20 gennaio 2012

Il Movimento dei Forconi e il ribellismo


Non credo che nessuno , ed io per primo, possa negare le condizioni di difficoltà di coloro che protestano contro i provvedimenti. Non è la protesta in se che spaventa e che fa incazzare. Ma il modo , cosa si difende e sopratutto cosa si propone per la soluzione. Non credo , a mia memoria  che un tipo di protesta come quella dei forconi sia mai stata consentita così impunemente! La Sicilia è sull'orlo del blocco totale e lo Stato non interviene. Una cosa è il blocco di una strada per una giornata , cosa che anche il movimento dei lavoratori ha adottato, poi però arriva la polizia ti carica ti bastona carosello dei gipponi e ti denuncia. Niente di tutto questo avviene da quattro giorni nè in sicilia nè a roma. E non è il traffico ad essere bloccato, ma tutta l'economia di una isola! Quindi il paragone con altre forme di protesta non se ne possono fare. Solo negli anni settanta il movimento "Boia che molla" di Ciccio Franco , ricorda per tipologia e composizione questa protesta. Ma al di la della forma ( che in questo caso è sostanza) andiamo anche nel merito della protesta.

Certo che quando la protesta è puro ribellismo è pura incazzatura è facile l'infiltrazione di forze reazionarie e che hanno scopi ben diversi dalle rivendicazioni di chi protesta. Ci si rivolge direttamente a Monti senza intermediazione della politica, aspettano il salvatore che li salverà, chiedono l'autonomia della Sicilia" La Sicilia ai siciliani", e la solfa populista e demagogica  presa direttamente da Blocco Studentesco, Forza Nuova e da Iannone  e Fiore ( presenti nelle manifestazione dei Forconi), sulla responsabilità delle Banche e dei banchieri e solo di loro e come soluzione la "moneta popolare". E non è un caso che leader del movimento dei forconi sia un certo Morsello ex segretario del movimento agricolo europeo.
E i pochi commenti dei politici indicano il loro non saper cosa dire o cosa proporre. Certo alle rivendicazioni dei lavoratori la parola d'ordine è sacrifici , siamo nella stessa barca, verrà poi la fase due, siamo forza responsabile.  Ma  ai piccoli borghesi , alle corporazioni cosa gli vai a dire? Cosa gli proponi? Se gli proponi la stessa solfa che vale per i lavoratori, ti spaccano, e giustamente, la testa ed anche il c....o. 
Ma è qui che si fa la differenza fra forme di protesta che portano a situazioni pericolose e a sbocchi poi difficilmente ricomponibili. Il problema non è incazzarsi, spaccare tutto, ribellarsi e guardare a queste forme di protesta come una sollevazione e con ammirazione per appagare il nostro senso di impotenza. Il problema che queste forme di protesta sono senza sbocchi politici concreti, e la storia ne è maestra, o porta ad una forma di reazione e repressione da parte dello stato   che poi si ripercuote su tutti i lavoratori  ( e la teoria di Cossiga ci è maestra, lasciar fare, che ci scappi pure il morto e poi sull'onda della riprovazione popolare si reprime), oppure la politica, quella con la P si fa carico e da delle risposte in termini generali e di sbocchi sociali . 
In mancanza della P io vedo in quest forme d proteste una situazione pericolosissima!