24 novembre 2010

Se ci bloccano il futuro, noi bloccheremo le città.


Appuntamento ore dieci piazza antistante Montecitorio. Motivo? Presidio
degli studenti contro il decreto in approvazione alla camera. Puntuale
mi presento con casco, scooter e macchina fotografica. Benché in
anticipo, la piazza è già occupata dagli studenti medi. Ragazzini che
sanno bene cosa gli aspetta, che sanno cosa vogliono, o perlomeno sanno
ciò che non vogliono. La musica a pompa, una che urla al microfono ,
alcuni seduti in cerchio che fanno lezione, molti che ascoltono con
partecipazione ciò che ha da dire. Un ragazzo di un liceo , non so
quale, giura che lui farà tutto quello che Napolitano gli chiederà ,
basta che lui non faccia passare quella legge infame. Si alza un urlo,
uno slogan : "Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo le città "
Qualcuno ricorda che li a pochi metri sul tetto i ricercatori precari di
architettura han passato la notte e rivendicano il diritto di poter fare
ricerca, perché domani chi vorrà fare ricerca o rimanere in università,
o sarà figlio di un ricco o di un potente della cricca oppure dovrà
andare all'estero.
Mi ricordo di loro. Esco dalla piazza per recarmi a palazzo Borghese ,
ma vedo che spezzoni di corteo provengono dalle traverse. Sono giovani
universitari della Sapienza che giungono alla spicciolata. Portano
striscioni, bandiere, cartelli , danzano e coinvolgono anche gli
stranieri e i turisti, Alcuni uomini e donne con i vestiti tradizionali
indiani o pachistani gridano con loro "Università pubblica, università
pubblica!" Credo che non sappiano nemmeno cosa significhi, ma i ragazzi
sono coinvolgenti ed urlano anche loro. Mi accodo per un pò, poi
pensando di prendere una scorciatoia per le stradine interne giungo
vicino palazzo Montecitorio. La polizia ha sbarrato con i gipponi la
strada. Chiedo " ma non si può passare nemmeno a piedi? Un ragazzone ,
con i capelli corti, imbardato di giubbotto , manganelli , pistole,
casco, cinturone non mi risponde nemmeno. Lo guardo fisso, mi risponde
con un gesto di fare il giro. Allora prendo una traversa, ma anche li il
gippone che blocca, allungo il passo, vado oltre è vedo che un altro
gippone, con altri , questa volta carabinieri, hanno lasciato un piccolo
varco. La gente, i turisti fanno la fila, si passa una alla volta. Non
capisco perché queste misure, poi mi viene un sospetto, un flash. Napoli
2001 Vertice del G8 Governo Amato. La polizia chiude tutte le strade di
accesso alla piazza., poi carica ed è una mattanza! Ci presero e
trascinati. Le percorse poi le prendemmo anche alla caserma Raniero.

Accelero il passo, e mi avvicino al largo di Montecitorio. Le vie sono
intasate, è una fiumana di giovani, balli, tamburi, grida e urla, risate
ed urla incazzate, il fiume tracima e si disperde nella via d'uscita.
Meno male mi dico. Chiedo ma dove siete diretti? Qualcuno mi dice "Al
ministero" qualcun altro "ci prendiamo per la città". "Andiamo là dove
ci porta il cuore e la rabbia!" "Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo
le città"