15 febbraio 2012

Per chi ancora non l'avesse capito



La precarietà sembra solo sfiorare i giovani stranieri che sono inquadrati con contratti più stabili rispetto ai propri coetanei italiani, lavorano di più ma sono pagati di meno. Sono disposti a lavorare in orari più disagiati (specie di sera), svolgono mansioni non adeguate al proprio titolo di studio (sono cioè sottoinquadrati), sono in prevalenza operai, e se disoccupati trovano lavoro prima. Questi alcuni dei risultati di uno studio condotto dalla Fondazione Leone Moressa che ha confrontato la struttura occupazionale dei giovani stranieri con quelle dei giovani italiani in eta' compresa tra i 15 e i 30 anni nel primo semestre 2011.

In Italia si contano 455mila giovani stranieri occupati e quasi 95mila disoccupati: questo permette di calcolare un tasso di occupazione giovanile straniero del 44,5%, superiore di gran lunga rispetto a quello dei giovani italiani (32,5%) e un tasso di disoccupazione del 17,2% inferiore (anche se di poco) a quello dei coetanei italiani (20,4%).


Cosa vuol dire? Come si leggono questi dati?
Semplicemente che ancora una vola si dimostra come l'art 18 sia solo un falso problema. Il posto fisso è solo un posto per sottopagati, sotto inquadrati. Che la precarietà è solo un modo per pagare di meno i lavoratori e che la riduzione dei diritti porterà solo ad avere un mercato del lavoro livellato sul più basso livello di retribuzione e di diritti.
Volete ancora altri dati non legati alla ideologia , ma a dati reali, statistici, empirici, di vita reale?