9 novembre 2010

Approfondimento dal Mondo del Lavoro


Vertullo I: dal Resoconto stenografico della seduta n. 073 del 15/11/2006
del Senato


Premesso che:

il 1° settembre 2006 nel porto di Ravenna si è verificato un incidente sul
lavoro che ha provocato la morte di un ragazzo di 22 anni, Luca Vertullo, al
suo primo giorno di lavoro;

l'incidente è avvenuto durante l'imbarco di un semi-rimorchio nel traghetto
"Espresso-Catania" sulla linea Ravenna-Catania attraccato al terminal Ro-Ro
del porto di Ravenna, un porto nel quale le condizioni di sicurezza sono
complessivamente adeguate, anche grazie all'assidua azione dell'Azienda
unità sanitaria locale ed all'opera di concertazione promossa dall'Autorità
portuale;

sulle cause dell'incidente è in corso un'inchiesta i cui risultati non sono
ancora noti, anche se è emerso ora che il mezzo coinvolto aveva un carico
eccedente quello consentito;

la presenza di carichi eccessivi è un fatto presumibilmente non eccezionale,
né a Ravenna, né in altri porti dove, a quanto è dato sapere, il
sovraccarico dei rimorchi avverrebbe addirittura nei pressi della zona di
imbarco;

non è così a Ravenna, poiché sia il terminal che l'impresa portuale non
consentono tale pratica, oltre al fatto che successivamente all'incidente,
su forti sollecitazioni delle organizzazioni sindacali e delle Istituzioni,
e con una decisa iniziativa della Prefettura, si è posto il problema di
dotare lo scalo Ro-Ro di adeguati strumenti per il controllo dei pesi dei
mezzi all'imbarco, cui ha fatto seguito l'acquisizione e l'installazione di
una pesa, gestita dall'impresa portuale secondo quanto previsto dalla
normativa vigente;

è intuibile che l'entrata in funzione di tale strumento e il suo uso
generalizzato potranno determinare negative conseguenze da un punto di vista
commerciale - così come stanno determinando incertezze e confusione le
"misure alternative" non meglio specificate, adottate forzatamente senza
alcun preavviso - nel momento in cui andrebbe ad erodersi quella parte di
vantaggio competitivo del transito via nave - ottenuto impropriamente
attraverso il sovraccarico - rispetto al transito via strada (spesso
ottenuto attraverso altri usi impropri, quali orari e velocità, non
pienamente controllati);

considerato che:

diviene particolarmente importante affrontare il più ampio tema delle regole
e delle condizioni operative nei porti, a fronte di una diffusa
disomogeneità delle stesse, poiché ci troviamo spesso di fronte a situazioni
critiche con riferimento a interpretazioni diversificate della legislazione
e ad un non sempre puntuale rispetto della normativa vigente, cui si
assommano anche diversi comportamenti rispetto alle procedure di controllo;

tale quadro definisce di fatto un insieme di condizioni diseguali nei vari
porti, tali da incidere sulla sicurezza del lavoro e degli utenti da un
lato, e su una corretta concorrenza dall'altro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di questo insieme di eventi;

se non ravvisi la necessità che questo tema venga posto al centro di una
iniziativa coerente e rigorosa, affinché in tutti i porti venga fatto
rispettare in modo omogeneo quanto previsto dall'art. 34 del decreto
legislativo n. 272 del 1999, nonché dal codice della strada e dagli altri
provvedimenti riguardanti la sicurezza e la legalità nel settore
dell'autotrasporto;

quali iniziative di competenza intenda intraprendere e quali azioni di
coordinamento possano essere assunte anche rispetto ai vari livelli -
Azienda unità sanitaria locale, Polizia Stradale, Uffici di sanità
marittima, aerea e di frontiera , Uffici fito-sanitari ecc. - per superare
rapidamente le distorsioni in essere ed addivenire ad un quadro nazionale
omogeneo di regole e comportamenti in tutti i porti e nel trasporto
stradale.