17 febbraio 2009

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 10-16/02/09

10 febbraio 2009

INDESIT http://www.ecodelchisone.it/

È stata una settimana di passione e di lotta, di rabbia e incertezze per i dipendenti dell'Indesit di None. Lavoratori appesi al filo sottile del destino di una fabbrica che potrebbe chiudere e lasciare a casa 650 persone, perlopiù donne e giovani lavoratori. Sette giorni caratterizzati da scioperi e malumori davanti ai cancelli di via Pinerolo 25. Bandiere dei sindacati e fischietti in bocca, per bloccare la statale e manifestare pubblicamente il loro dramma lavorativo.

Le sorti dello stabilimento sembrano già decise in peggio. E i segnali che arrivano dal gruppo non lasciano molte speranze.

Intanto è scattata inesorabile la cassa integrazione per tutti i lavoratori dal 16 al 21 febbraio, per poi proseguire ancora fino alla prima quindicina di marzo.

 

12 febbraio 2009

LAMBORGHINI: 300 IN CIG http://www.ilmanifesto.it/

La crisi economica attacca sempre di più anche il settore lusso. La Lamborghini, storico marchio di automobili di prestigio, ha annunciato ieri che farà ricorso alla cassa integrazione per un periodo di due settimane nei mesi di febbraio e marzo. Il provvedimento della società bolognese - controllata dal gruppo Audi - interessa circa 300 addetti.

EURALLUMINA: CONTINUA LA MOBILITAZIONE http://www.sardegnaoggi.it/

C'è stata una nuova mobilitazione per i lavoratori dell'Eurallumina di Portovesme. Gli operai, che stanno presidiando gli stabilimenti di proprietà della multinazionale russa Rusal, hanno deciso di bloccare la realizzazione del nastro trasportatore che aggira gli impianti dell'Eurallumina collegando direttamente il porto di Portovesme con lo stabilimento Alcoa. In questo modo i lavoratori cercano di evitare che l'Alcoa possa approvvigionarsi dall'esterno di allumina, il prodotto che viene attualmente lavorato dagli impianti dell'Eurallumina. Gli operai pongono l'accento sulla necessità "che alle parole seguino azioni concrete", Cisl e Uil attendono novità dal tavolo del 18 febbraio convocato nella sede del Ministero dello Sviluppo economico, mentre la Cgil parla di "offesa a tutto il territorio sardo".

 

13 febbraio 2009

LA PERLA: 110 LICENZIATI http://www.romagnaoggi.it/

Lo stabilimento La Perla di San Piero in Bagno, satellite della sede di Bologna, chiude, lasciando a piedi 110 dipendenti, tutte donne. La comunicazione era arrivata ai sindacati, già in data 11 dicembre. Giovedì mattina le lavoratrici della ditta sampierana, sostenute da Filtea-Cgil, Femca-Cisl e Uilta-Uil, si sono trovate a manifestare davanti al Comune, con cartelli di protesta e volantini distribuiti a tutti. Il Sindaco Spignoli ha espresso la sua solidarietà. Repentina l'attivazione dell'amministrazione di San Piero in Bagno, insieme con le sigle sindacali, per fronteggiare l'accaduto. Coinvolte la Provincia di Forlì-Cesena e la Regione Emilia-Romagna. Anche perchè, trattandosi di dipendenti donne, la ricollocazione lavorativa risulta ancor più complicata.

CHIMICA: 20MILA POSTI A RISCHIO http://www.quotidianodelnord.it/i

Sulla Chimica allarme lanciato dalla Filcem-Cgil, che vede la situazione lavorativa del settore, dopo la lunga fermata degli impianti per le feste natalizie, destinata a peggiorare drasticamente. Almeno 15.000 sarebbero gli addetti a rischio (pari al 12% della forza lavoro totale), ai quali vanno aggiunti gli oltre 5.000 già in cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, più un altro migliaio in mobilità. Evidente, poi, la caduta delle assunzioni dei lavoratori interinali (circa 1.000, è la stima del sindacato), e la proroga o l’imminente utilizzo della cig in deroga per migliaia di addetti delle aziende in appalto (concentrate prevalentemente nella manutenzione e logistica). E incombono, come una spada di Damocle, le pessime previsioni di crescita della produzione per il 2009 e le dinamiche per i singoli comparti: la chimica di base passerebbe da un +3,6% a zero; plastiche e resine dal 2,1% a -1; le fibre chimiche (-11%); fertilizzanti (-3,5%);

vernici (-0,5%), nè sono attesi risultati migliori nemmeno nella chimica di vasto consumo (detergenti e cosmetici, -0,5%. Prospettive assai incerte sul futuro del ciclo del cloro e le ricadute negative sui siti produttivi della Sardegna, Porto Torres e Assemini (nel complesso 4.000 lavoratori in bilico, tra diretti e indotto). Così come conseguenze nefaste sono probabili in Emilia Romagna (nell’area ravennate sono a rischio alcune centinaia di posti di lavoro) e nel polo di Priolo–Siracusa (2.000 le unità in pericolo). Sempre sul fronte chimico, da segnalare l'apertura dello stato di crisi dell'Eurallumina di Portovesme (Sulcis) che fermerà gli impianti per un anno, a partire dalla metà di marzo, con conseguente cassa integrazione straordinaria per 450 lavoratori (oltre 700, se si comprende l'indotto), oltre alla Caffaro di Torviscosa (Udine) e di Brescia (circa 400 i dipendenti coinvolti) per la quale è stato nominato il commissario

liquidatore. Insomma la petrolchimica sconta l’effetto della crisi mondiale prima di altri.

HUPAC: 3 LICENZIAMENTI http://www3.varesenews.it

La Hupac, la società che gestisce il grande snodo intermodale a cavallo della superstrada per Malpensa, lascia a casa alcuni dipendenti. La denuncia viene dal sindacato AL Cobas CUB Trasporti, che con toni forti prende di petto l'azienda e il suo comportamento. Giovedì 12 febbraio a tre lavoratori assunti a tempo indeterminato è stato comunicato il licenziamento, riferisce il sindacato, con un secco comunicato: "Con la presente le comunichiamo che per ragioni inerenti l’attività e l’organizzazione del lavoro aziendale, consistenti nella soppressione del reparto e del posto cui lei è addetto, ci vediamo costretti a privarci della sua collaborazione. Pertanto, non potendo utilizzare la sua prestazione in mansioni uguali o equivalenti, il rapporto di lavoro con lei si intende risolto a far data dal ricevimento della presente."

"Non contenti di ciò", prosegue il comunicato, "oggi l’Amministratore Delegato Crivelli e il Direttore Crespi, hanno convocato i lavoratori a contratto a termine, per comunicargli il loro licenziamento". Secondo quanto riferisce AL Cobas CUB all’Hupac, che occupa circa 240 lavoratori - il gruppo ha chiuso il 2008 con una crescita dell’1,8% dei traffici, dati Sole 24 Ore ripresi dal sindacato - "solo un mese fa è stato sottoscritto un accordo per l’eliminazione del 6x6 e l’introduzione del ciclo lavorativo su tre turni giornalieri, con dichiarazioni aziendali del mantenimento dei livelli occupazionali. Inoltre, sempre poche settimane fa, si sono siglati gli accordi per la regolarizzazione delle ferie e per il riconoscimento dei premi aziendali". Poi l'attacco frontale: "Appare quindi evidente, che i responsabili aziendali vogliono a tutti i costi imporre ai lavoratori la logica del terrore e del fatto compiuto, fregandosene delle Rsu e dei

sindacati, ma soprattutto licenziando i lavoratori quando, anche a fronde di eventuali difficoltà aziendali, è possibile utilizzare anche per la logistica gli ammortizzatori sociali".

14 febbraio 2008

ITAC: SCIOPERO PER AVERE IL SALARIO http://www.ilquotidiano.it/

La Rsu della Itac srl di Grottammare indice ancora una volta uno sciopero di un'intera giornata lavorativa per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e delle istituzioni sulla drammatica situazione dei lavoratori, che sono ancora in attesa di percepire la retribuzione del mese di Dicembre 2008. Le gravi difficoltà economiche dei lavoratori richiedono uno sforzo da parte di tutti perché vengano tempestivamente risolte. Le retribuzioni sono già al minimo vitale (dal momento che la maggior parte dei dipendenti è interessata in varia misura dalla Cigs), tanto che risulta impossibile tollerare ogni ulteriore rimando. L'azienda lamenta difficoltà nei rapporti con le banche in un momento in cui le istituzioni diffondono varie notizie di sostegno economico alle imprese, e ci auguriamo che queste problematiche trovino al più presto soluzione; i lavoratori chiedono all'Azienda, alla politica, agli enti e alle parti sociali più impegno e maggiore

responsabilità nei confronti dei lavoratori, affinché non vegano abbandonati a se stessi in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando. Per questi motivi viene indetto uno sciopero di otto ore per la giornata del 16 Febbraio 2009 con manifestazione davanti ai cancelli aziendali (via Bore Tesino 16, Grottammare) dalle ore 8.00 in poi.

LAVORATORI FRONTALIERI http://www3.varesenews.it/

Il lavoratore frontaliere non è un privilegiato. Da questo assunto è partito il dibattito tenutosi venerdì 13 febbraio, a Luino presso il palazzo Verbania, organizzato dai rappresentanti di UNIA e CGIL dal titolo "Difendiamo i lavoratori frontalieri" in vista dell’entrata in vigore delle nuove leggi contenute nell’accordo bilaterale stilato da Italia e Canton Ticino. Va sfatato il mito che il frontaliere sia un lavoratore privilegiato: tanti sono i sacrifici della vita di chi fa la spola tra Italia e Svizzera. Novità in arrivo con l’entrata in vigore dell’accordo bilaterale prevista per l’1 giugno 2009 - Il cambiamento più importante prevede che la Svizzera non dovrà più versare alcun contributo di disoccupazione all’INPS. E questo, in un periodo di crisi economica, e considerando che i primi tagli riguarderanno proprio i frontalieri italiani, non è una notizia rassicurante. Se poi si considera che il 50% dello stipendio che per un

anno veniva finora assicurato ai lavoratori italiani disoccupati, verrà anch’esso abolito, la situazione diventa ancora più preoccupante». Un quadro quindi demoralizzante, al quale va aggiunta la notizia di un aumento della tassazione a danno dei lavoratori in seguito alla cattiva gestione dei fondi versati per il secondo pilastro da parte delle società private svizzere; e degli aumenti delle aliquote, che colpiranno particolarmente i lavoratori che vivono a oltre 20 km dal confine.

 

16 febbraio 2009

FIAT DI PIEDIMONTE S. GERMANO http://iltempo.ilsole24ore.com/

Dopo due settimane di cassa integrazione tornano quest'oggi a varcare i cancelli i dipendenti dello stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano. Torneranno a lavorare per un periodo limitato, visto che tra quindici giorni esatti inizierà un altro periodo di cassa integrazione di altre due settimane. Il ritorno al lavoro coincide anche con due fatti nuovi. L'accordo ormai raggiunto e solo da formalizzare ufficialmente tra Inps e banche locali, in forza del quale ai dipendenti in cassa integrazione verrà garantito il pagamento dello stipendio alla fine di ogni mese. Senza l'accordo con le banche, che anticiperanno gli emolumenti che dovrà corrispondere l'Inps, i lavoratori Fiat e delle fabbriche dell'indotto, in tutto oltre undicimila nuclei familiari, avrebbero dovuto attendere un periodo di oltre quattro mesi per ricevere le indennità previste. L'altra novità è rappresentata dall'acquisto del ramo d'azienda da parte di Fiat Group Automobiles degli

stabilimenti Itca, tra cui quello di Villa S. Lucia. In pratica un sospiro di sollievo per i 336 lavoratori della fabbrica dell'indotto, che nel giro di pochi anni ha dimezzato il numero di dipendenti impiegati in tutte le sedi nazionali dell'azienda. Il passaggio di proprietà si perfezionerà il prossimo primo marzo. Intanto continuano a soffiare venti di crisi anche per lo storico stabilimento cassinate della Skf, il primo sorto nel dopoguerra in città. Per i 370 lavoratori si prospettano periodi di cassa integrazione alternata almeno fino all'inizio dell'estate. Periodi di cassa integrazione che si vanno ad aggiungere a quelli già attuati a partire dallo scorso primo settembre. Da tale data e fino al 31 dicembre scorso quasi tutti i dipendenti della Skf sono stati collocati in cassa integrazione per un periodo di quaranta giorni. Un trend destinato a peggiorare, visto che nei giorni scorsi i dirigenti della fabbrica svedese che produce cuscinetti

a sfera per autovetture Fiat, hanno comunicato ufficialmente che nel periodo compreso tra il primo febbraio e il primo maggio 2009 i giorni di cassa integrazione saranno 65. Di fatto un dramma per i nuclei familiari monoreddito, alle prese mensilmente con buste paga sensibilmente ridotte rispetto a quelle dei periodi di normale lavoro. Ma secondo alcune organizzazioni sindacali i periodi di cassa integrazione non termineranno nel mese di maggio. Prima dell'inizio delle ferie estive altre settimane di cassa integrazione potrebbero scattare non solo per i lavoratori della Skf, ma anche per tutti i dipendenti della Fiat e delle fabbriche del suo indotto.

MERLONI: DI NUOVO AL LAVORO IN 460 http://www.corriereadriatico.it/

Si torna in fabbrica alla Antonio Merloni. Dopo un paio di settimane di fermo, l'ennesimo da diversi mesi a questa parte, l'attività produttiva ricomincia questa mattina nei due stabilimenti fabrianesi. Una ripresa a ranghi ridotti, perché le commesse giunte nel frattempo non sono certo enormi. In totale sono stati richiamati al lavoro 460 dipendenti (erano stati 570 la volta precedente), circa 285 dei quali nel sito produttivo di Santa Maria, dove si dovranno realizzare 1.400 elettrodomestici, e 175 in quello del Maragone per produrre 1.200 pezzi. In ognuna delle due fabbriche saranno attive soltanto tre linee o catene di montaggio e si lavorerà per quattro giorni. Per quanto concerne il mese di marzo, invece, è stato già previsto che si lavorerà per due mezze settimane, da unire in una. E si è ipotizzato che l'attività produttiva potrebbe riprendere il 9 marzo, sebbene tutto sia stato rimandata a una comunicazione aziendale che arriverà nei

tempi dovuti. Nella giornata i sindacati dei metalmeccanici incontreranno l'amministrazione provinciale, che li ha convocati alle 16,30 per affrontare la questione della cassa integrazione straordinaria. La Provincia, infatti, si sta preparando per anticipare lo stipendio relativo al mese di gennaio. Si tratta della terza mensilità versata da parte dell'ente, poiché dal mese prossimo il pagamento della cassa toccherà all'Inps.

COMUNALI DI CALTANISETTA: SPACCATURA SINDACALE http://giornale.lasicilia.it

E' spaccatura nel fronte sindacale per la vertenza dei comunali di Caltanissetta. Stamane alle 11 è previsto dinanzi a Palazzo del Carmine un sit-in promosso da Cisl, Ugl, parte della Rsu, ma a tale manifestazione non aderisce la Cgil che ha diffuso una nota a firma del segretario della Funzione pubblica Salvatore Lombardo, del responsabile aziendale Costantino Scarantino e per la Rsu da Angela Di Gesu, Giovanni Mastrosimone e Domenico Palermo. "La Cgil - si legge - avendo contestato con forza e determinazione gli atti riguardanti la progressione verticale dell'Amministrazione Comunale di Caltanissetta, partecipava all'assemblea dei personale dipendente, tenutasi il 12 febbraio, dove si concordava unanimemente una iniziativa di assemblea Sit in per il 16 febbraio a sostegno della vertenza. Poiché l'Amministrazione, in modo assolutamente tempestivo, ritirava gli atti contestati convocando per domani la delegazione trattante, per avviare un percorso di

confronto sulle questioni di merito, la Cgil revocava, ovviamente, la predetta manifestazione ritenendola inutile e controproducente. Peraltro si trattava, finalmente, di una vittoria del buon senso e dei lavoratori che faceva ben sperare sull'avvio di corrette relazioni sindacali e su un eventuale futuro accordo sulle predette progressioni, in particolare quelle riguardanti la categoria A, nell'occasione la più bistrattata. É incredibile e sorprendente che cessata la materia del contendere si continua nella protesta che semmai potrebbe ricominciare in caso di mancato accordo. Che si tratti di protesta di natura politica?"

FIAT POMIGLIANO: UNA INCHIESTA FRANCESE http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/

Davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat di Pomigliano, nei giorni della protesta, c’era anche Philippe Ridet, inviato speciale di «Le Monde», il prestigioso quotidiano francese che, ieri, ha raccontato la crisi italiana vista dalla parte degli operai in bilico. Il reportage è lungo e accurato e si conclude con una domanda agghiacciante: se non ci sarà più la fabbrica cosa resterà? Il lavoro nero? La Camorra? L’inviato francese porta ad esempio del dramma di Pomigliano, un operaio che, da settembre, ha trascorso diciannove settimane in cassa integrazione. Lo stipendio di 1.200 euro s’è ridotto a 760 euro al mese e Francesco, l’operaio intervistato, spiega che l’unica soluzione sono i prestiti dei genitori: "Qui i poveri aiutano i poveri". L’immagine dell’Italia che viene fuori dall’articolo è drammatica, a partire dal titolo che parla di una nazione che scopre un calo record dietro la "crisi divertente" (la drôle de crise). Ce

n’è per la politica "questa volta - scrive Le Monde - il signor Berlusconi ha dovuto ammettere la sua preoccupazione"; ce n’è anche per i media che, secondo il quotidiano francese non raccontano la crisi ma si limitano a dare voce a chi commenta, dai leader sindacali ai politici. Le Monde racconta anche il dato in crescita della Ferrari, parla dei buoni affari dei cantieri degli yacht di lusso, poi lascia la parola nuovamente all’operaio della Fiat di Pomigliano che racconta la sua disperazione: "A noi cosa resta? Dobbiamo cercare lavoro in nero? Metterci nelle mani della camorra?".