresenta il momento di basso di tale crisi. In sostanza, viene meno il patto tra il capitale e il lavoro salariato, su cui si era basata la stabilità del sistema sociale e politico europeo occidentale dalla fine della Seconda guerra mondiale. Tale crisi è in gestazione da molto tempo, ma ora sta arrivando a un punto critico e In Italia diventa più critico perché alla guida del governo ci sono personaggi, assolutamente incapaci a gestire dal punto di vista culturale, professionale e di esperienza una qualsiasi momento di crisi. Basti pensare ad un Salvini, ad un Tajani, a un Lollobrigida etc etc. Per loro la ragione di tale rivolta o dovuto al complotto, al teppismo delle forze in campo, alla colpa di chi li ha preceduto, ( che non è del tutto falso, ma non spiega tutto) Passare dalla sola repressione da parte di corpi di polizia in tenuta antisommossa a qualcosa di più drammatico è un attimo. Se a questo si aggiunge l’incapacità da parte delle organizzazioni che dovrebbero rifarsi alle ragioni legittime di chi protesta, dai giovani studenti, universitari, forze produttive legati al rialzo e alla speculazione delle tariffe energetiche alle forze produttive industriale in primis l’ex ILVA e il contesto è completo.
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