25 giugno 2009

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 14-23/06/09

 
14 giugno 2009
 
E' stato sottoscritto nei giorni scorsi nella sede del Ministero del Lavoro a Roma, per la ditta Dimes srl, un accordo di Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per parziale cessazione di attività, con una durata di due anni. L'azienda, che opera nel settore della produzione e commercio di scale, ha sede legale a Novi di Modena, ma lo stabilimento produttivo a Reggiolo, oltre che una sala mostra a Milano. La Cassa integrazione intereresserà 25 dipendenti su un totale di 35. L'azienda ha infatti deciso proseguire l'attività commerciale e amministrativa, cessando invece l'attività produttiva.
 
15 giugno 2009
 
Nei giorni scorsi è stato sottoscritto a Palazzo Allende un accordo che prevede la Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per la ditta Tp Srl di Cadelbosco Sopra, della durata di un anno. La ditta, che si occupa di produzione e commercializzazione di prodotti in plastica, è infatti in liquidazione e la Cigs riguarda tutti i 16 dipendenti.
 
17 giugno 2009
ROTOFLEX E NEOGRAF http://www.ecodelchisone.it
 
La scorsa settimana le voci che da molti mesi giravano sul cattivo stato finanziario della Rotoflex e della Neograf di Piero Calandri si sono tramutate velocemente in realtà. La crisi che ha colpito le due aziende è di liquidità: manca il sostegno delle banche che in questo periodo economico sono molto restie a concedere prestiti.
La Rotoflex la scorsa settimana ha bloccato la produzione; i circa 130 lavoratori sono rimasti a casa sfruttando delle ferie arretrate. Il blocco della produzione si è reso necessario per mancanza della materia prima, poiché i fornitori non erano stati pagati. La Rotoflex è la fabbrica originaria del gruppo di Piero Calandri ed è specializzata nella metallizzazione di carta (per esempio le etichette della birra). La soluzione più percorribile sembra quella dell'affitto dell'azienda da parte dei due maggiori fornitori (vernici e carta), che sono anche i maggiori creditori. Successivamente si dovrebbe poi andare al concordato che permetterebbe di salvaguardare i posti di lavoro e non arrivare a procedure fallimentari. Per la Neograf invece lo scenario è più complicato. La scorsa settimana è stata inoltrata domanda di cassa integrazione ordinaria per 100 operai (al massimo) su 143 e per 38 impiegati (sempre al massimo) su 45. Per ora è stata decisa una cassa integrazione a rotazione per 40 persone, per gli altri si sfruttano ferie arretrate. La Neograf segue la produzione di imballaggi per alimenti dalla metallizzazione alla stampa (per esempio la carta delle sigarette o dei Ferrero Rocher).
 
PULIZIA SCUOLE VARESE E PROVINCIA: LAVORATRICI SENZA STIPENDI http://www3.varesenews.it
 
Una ventina di lavoratrici che protestano, la cooperativa che si difende assicurando il rispetto delle scadenze. Si tratta delle dipendenti della cooperativa sociale Settelaghi onlus, che gestisce in appalto (tra le altre cose) la pulizia degli istituti scolastici di Varese e Provincia. Una settantina di donne tra i diciotto e i sessanta anni, italiane e straniere, che lamentano il ritardo nel pagamento degli stipendi: in venti circa si sono presentate questa mattina nella sede della società in via Marsala a Varese, promettendo che non se ne andranno fino a quando non verranno pagate: "Ci avevano detto che i soldi sarebbero arrivati il 15, poi il 16, poi il 17, ma qui non si vede una lira - attacca Adele Rizzi, delegata dell'AlCobas Cub -. Noi abbiamo famiglie, mariti disoccupati, figli da sfamare". La cooperativa è attiva dal 1999 e ha circa 200 dipendenti. Nel settore pulizia sono sottopagati: le tariffe sono ferme al 2004, ma gli istituti con tutte le restrizioni che hanno, erogano il 30/40 per cento in meno rispetto ai costi che le coop devono sostenere.
 
20 giugno 2009
 
 
Corsi di formazione per i 350 lavoratori somministrati dell'Alcatel Lucent di Battipaglia, e ammortizzatori sociali legati all'indennizzo una tantum di 1300 euro previsto dal Governo per i 150 interinali dell'azienda. Questa la strada che si prospetta davanti ai dipendenti della multinazionale francese, in vista del prossimo tavolo ministeriale in programma all'inizio di luglio. Ieri pomeriggio la riunione degli interinali dell'Alcatel. Obiettivo: l'elezione della rappresentanza aziendale. Obiettivo che non viene centrato, perché gli stessi lavoratori si tirano indietro, per timore di un licenziamento in tronco da parte dei vertici aziendali. Continua l'attesa dei 500 dipendenti dello stabilimento industriale di Battipaglia. Mancano poche settimane al secondo incontro presso il ministero per lo Sviluppo Economico tra Governo, delegazione della multinazionale e sindacati. Incontro che arriva dopo la richiesta dei sindacati di "congelare" la decisione comunicata nel precedente vertice dai rappresentanti dell'Alcatel di una chiusura o di una esternalizzazione della struttura di Battipaglia. I vertici dell'Alcatel puntano alla riduzione del numero di stabilimenti in Italia. Anello debole della catena della multinazionale, proprio l'industria di Battipaglia, che accompagna, nella nostra penisola, quelle di Vimercate e Trieste. Anche quest'ultima a rischio chiusura.
 
22 giugno 2009
PLASTYLENIA: LICENZIAMENTI http://www.e-gazette.it/
 
Ha licenziato tre lavoratori a tempo indeterminato e non ha riconfermato cinque contratti a termine la Plastylenia, azienda di Campi Bisenzio che produce imballaggi. Lo rende noto la Femca-Cisl di Firenze, che in un comunicato parla anche di "voci di ulteriori licenziamenti che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni". In un comunicato, il sindacato chiede all'azienda un tavolo di confronto con lo scopo di salvaguardare l'occupazione e le professionalità che si sono create in questi anni attraverso gli ammortizzatori sociali.
 
 
 
La Sideco di Siracusa, azienda che produce pale eoliche, ha annunciato la cassa integrazione per 80 lavoratori per 16 settimane. Altri 400 addetti dell'indotto da mesi sono interessati dal provvedimento.
 
EDILPOWER: RISCHIO CIG http://www.e-gazette.it/
 
Si è svolta a Roma una manifestazione con presidio davanti alla sede del ministero dell'Ambiente dei lavoratori della centrale elettrica Edipower di San Filippo del Mela, a Messina, dove 360 lavoratori diretti (oltre a 500 dell'indotto) rischiano la cassa integrazione. I lavoratori si sono detti preoccupati per la possibile decisione della Conferenza dei servizi, che si riunirà nei stessi giorni, e che potrebbe costringere Edipower alla fermata di alcuni gruppi della centrale (6 in tutto, per 1.280 Mw complessivi). I sindacati hanno chiesto un incontro urgente al ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo.
 
NERVIANO MEDICAL SCIENCES: MOBILITA' http://www3.varesenews.it
 
La Rsu e le oo.ss. richiedono la riconvocazione nel più breve tempo possibile del tavolo in Regione Lombardia per dare seguito alle dichiarazioni e rassicurazioni istituzionali sul futuro di Nerviano Medical Sciences "Nonostante il Comunicato emesso da Regione Lombardia martedì scorso (17/06), che ribadiva che 'NMS è salva', la prima richiesta dei nuovi vertici aziendali al sindacato è stata quella di aprire subito la procedura di mobilità per ca.100 lavoratori". La RSU ritiene impossibile "accettare questa impostazione a prescindere, quando, per stessa ammissione dell'Azienda, il nuovo piano industriale non è ancora pronto". "La Procedura di Messa in Mobilità avrebbe il solo scopo di ridurre i costi aziendali sulla pelle dei lavoratori - continua il comunicato RSU, e chiama i lavoratori e le lavoratrici di NMS alla mobilitazione cominciando dallo sciopero nazionale di mercoledì 24 giugno indetto unitariamente da Filcem, Femca e Uilcem per il rilancio della Chimica e della Farmaceutica italiana. Per NMS sono indette 4 ore di sciopero al mattino per partecipare al presidio presso Federchimica
 
Caduti nel vuoto, i continui appelli, i richiami e le denunce nei confronti dell'Eni, ma principalmente al Governo nazionale e, specificamente, al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scaiola, Cgil-Filcem, Cisl-Femca e Uil- Uilcem hanno dichiarato, per dopodomani, 24 giugno, lo sciopero nazionale della chimica di 8 ore. Per quanto riguarda gli operai del petrolchimico di Priolo, i turnisti incroceranno le braccia dalle 14 alle 22, mentre i giornalieri si asterranno dal lavoro dalle 13 alle 17. Nella stessa giornata sono previsti tre presidi, due a Roma e uno a Milano. A Roma si manifesterà, sia sotto la sede dell'Eni, sia sotto la Presidenza del Consiglio, a Palazzo Chigi.
A Milano la protesta verrà effettuata sotto la sede di Federchimica. L'Eni sbandiera ai quattro venti un investimento di 700 milioni di euro per la chimica. Queste sono soltanto le briciole dei 14 miliardi di euro che invece ha destinato per gli investimenti nell'energia e nel petrolio.
USAG: PROTESTA DEI LAVORATORI http://www3.varesenews.it/
 
Le cesoie della Usag sono ancora una volte pronte a tagliare. Ma al posto delle lamiere, questa volta, i tagli stanno tornando a colpire quelli che producono gli utensili di alto livello: gli operai stessi che ancora lavorano nello storico stabilimento di Gemonio, attivo da oltre ottant'anni. Di ufficiale non c'è ancora nulla, ma le notizie rimbalzate dal Comitato centrale europeo della multinazionale americana Stanley - che da alcuni anni ha rilevato Usag e la ex controllante, la francese Facom - circa la dismissionedi alcuni reparti, hanno messo in apprensione i lavoratori di Gemonio che stamattina (lunedì 22) hanno incrociato le braccia a partire dalle 10,30. Tutti coloro che non si trovano in cassa integrazione si sono riuniti fuori dai cancelli di via Fiume, bandiere in mano e sguardo preoccupato.
PORTOVESME SRL: SCIOPERO http://www.sardegnaoggi.it/
 
 
Riguardo la Portovesme Srl i lavoratori, che hanno bloccato la sede stradale, protestano per il "mancato inserimento nel collegato alla Finanziaria, del comma che dava il via libera alla costruzione di un impianto eolico che permetterebbe all'azienda di esser autosufficiente per oltre un terzo", ha sostenuto Francesco Carta della Cgil del Sulcis. Più cauta la Cisl, con il segretario regionale Giovanni Matta, che "attende di leggere il testo del collegato, che non abbiamo ancora potuto vedere". A rischio vi sono oltre 600 lavoratori (400 in cassa integrazione, 280 al lavoro) a cui si aggiungono altri 600 dell'indotto. Una cinquantina di operai della Portovesme srl sono riusciti ad entrare nell'androne del Palazzo della Regione in viale Trento, dopo aver forzato i controlli. I dimostranti hanno issato uno striscione, mentre un gruppo di una decina di persone hanno occupato alcuni locali dell'assessorato dell'Industria e proseguono ad oltranza ''in attesa di risposte concrete''.
 
23 giugno 2009
MANULI: ASSEMBLEE http://www.ilquotidiano.it/
 
"L'azienda ormai non dialoga più ne con le istituzioni né con i sindacati, oltre a non rispettare i patti sottoscritti nel 2008, a cominciare da quello che prevedeva l'assunzione di 40 nuovi addetti nel giugno 2009. Per questo abbiamo deciso, tutti, RSU al completo, di incontrare i lavoratori in assemblea, in appuntamento che si terranno nei vari turni tra martedì e mercoledì. E questo anche in vista di una chiusura completa per ferie dello stabilimento prevista per agosto, e che non fa pensare a niente di positivo per il mese successivo." Lo afferma Andrea Quaglietti, delegato del Sindacato dei Lavoratori nella RSU della fabbrica della Manuli Rubber di Campolungo, ad Ascoli. La direzione locale della Manuli non tiene fede agli impegni presi con le organizzazioni dei lavoratori, non più tardi del novembre 2008. Tra questi - ricorda il delegato SDL - la mancata assunzione di 40 persone, la mancata assegnazione del premio di risultato, l'assenza di garanzie sul prossimo futuro della fabbrica. E questo senza considerare i 200 ex lavoratori precari dell'azienda, licenziati nei mesi scorsi, che stanno per terminare anche il periodo in cui usufruiscono dell' indennità di disoccupazione, che consentiva loro di sopravvivere.
 
24 giugno 2009
NALCO: 21 LICENZIAMENTI http://iltempo.ilsole24ore.com/
 
La Nalco resta ferma sulle sue posizioni e conferma la volontà di licenziare ventuno lavoratori dello stabilimento di Cisterna. È quanto hanno ribadito ieri pomeriggio i vertici della società in occasione del tavolo di confronto con i sindacati (il primo dopo l'annuncio della procedura di mobilità avvenuto lo scorso 4 giugno), che si è svolto presso l'Unione Industriali di Roma. Secondo quanto riferito dai vertici aziendali, i tagli sul personale sarebbero necessari per rendere il sito più competitivo. I sindacati hanno chiesto all'azienda di rivedere il numero degli esuberi, valutare quali fossero i lavoratori con i requisiti minimi per la pensione e gli incentivi. Il braccio di ferro è appena iniziato. A luglio, infatti, sono previsti una serie di incontri per discutere non solo del futuro dello stabilimento di Cisterna (sarà fissato un vertice nella settimana compresa tra il 6 e il 10), ma anche di quello di Roma (9 luglio) e, più in generale, dell'organizzazione nazionale (22 luglio) della società. Intanto per domani è prevista una doppia assemblea dei lavoratori, all'interno dello stabilimento Nalco di Cisterna: la prima dalle ore 13 alle 14 e la seconda durante il turno di notte. Confermato anche lo sciopero generale di oggi (otto ore) indetto dalla Filcem-Cgil, Femca-Cisl e dalla Uilcem-Uil.
CALL CENTER: IN SICILIA 30 POSTI A RISCHIO http://www.bresciaoggi.it/
 
La Bottega Informatica e Csc non gestiranno più il servizio di prenotazione delle visite mediche per l'ospedale cittadino e per l'Asl di Valcamonica. Alle telefonate rispondono operatori con sede a Paternò. Da quello di Paternò prenotazioni negli ospedali lombardi Trenta operatori telefonici di due cooperative bresciane rischiano il posto. Anzi, se anche nel Bresciano andrà come è andata in altre province lombarde, e andrà come da progetto della Regione, lo perderanno proprio.
Si stratta di donne tra i 30 e i 40 anni, disabili e ragazze madri, insomma per lo più lavoratori svantaggiati. Ad impiegarli nel Cup, il centro unico di prenotazione - il numero che risponde quando si vuole prenotare una visita medica in un ospedale lombardo -, sono la "Bottega informatica" del circuito Solco, e la Csc di Ceto, le cooperative al quale il servizio di call center è stato sottratto; a queste due come a molte altre che lo gestivano in Lombardia.
È una situazione cominciata nel 2004, quando la Regione ha trasferito il servizio di Cup in Sicilia, a Paternò in provincia di Catania. È qui che sono piazzate le postazioni degli oltre 150 telefonisti che fanno il lavoro che prima facevano i disabili e le ragazze madri delle coop bresciane e di molte altre lombarde.
IRPINIA: PROTESTANO I LAVORATORI http://www.denaro.it/
 
 
"Quello che manca ad oggi è il pezzo dell'integrazione al reddito per tutti i dipendenti Fiat irpini e campani", commenta Giuseppe Zaolino di Fim Cisl a seguito degli ultimi risvolti nazionali che hanno salvato le mission produttive irpine di Fma e Iveco. Secondo quanto emerso dal tavolo nazionale tra Governo, Regioni, Fiat e parti sociali tenutosi a Palazzo Chigi sul futuro degli stabilimenti italiani del Lingotto, Fma ed il suo indotto non rientrerebbero infatti nei punti di criticità descritti dai tecnici. Ma la notizia che non verranno presi provvedimenti drastici, almeno per ora, nei confronti di nessuno stabilimento, è stata giudicata positiva. Le parti sociali richiedono inoltre fortemente l'estensione della Cassa integrazione da 52 a 104 settimane. Difficoltà a Montefredane per la Salvagnini, realtà leader nella costruzione di macchine utensili e centri di lavoro. Per i suoi 73 dipendenti dall'inizio di giugno è cominciata la cassa integrazione ordinaria e pare che continuerà anche per l'estate. Per l'Asm dell'indotto di Pomigliano, che è presente nel nucleo di Pianodardine, dopo il licenziamento di 17 impiegati su 34 si sarebbe venuto a creare un nuovo problema relativo a 33 apprendisti non ancora assorbiti. Alla ElconMegarad di Arcella sono a rischio 25 posti di lavoro. Un dato preoccupante per un'azienda che al momento vede occupati 59 lavoratori in pianta stabile. Si rischiano tagli, quindi, per quasi il 50 per cento del personale.
SIAT E PITTARC: CHIESTA LA CIG http://carta.ilgazzettino.it/
 
Dopo la cassa integrazione straordinaria siglata di recente per tutti i dipendenti della Pittini di Rivoli di Osoppo, anche per la Siat Spa e per la Pittarc (società che fanno parte del Gruppo Pittini), è stata avanzata la richiesta di cassa integrazione straordinaria per crisi improvvisa e inaspettata, per 12 mesi. Le due realtà da tempo sfruttano la cassa ordinaria per far fronte alle conseguenze nefaste della stagnazione di mercato e adesso si sono trovate costrette a ricorrere ancora una volta agli ammortizzatori sociali. Cento i dipendenti coinvolti, 40 per la Siat e 60 per la Pittarc. Per informare le maestranze sulla situazione in atto, i rappresentanti di Fiom-Cgil Alto Friuli e di Fim-Cisl Af incontreranno già oggi i dipendenti in assemblea. Dopo le necessarie trattative, la cigs sarà sottoscritta a Trieste. Non si parla, almeno per adesso, di esuberi o di ridimensionamento dell'organico anche se il quadro non è roseo.
PETROLCHIMICO MARGHERA: SCIOPERO http://carta.ilgazzettino.it/
 
Duemila e cinquecento lavoratori con le braccia incrociate solo a Marghera. È l'ennesimo grande sciopero generale che coinvolge, stamani, tutti i settori della chimica farmaceutica e tutto il gruppo Eni compreso, in concomitanza con manifestazioni nazionali a Milano e a Roma. Da Venezia sono partiti in più di 200, tre pullman e qualche auto alle 6,45 per Milano, alla sede di Federchimica, un pullman alle 2,45 alla volta di Roma, davanti alla sede della Presidenza del Consiglio e di fronte alla Direzione centrale dell'Eni.
BUSSO: LAVORATORI IN AGITAZIONE http://giornale.lasicilia.it
 
I lavoratori della ditta Busso, la stessa che gestisce il servizio di igiene ambientale sul territorio comunale di Ragusa, hanno proclamato lo stato di agitazione. Sono, in particolare, i dipendenti iscritti alla Cgil ad aver decretato la procedura di raffreddamento nei confronti dell'impresa. Dai toni duri il documento firmato dalle organizzazioni sindacali. "I pregiudizi della Busso verso la Cgil - si legge nella lettera aperta - sono stati evidenti e manifestati fin dal primo giorno di insediamento". Si chiedeva all'azienda che le ore di lavoro straordinario venissero retribuite. Per questo motivo la ritorsione nei confronti dei due lavoratori interessati è stata quella di spostarli dal turno delle 4 al turno delle 6 così da non pagargli nemmeno il notturno. Ci sono molte inadempienze contrattuali e mancano una serie infinita di attrezzature e mezzi così come previsto dal vigente Csa. Ai lavoratori non vengono rispettate le mansioni ed i livelli. In 15 mesi l'azienda ha diramato e cambiato tre ordini di servizio creando confusione e malessere. Ad alcuni autisti, a distanza di molti mesi, l'azienda ha fatto recapitare lettere di contestazione dove si citano danni causati ai mezzi. I lavoratori stagionali ancora aspettano che gli sia dato il vestiario e le scarpe estive. Alla conclusione della procedura di raffreddamento, le organizzazioni sindacali si riservano di convocare una conferenza stampa per presentare alla comunità la situazione di disagio cui si trovano a far fronte sul luogo di lavoro