21 agosto 2012

Partendo da Pomigliano passando per Taranto.


Sembrerebbe apparentemente un accostamento azzardato. Cosa centra una fabbrica di auto con uno stabilimento siderurgico a ciclo integrale? E sopratutto, dal punto di vista produttivo quale mai potrà essere l'accostamento fra una fabbrica che non produce, che è in crisi di vendita di prodotti e uno stabilimento che invece è tra i primi produttori d'acciaio nel mondo e di prodotti semilavorati, che fa profitti ?
Eppure a ben guardare una affinità , una similitudini vi è. Se si guardano i due dal punto di vista della classe lavoratrice , da un punto di vista politico ci si accorge che per entrambi il punto di contatto è proprio la protervia del padrone da un lato , la sudditanza culturale politica di rappresentanza delle istituzioni politiche e sindacali incapaci ( per volontà, per scelta, per difetto culturale)  di svolgere quel ruolo di mediazione e di interposizione fra istituzioni e classi sociali ( mitico ruolo assegnato allo Stato secondo l'ideologia socialdemocratica novecentesca su cui si fondano tutti gli Stati europei moderni), e i lavoratori dall'altro.
Per entrambi i casi il profitto e le esigenze produttive hanno la supremazia sui diritti dell'uomo e della dignità  in un caso, dell'ambiente, della natura e della salute nell'altro caso. Il lavoro sussunto al capitale detto con parole marxiane. In entrambi si registra formalmente oltre che sostanzialmente la fine della politica, come arte della mediazione, del conciliare le esigenze del conflitto sociale per il fine degli interessi generali. La politica e gli uomini che ne sono diretti responsabili e dirigenti, istituzionali e sindacali, nazionali e locali, al servizio del profitto e del capitale. E badate , non mi riferisco agli atti della semplice e banale compravendita , corruzione e concussioni di questo o quel funzionario o rappresentante politico ( anche se , per il caso Taranto, in particolare, per quantità e diffusione nel tempo e nei diversi comparti partitici e schieramenti,  questi casi rappresentano la generalità piuttosto che l'eccezione) , ne mi riferisco a vere e proprie dimenticanze o insabbiamenti di interi comparti delle istituzioni, mi riferisco al ministero della Sanità o alla Magistratura o alla Regione e comune. Vere proprie omissioni di atti dovuti .
Per tutti vale il caso dei lavoratori licenziati giudicati illegalmente da parte della magistratura e della mancata esecuzione della condanna definitiva da parte della Fiat , nel silenzio generale e nell'indifferenza da parte di tutti gli organi a tutela della legalità. E che dire delle omissioni perpetuate negli anni per il caso Taranto?
Gli esempi sarebbero innumerevoli e l'evidenza dell'assioma inevitabile. Da un lato il lavoro, lasciato solo dalla politica e dalle istituzioni, spogliato dalla dignità , dall'umanità, e l'ambiente e la natura , la salute sacrificati in nome e per gli interessi del capitale privato .