4 maggio 2009

Il Capitale si prepara per il dopo crisi. E i lavoratori??

La Fiat ha chiuso l'accordo con la Crysler. Solo alcuni giornali , quelli con commentatori economici di più alto respiro, hanno dato la notizia soffermandosi un pò di più sugli aspetti più generali, gli altri hanno cantato le doti italiche di aggredire i mercati mondiali. Inutile commentare le euforiche note di tutti i politici, di destra e di "sinistra". Su Repubblica si cantava , tra l'altro, le doti ed il grande senso di responsabilità dei lavoratori americani. Ma alcune considerazioni vanno fatte. Come ho avuto modo di dire in altre occassioni, il mercato americano delle industrie è allo stremo, sono con l'acqua alla gola e accetterebbero chiunque pur di uscire dall'impasse in cui si sono ficcati con gli investimenti "creativi" degli anni passati. Oggi le industrie europee, francesi e tedesche in primis, fanno a gara a comprare i resti delle fabbriche americane. Non è raro il caso di arrivare a interessarsi all'acquisto di industrie americane e di trovarle già in accordi di vendita con francesi e tedeschi. Si è interessati, più che alle industrie emericane, al mercato americano. Tutti gli economisti ( per quel che vale le loro previsioni), dicono che la ripresa, quando ci sarà, arriverà dall'america. In europa a mala pena si riuscirà a trattenere la grande depressione, ma il vero rilancio verrà dal mercato americano. Ed allora sarà un bene per le industrie europee essere già là presenti, con un nome ( le fabbriche americane comprate a svendita) già conmosciuto dai consumatori americani . E sarà altrettanto un bene essere presenti sul mercato americano perchè da li che arriveranno i finanziamenti a iosa da parte del governo degli USA. Ma oltre al vantaggio di essere presenti sul mercato americano vi è il vantaggio che quelle industrie hanno tecnologie e brevetti all'avanguardia, hanno conoscenze e saperi pimi nel mondo ( ancora) e quindi oltre alla ferraglia si compra l'intelligenza ed i saperi, merce rare ( con qualche eccezione) nel vecchio mondo. Melchiorre quindi ha fatto un passo lungo, sia in senso economico finanziario, sia in senso strategico, cioè un passo lungimirante per gli interessi capitalistici. Ciò che ha fatto convincere Obama e gli strateghi della casa bianca è stato il piano industriale che Melchiorre ha portato sul tavolo delle trattative E cioè i nuovi motori targati Fiat sia diesel che il nuovo modello Fire a benzina. La novità consiste nell'innovazione di poter regolare l'apertura delle valvole di aspirazione in funzione dl numero di giri del motore consentendo così , insieme alla novita della doppia frizione a bagno d'olio automatica, un risparmio di carburante, un minor inquinamento ed una resa più alta. L'altra novità è il nuovo modello di auto elettrica presentata da Melchiorre che promette una più lunga autonomia dando così speranze al sogno ecologico di Obama.
Ma fondamentale per completare l'operazione è vincere il concorrente europeo , la Opel, che possiede molti segmenti di mercato sovrapponibile con la Fiat. Vincere la Opel, significa posizionarsi in una fetta di mercato fra i sei ed i sette virgola cinque milioni di auto annui, che rappresenta una solida posizione e far parte della corte dei tre quattro produttori mondiali cha alla fine della crisi rimarranno in piedi e chi spartiranno il mercato
Ma qual'è il costo per i lavoratori?? Naturalmente nessuno prende in considerazione questo punto di vista, tutti ormai annebbiati ed offuscati dall'idea che far il bene di Melchiorre o della Fiat sia fare il bene dei lavoratori. Qual'è stato il costo per i lavoratori americani della Crysler?? Qual'è stato il costo per la responsabilità del sindacato americano?? Intanto i sindacati americani hanno accettato un accordo capestro: congelamento dei salari, scatto degli straordinari solo oltre le 40 ore settimanali, cancellazione delle vacanze di Pasqua e di altre festività per due anni, pericoloso acquisto di una gran massa di azioni Chrysler da parte del fondo pensione dei dipendenti, e completa rinuncia agli scioperi fino al 2015.
Ma questo è solo un assaggio. La globalizzazione oltre a far viaggiare senza confini i capitali , fà viaggiare anche gli accordi capestro per la classe lavoratrice, e l'accordo Opel, porterà come logica conseguenza accordi capestro non solo per i lavoratori tedeschi, ma alla lotta intestina fra lavoratori tedeschi e lavoratori italiani a chi accetterà a ribasso pur di lasciar a casa propria un pezzo di produzione., in una gara a chi avrà più "senso di responsabilità" nella precarietà, e nell'incertezza del proprio futuro. E a nessuno verrà in mente un vecchio ricordo di internazionalizzazione dei lavoratori, ad unire i lavoratori tedechi e italiani, francesi e americani perchè comune sono gli interessi e comune deve essere la volonta a non pagar noi la crisi non creata e non voluta da noi.
Zag(c)