2 agosto 2012

Coniugare Ambiente e Lavoro a Taranto è demagogia!


Coniugare ambiente e lavoro. A Taranto non è possibile! E' un ossimoro! Ma ormai è di moda Per dire facciamo "ammoina" per non fare nulla! O il ciclo a caldo si chiude e si lascia solo il ciclo della laminazione ( che è la più remunerativa dato l'alto livello tecnologico e il grande valore aggiunto), quello che impiega il più alto livello di occupazione, oppure è solo demagogia.

La sinistra , quel che ormai resta della sinistra( ma ne è rimasto qualcosa?) dice chiaro e tondo questa semplice verità o si continua a giocare sull'equivoco, per poi fra qualche anno riscoppiare nuovamente il bubbone.
La struttura dello stabilimento di Taranto, quello del ciclo a caldo,  è altamente inquinante.
Il parco minerali genera polveri sottili di ferro e carbone; il sinteraggio e pellettizzazione del minerale di ferro genera diossina e piombo; i forni di cottura del carbon coke producono idrocarburi policiclici aromatici, in particolare benzene, ma anche toluene e xileni; i fumi di altoforno sono densi di monossido di carbonio e zolfo, mentre la ghisa liquida che ne esce produce slopping; il trattamento Lf (ladle furnace) produce solfuro di magnesio e zolfo; i convertitori ad ossigeno che trasformano la ghisa liquida in acciaio generano monossido di carbonio ed anidride carbonica. L’acqua di raffreddamento dell’altoforno e di raffreddamento delle colate di lingottiera  si contamina di metalli pesanti, ammoniaca, fenolo, cianuri.

In altri paesi  che hanno impianti moderni utilizzano tecnologia  FINEX, impiegata dalla sud coreana Posco  nell’acciaieria di Pohang (il cui volume produttivo è addirittura superiore a quello di Taranto); ha radicalmente cancellato dal ciclo produttivo due delle fasi più pericolose in termini di inquinamento: il sinteraggio del minerale di ferro e la cokefazione del carbone. Tale tecnologia, infatti, che impiega direttamente il minerale di ferro e la polvere di carbone, riduce l'inquinamento (90% in meno di sostanze tossico-nocive e 98% in meno di contaminazione dell'acqua), ma ha anche un risvolto positivo per l’azienda, poiché riduce anche il consumo di energia e i costi di produzione (meno 15%)

Un’altra tecnologia, la COREX, che impiega direttamente il minerale ferroso grezzo, come esce dalla miniera, e il carbone grezzo, è installata nello stabilimento cinese di Shangai. Garantisce una riduzione dei costi fino al 20% ed un notevole vantaggio ambientale con l'eliminazione, come nel caso della tecnologia Finex, dei due impianti più inquinanti in assoluto: cokerie. Per dare un dato concreto, mentre il processo tradizionale cokerie - sinterizzazione - altoforno produce circa 1,4 Kg di anidride solforosa per ogni tonnellata di ghisa, il processo Corex ne produce solo 40 grammi Misurazione fatte in continuo on line e non su commissione come a Taranto.

Adottare tali tecnologie a Taranto le uniche capaci di ridurre drasticamente il livello di inquinamento non è nemmeno ipotizzabile, A meno di buttare tutto giù e ricostruire! Altro che 330 milioni di Euro Occorrerebbero miliardi di euro di investimento con un tempo di qualche decina di anni ed un ritorno economico di qualche altra decina di anni. Senxa parlare della bonifica dei terreni tutt'intorno che sono irrimediabilmente inquinati A meno di qualche altra decina d'anni di bonifica con costi e manodopera specializzata
Queste semplici verità devono essere dette!. Altrimenti si fa solo demagogia. Gridare Lavoro e Ambiente a Taranto è solo populismo!