10 luglio 2009

Notiziario del Centro di Documentazione e Lotta 06-10/07/09

 
06 luglio 2009
GENERAL ELECTRIC: IN ESUBERO 160 LAVORATORI DI INTERBANCA http://www.repubblica.it/
 
Più di 7000 dipendenti e un volume d'affari pari a 9 miliardi di dollari. È questo il biglietto da visita con cui il gruppo General Electric si presenta in Italia, un paese dove è presente dal 1921. Se poi si guardano i numeri a livello mondiale si rimane sbalorditi: 183 miliardi di dollari di fatturato nel 2008 con un utile netto di 18,1 miliardi. Rating AAA dal 1956, vale a dire l'azienda più solida del mondo. Ma tutto ciò non basta a rassicurare i 325 dipendenti di Interbanca, l'istituto di credito speciale nato nel 1961 per raccogliere e impiegare denaro a medio lungo termine, che a metà 2008 è stato rilevato proprio da General Electric, frutto di uno scambio di asset con il Banco Santander. La cura a cui sarà sottoposta la banca per rimediare a quattro anni di sostanziale mancata gestione, non sarà indolore. Sia Abn Amro, subentrata nel 2005 dopo lo scontro con la Popolare di Lodi per il controllo di Antonveneta, sia il Santander, non avevano dedicato tempo e risorse all piccola banca. Ora tocca agli americani, che tra l'altro hanno sfruttato l'abbattimento del tetto del 15% per il possesso di partecipazioni bancarie da parte di gruppi industriali, cercare di restituire una missione e una redditività a una banca che nel frattempo è entrata in crisi. Ge è guidata in Italia da Giuseppe Recchi, il quale ha fin da subito deciso di confermare Paolo Braghieri nel ruolo di ad e allo stesso tempo portato avanti l'idea di far confluire sotto il cappello di Interbanca tutte le attività finanziarie italiane di Ge. In questo quadro è stato varato un pesante piano di ristrutturazione della banca che prevede esuberi per 160 dipendenti su un totale di 325. Un'enormità, secondo i sindacati, che sono insorti contro il nuovo azionista che inspiegabilmente dopo soli sei mesi ha deciso di procedere a un così drastico taglio. Il piano di Recchi e Braghieri prevede di trasferire le piattaforme del leasing e del factoring che ora sono sotto Ge Capital Italia sotto l'ombrello di Interbanca e dunque di diversificare le fonti di ricavo del gruppo, concentrandosi sul segmento di imprese con almeno 25 milioni di euro di fatturato e uscendo da settori fortemente colpiti dalla crisi come trasporti e costruzioni. A ciò si aggiungerà la chiusura delle filiali di Catania, Bari, Napoli, Treviso e Torino.
 
08 luglio 2009
INDESIT DI NONE: ACCORDO SULLA RISTRUTTURAZIONE http://www.ecodelchisone.it/
 
Nella tarda mattinata di martedì, a Roma, nella sede del ministero per lo Sviluppo, è stato firmato l'accordo tra i sindacati e l'Indesit Group per la ristrutturazione dello stabilimento di None. Il documento ricalca in sotanza quanto già pattuito nell'incontro precedente a Torino. Confermati dunque il ridimensionamento, l'applicazione per tutti i lavoratori a rotazione della cassa integrazione straordinaria per crisi, incentivazioni all'esodo sia per pensionamento, sia volontario; incentivi e sostegno alla ricollocazione per chi accetta di lasciare il gruppo. Pochi passi avanti invece per quanto riguarda il contributo della Regione e la ricollocazione di nuove industrie nell'area Indesit. Per quantificare l'impegno della Regione a sostegno della ricerca e sviluppo occorrerà attendere fine luglio, quando verrà definita la bozza di bilancio di previsione mentre sul fronte dell'individuazione di nuove aziende non c'è nulla di concreto.
 
 
Cassa integrazione straordinaria sì. Esuberi no. Questo è l'esito dell'incontro svoltosi lunedì 6 presso il ministero dello Sviluppo economico: sul tavolo di discussione il futuro del gruppo Oerlikon Graziano. Presenti a Roma anche tre delegati per lo stabilimento di Luserna S.G. L'azienda ha ottenuto di poter ricorrere alla Cig straordinaria per crisi, ma nel verbale d'incontro non si fa riferimento ad eventuali esuberi. Nei mesi scorsi, invece, si era ventilato che, negli otto stabilimenti italiani, potessero risultare di troppo 1.200 dipendenti su 2.700. La cassa straordinaria - che segue l'abbondante utilizzo della cassa ordinaria - scatterà alla fine di ottobre. La Oerlikon Graziano si è impegnata a presentare entro la fine dell'anno il Piano industriale. Conoscere gli obiettivi dell'azienda e le strategie di rilancio sul mercato è giudicato essenziale dai sindacati. L'utilizzo degli ammortizzatori sociali, si auspica, sarebbe volto al superamento dell'emergenza senza pesanti interventi sull'organico. Non preluderebbe, insomma, a un doloroso disimpegno. Nei prossimi giorni, le rappresentanze sindacali dovrebbero incontrare l'azienda per discutere la specifica situazione lusernese. Il quadroò, sembra leggermente migliore rispetto alla media delle altre sedi. Lo stabilimento in Val Pellice - che occupa 189 persone, specializzate nell'assemblaggio di trasmissioni per auto - potrebbe occuparsi in futuro di una parte del processo produttivo attualmente dislocato in Repubblica Ceca (in una fabbrica destinata alla chiusura).
 
TEKEL: ACCORDO SULLA CHIUSURA http://www.ecodelchisone.it/
 
È stato raggiunto l'accordo tra sindacati e la società Tekel Instruments Srl di Roletto sul trattamento economico della trentina circa di lavoratori dell'azienda messa in liquidazione il mese scorso. Secondo quanto stabilito nel documento, sottoscritto dai rappresentanti sindacali di Fim-Cisl e della Flmu-Cub, i lavoratori riceveranno dall'azienda 5.600 euro quale acconto all'integrazione del Tfr e a transazione generale per la rinuncia ad impugnare la risoluzione del rapporto di lavoro. Inoltre i dipendenti verranno collocati per un anno in cassa integrazione straordinaria.
AUTO MOT SERVICE: RIAMMESSI I LAVORATORI http://www3.varesenews.it
 
I sei lavoratori della cooperativa Auto Mot Service ce l'hanno fatta. La loro lotta e le proteste sono durate trenta giorni, ma alla fine la cooperativa che lavora per conto dell'Agusta Westland ed il Consorzio Gam hanno firmato l'accordo, ritirando licenziamenti e trasferimenti, riconoscono il livello adeguato alle mansioni svolte, rispetto delle norme sulla sicurezza, differenze retributive arretrate e rimborso delle giornate in sciopero. Una vittoria ottenuta dopo un mese di presidi costanti, sotto il sole e con la pioggia, per chiedere più che altro sicurezza e rispetto delle regole: Luca Papasergio, Marco Da Cengio, Massimo Palazzo, Antonio De Mare, Alberto Vanetti e Alessio Lentini, operai tra i 23 e i 42 anni, soci lavoratori della Auto Mot Service che preparano kit per Agusta e per altre ditte esterne, possono tornare a lavorare nel reparto magazzino automatizzato dello stabilimento di Vergiate. Le aziende coinvolte hanno alla fine deciso di attivare una seria trattativa con il sindacato Cub che ha definito con accordo sindacale, la risoluzione dei problemi sull'appalto e l'accoglimento delle loro giuste rivendicazioni. "I 6 eroi di Vergiate hanno dimostrato che la lotta paga - spiegano i rappresentanti sindacali del Cub -, non si sono arresi davanti ai trasferimenti forzati, non si sono arresi davanti ai licenziamenti, non si sono arresi davanti alle minacce di denuncia per occupazione di suolo privato, hanno reso evidente la loro condizione di precari usa e getta volantinando e raccogliendo solidarietà da tutti, fino alla vittoria. Hanno resistito e reso dignitose le loro condizioni di lavoro, nulla gli è stato regalato ma hanno dovuto conquistarsi il rispetto dovuto, dimostrando con la tenacia il valore delle proprie rivendicazioni. Vogliamo quindi ringraziare tutti coloro che hanno dimostrato la propria solidarietà: colleghi, cittadini di Vergiate, militanti della Cub e tutti coloro che hanno dato sostegno alla loro lotta, anche soltanto fermandosi a parlare e sostenere i lavoratori durante il presidio. Auspichiamo che in futuro anche i sindacati confederali solidarizzino e sostengano le lotte dei lavoratori considerando il merito delle questioni, senza considerare l'adesione al sindacalismo di base motivo di emarginazione".
PETROLCHIMICO PORTO TORRES http://www.sardegnaoggi.it
 
I tre sindacati Cisl, Cgil, e Uil, hanno annunciato "l'inasprirsi della protesta di venerdì 10 luglio, giorno dello sciopero generale. Se poi, entro l'inizio della settimana prossima non vi saranno risposte adeguate, e non solo la mera sospensione della decisione Eni, intensificheremo le azioni di lotta che avranno carattere ancora più straordinario dello sciopero generale del 10 luglio". Per i Sindacati servono proposte di carattere straordinario perché "in gioco non c'è solo il futuro della chimica in Sardegna, ma anche la stessa credibilità della Sardegna e delle istituzioni sarde rispetto alla politica nazionale ed alle decisioni dell'imprenditoria". "Lasciare che il sito di Porto Torres venga chiuso - ha detto Medde - sarebbe solo la punta di un iceberg per l'Isola che soffre per la crisi internazionale e per il gap infastrutturale, oltre che per quelle imprese che decidono di abbandonare il nostro territorio per delocalizzare la produzione, a volte anche in altre realtà regionali italiane". "Quello di Porto Torres non è un fatto inatteso, ma dal 2001 l'Eni ha fatto un'operazione per chiudere la chimica in Sardegna - ha sottolineato Cossu - occorre chiedersi se vi è ancora spazio per le attività industriali, chimiche e manifatturiere".
 
09 luglio 2009
NIKE ITALIA: LICENZIAMENTI http://www.quotidianodelnord.it/
 
L'Azienda Nike Italy s.r.l., rappresentante in Italia della multinazionale americana, avrebbe comunicato alle organizzazioni sindacali di dover procedere al licenziamento di 40 dipendenti, su un totale di 245, della sede di Casalecchio di Reno (BO). Secondo i vertici aziendali di Nike Italy, inoltre, questa decisione sarebbe stata assunta dalla casa madre e dipenderebbe "unicamente" dal piano di riorganizzazione interno per consentire il "riposizionamento sul mercato italiano". La Nike Italy avrebbe manifestato la "totale indisponibilità a trattare e ad aprire qualsiasi confronto", nonostante le organizzazioni sindacali, al tavolo della trattativa, abbiano espresso "il loro netto dissenso rispetto ai licenziamenti immotivati, proponendo soluzioni alternative e di riqualificazione professionale all'interno dell'azienda per evitare gravi ricadute sul piano occupazionale".
AHLSTROM: ACCORDO http://www3.varesenews.it/
 
La vicenda dei lavoratori della Ahlstrom di Gallarate, azienda multinazionale finlandese leader a livello mondiale nella produzione di tessuto medico, si è conclusa positivamente. L'azienda che aveva deciso per la chiusura dello stabilimento gallaratese e per il licenziamento di una settantina dipendenti delle ditte di Cressa, Mozzate e Gallarate è scesa a patti con i sindacati, trovando l'accordo inseguito per sei mesi. In 55 hanno lasciato volontariamente il lavoro con l'incentivo di 26 mila euro lordi, mentre per 16 dei 20 lavoratori di Gallarate è stato trovato un posto negli stabilimenti di Cressa e Mozzate (due anno scelto di lasciare volontariamente il posto e due sono andati in pensione anticipatamente). L'accordo era stato messo in serio dubbio lo scorso 20 giugno, quando al Ministero del Welfare dopo 13 ore di discussioni, il tavolo era saltato e la trattativa sembrava rotta: ieri, mercoledì 8 luglio, la svolta con l'accordo sulla buonuscita e la possibilità di trasferimento per i lavoratori gallaratesi. Già oggi, giovedì 9 luglio, i sedici sono tornati al lavoro: dovranno essere trovate soluzioni per quanto riguarda i trasferimenti e i turni, ma per i dettagli c'è tempo. Soddisfatti i lavoratori e soddisfatti i sindacati, AlCobas Cub in testa. Il presidio permanente davanti ai cancelli di via XXIV Maggio verrà tolto con una manifestazione pubblica nei prossimi giorni.
 
10 luglio 2009
VIDEOCON: PRESIDIO DEI LAVORATORI http://iltempo.ilsole24ore.com/
 
Ore di trepidazione per i 1400 lavoratori dello stabilimento Videocon, buona parte dei quali in cassa integrazione ormai da quattro anni. Entro breve, assicura la direzione aziendale, si dovrebbe conoscere l'esito delle trattative tra i legali rappresentanti della famiglia indiana Dooth e il consorzio di nove imprese umbro-marchigiane che dovrebbe rilevare lo stabilimento. Ieri gli operai hanno nuovamente presidiato il piazzale antistante la fabbrica in attesa di notizie dai rappresentanti sindacali; attesa poi risultata vana in quanto non è trapelata alcuna notizia degna di rilievo se non quella riguardante gli incontri fissati nei prossimi giorni per tentare di ricucire lo strappo fra vecchi e nuovi proprietari.
EUROLAZIO: PROTESTANO I LAVORATORI http://iltempo.ilsole24ore.com/
 
Durante il consiglio indetto per ricordare i cinquanta anni trascorsi con la medaglia d'argento al valor civile per la città di Cisterna, e proprio mentre il sindaco Antonello Merolla leggeva la ricostruzione storica che portò la città ad ottenere il riconoscimento, un gruppo di lavoratori dell'azienda che si occupa del confezionamento di prodotti farmaceutici, dalle ultime file della platea ha esposto cartelli di protesta. La protesta, silenziosa e ordinata, era dei lavoratori della Eurolazio Servizi di Aprilia, che si occupa di confezionamente di prodotti farmaceutici, e pare che faccia capo ad un consigliere comunale di Cisterna.
NEXANS: IN CIG UN TERZO DEI DIPENDENTI http://iltempo.ilsole24ore.com/
 
La crisi è grave e non ammette sconti. Categorica la direzione aziendale di Nexans, a conferma delle forti preoccupazioni sindacali sul futuro stesso del sito di Borgo Piave. L'incontro in Confindustria fra i sindacati e la direzione aziendale ha confermato la condizione di grave crisi strutturale del gruppo e la scelta della cassa integrazione straordinaria quale strada obbligata per l'abbattimento dei costi e la razionalizzazione delle risorse. Ad allarmare sono i numeri dell'operazione: saranno poste in Cigs 64 unità lavorative sul totale delle 180. Un terzo dello stabilimento, dunque: il minimo necessario - sostiene il gruppo - per ripianare il trend di perdita 2009. L'attuale fatturato, è di circa il 30% in meno rispetto al 2008. Ove dovesse confermarsi questa tendenza (e le premesse ci sono tutte) va da sé che ad essere a rischio sarebbe il futuro stesso del sito produttivo di Latina. La stessa direzione aziendale, ventila - nell'ipotesi - la fermata dei cicli continui, la fuoriuscita degli interinali e la possibilità di un fermo totale dello stabilimento. Insomma una prospettiva tragica. A pagare lo scotto della negativa congiuntura sono solo e sempre i lavoratori. La vertenza è sempre più in salita.
FIAT DI TERMINI IMERESE: SCIOPERO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
 
 
Prosegue anche stamani lo sciopero allo stabilimento Fiat di Termini Imerese. I lavoratori hanno effettuato picchetti davanti alla fabbrica di automobili e a quelle dell'indotto. Secondo la Fiom-Cgil non e' entrato nessuno a lavorare.
Si tratta del terzo giorno di protesta avviato dai lavoratori della Fiat, deciso dopo che l'azienda ha ribadito che a partire dal 2012 non verranno piu' prodotte automobili a Termini Imerese.