20 novembre 2011



Io sto ancora cercando un qualche filo rosso o variamente colorato che possa legare , da un punto di vista puramente economico, il debito pubblico con la crisi finanziaria e produttiva, la più grande di tutti i tempi, ben superiore al '29. E parlo della crisi e non della sua fenomenologia della speculazione borsistica. Questo filo ancora non l'ho trovato,anche parlando ed intervistando economisti o supposti tali e quindi per ora mi devo accontentare di un atto di fede nel credere che sanato il debito pubblico ammesso che ci si riesca,( ma questo è un altro film), per miracolo usciamo dalla crisi economica finanziaria o contribuiamo a farlo.
Ma nella mia ricerca mi sono imbattuto in un libro recente, Mani bucate di Marco Cobianchi (Chiarelettere, Milano, 2001), il quale fornisce una documentazione impressionante sui finanziamenti fatti agli imprenditori, piccoli, medi e grandissimi. Finanziamenti a fondo perduto, tutti elargiti con la scusa della sostenibilità della crescita. Dico la scusa perché una parte rilevante di queste elargizioni hanno incoraggiato un capitalismo parassitario tra facilitazioni, esenzioni e contributi a fondo perduto
Ma i dati più interessanti sono quelli che si possono ricavare nel capitolo dedicato alla Fiat, in barba a quello che va dicendo Marchionne e i suoi epigoni, di non aver mai ricevuto un euro dallo stato.
Oltre ai contributi per la rottamazione ci sono aiuti a fondo perduto ai singoli stabilimenti compreso quello per Termini Imerese, incassato e poi abbandonato per le offerte più abbondanti da parte del governo polacco per lo spostamento della produzione della LanciaY.
La Serbia che ha finanziato la Fiat per ricostruire lo stabilimento di Krakujevac e il vicino aeroporto distrutti da aerei italiani e NATO del 1999: in questo caso i finanziamenti sono usciti dalle casse della Serbia, ma ci dovrebbe far riflettere sull’insensatezza e sulle finalità dei costi di quella guerra inutile e feroce( e non solo quella), fortemente voluta da diversi governi italiani, di vario colore.
Ma la chicca secondo me, sono gli aiuti finanziari e contributi forniti al MIUR (Ministero per l’Istruzione e la Ricerca) al CRF, Centro Ricerche FIAT a fondo perduto e senza riscontro sui risultati, per progetti di “apparati di controllo elettronico di uso automobilistico” o per una “microvettura a propulsione ecologica”, nome in codice Mimosa, che dopo anni di finanziamenti è rimasta al prototipo( il brevetto è comunque di proprietà della Fiat)… costruito ovviamente a spese dello Stato e che sono andate ad incrementare il debito pubblico

Altro caso emblematico sono gli aiuti forniti alla Ryanair, lautamente pagata da diverse Regioni per fare scalo in certi aeroporti. E il sospetto che l'aumento degli aeroporti in Italia a partire dagli anni '80 abbia qualche legame con questi tipi di finanziamenti è legittimo.

Sarebbe interessante se il nuovo governo "tecnico, sobrio ed equanime" potesse mettere in pratica le due leggi la 412 del 1991 e la 118 del 2000 attraverso le norme attuative e quindi a costo zero,, che prevedono l'obbligo della costituzione di un albo delle imprese che hanno ricevuto contributi dello Stato, degli Enti Locali o della CE,

A questo ha messo in parte riparo la pubblicazione di atti della Comunità Europea, dati parzialissimi , ma impressionanti: negli ultimi anni almeno 840.000 aziende hanno ottenuto finanziamenti. E questi sono stati dati quasi sempre per ragioni clientelari e con criteri di arbitrarietà totale: lo si capisce meglio nel settore editoria e spettacolo. Hanno avuto somme enormi giornali inesistenti come “Avanti!” del latitante Lavitola che nel solo 2008 ha avuto 2.530.638 euro e 81 centesimi, senza vendere una sola copia , o “Liberal” di Ferdinando Adornato (sempre nel 2008, 2.700.000 euro, per 60 copie giornaliere vendute).

I contributi alla cinematografia sono ancora più scandalosi: non solo vari “cinepanettoni” hanno avuto finanziamenti elevatissimi, superiori al milione di euro, ma perfino Winx Club 3D, ha ricevuto 1.144.925 euro come “lungometraggio di interesse culturale”. Per chi non lo sapesse Winx è una linea di prodotti vari per ragazzine, che vanno dai cartoni animati a una serie di oggetti ispirati a queste fatine vestite da escort… Tra i proprietari della casa Raimbow spa che le ha lanciate c’è un prete-industriale di Recanati, don Lamberto Pigini, abilissimo nell’ottenere finanziamenti, che lo hanno portato ad avere diversi stabilimenti in zona, e a sfondare anche negli Stati Uniti dove ha costruito un parco divertimenti. Alla faccia dell’interesse culturale che motiva il finanziamento del film!

Ma perché dobbiamo contribuire anche noi lavoratori al risanamento del debito pubblico?


Tratto da:
Movimento Operaio
Mani bucate
AA.VV