30 gennaio 2012

L'anomalia Italiana cioè l'art 18.



Sono numerosi le esternazioni da Monti a Passera fin alla Fornero fra una lacrima e un "mi avete fraintesa ". L'europa ce lo chiede e noi rispondiamo fedeli al giuramento prestato.
Qui non c'entra nulla la crisi o la crescita, o meglio vengono utilizzati come shock per far digerire quello che è rimasto sullo stomaco all'Europa che conta.
L'anomalia Italiana cioè l'art 18.
E' una questione di principio ormai è chiaro e palese a tutti. Si può portare a dimostrazione fatti, numeri, statistiche rapporto fra aziende con o senza lo Statuto dei lavoratori. Non serve a nulla!
Sa da fà , ce lo chiede l'Europa

Ora per rendere digeribile se ne inventano una al giorno. Ora non è più per la crescita che diventa necessario l'abolizione dell'art 18, ora è il superamento della precarietà. E' evidente che i due fatti non hanno nessuna relazione, ma lo diventa se questa diventa merce di scambio ( fittizio) . E naturalmente tutti i mass media , quelli moderati e riformisti Repubblica in testa che si fanno paladini di questa ennesima stro....ehmmm cavolata.

E prendono a prestito qualsiasi richiesta da parte padronale per tradurla come richiesta di eliminazione dell'art 18. E' stato Vittorio Colao, amministratore delegato della Vodafone, a sollevare la questione a Davos. Il manager italiano  ha ricordato che un gruppo come il suo può decidere dove aprire un call center. Può installarlo in Italia, oppure in Egitto, per esempio. Dipende dalle condizioni, dagli eventuali vantaggi fiscali, dalle potenzialità della manodopera, e dalla possibilità di programmare con certezza i costi che riguardano anche la flessibilità in uscita. Immediatamente Passera traduce tutte queste richieste con l'abolizione dell'art 18. Ma se l'Italia è piena di licenziati dei call center assunti sia a tempo determinato che indeterminato e le proteste dei lavoratori della Teleperformance a Taranto e Roma ne sono un evidente dato incontestabile.
Ma di cosa stiamo a parlà?

Ma i professoroni sia dentro che fuori dal governo, tra Ichino , Boeri, Garibaldi ne hanno fatto uscire un'altra dal cilindro. L'art 18 non vale più , per i nuovi assunti e in cambio si abolisce il contratto da precario. Si cambia il nome , ma non la sostanza con la differenza che con questa legge tutti saranno precari per i tre primi anni di assunzione, non solo ma l'art 18 sarà sterilizzato nel senso che non sarà più previsto il reintegro, ma l'indennizzo. Ancora una volta la monetarizzazione in cambio di diritti , perché si ricorda che l'art 18 vieta solo il licenziamento individuale e per immotivati motivi, per discriminazioni a salvaguardia dei diritti e della dignità dell'uomo.
Ma questo concetto non passa, perché la campagna è puramente ideologica.