10 settembre 2011

Bonanni e la ritirata sull'art 8



Proprio l'altro giorno notavo quale mistificazione era stata operata da parte del socialista riformista craxiano Sacconi ( anticomunista. Non chiamatelo fascista perché si incazza. In fondo anche le prostitute si fanno chiamare escort) e dal neocatecumenale ex democristiano Bonanni intorno all'art 8 della quinquies versione della manovra. La possibilità del licenziamento libero era consentita, ma solo con il beneplacito dei sindacati(Sacconi) , ma mai nessun sindacato potrà acconsentire un licenziamento ( Bonanni al quale si allungava il naso). Ma allora, mi chiedevo perché mai inserirla, quella norma, se poi doveva rimanere inapplicata?

Oggi marcia indietro del sopracitato neocatecumenale. Chiede, in una dichiarazione rilasciata al Corriere della Sera , alla Camusso un accordo fra  CGIL CISL UIL ( e perché no anche UGL?) in cui si rinuncia a ricorrere a quella famosa norma sul licenziamento. Ma allora perché non chiedere direttamente al governo di eliminare la norma?  visto che lui stesso ebbe modo di dichiarare che era stato sufficiente una sua telefonata a Berlusconi per far ritirare una precedente norma che prevedeva il non riconoscimento degli anni di università e servizio militare ai fine del calcolo di anzianità pensionistica.

Insomma di fronte allo sciopero del 6 , là dove anche gli stessi iscritti CISL hanno aderito, si incomincia ad aver timore di perdere consensi.
La nave affonda e i topi cercano scampo!