26 ottobre 2012

Due universi paralleli


Se la devo dire tutta , devo ringraziare questi nostri tecnici ministri che almeno un merito ce l'hanno. Mi stanno facendo imparare l'inglese. Il mio professore di inglese mi diceva che per imparla lingua  occorreva imparare almeno due vocaboli al giorno.
Il termine "choosy" per me era completamente estraneo. Grazie alla ministro con la lacrima sul viso , ora conosco un termine in più.
Ma la di là del dileggio, veniamo alle cose serie.
E' evidente che i signori che ci governano, tutti senza distinzione di colorazione di facciata sono lontani dal mondo reale. Asor Rosa diceva qualche decennio fa "le due società" Ma qui siamo in  due mondi diversi, anzi in due universi paralleli. Io capisco la ministro dalla lacrima sul viso. Lei frequenta un  mondo fatto di giovani privilegiati, il suo mondo. La figlia, la figlia del suo collega, gli amici della figlia. Insomma quel mondo li, fatto di gente che ancor prima di nascere già hanno la carriera assicurata. Loro che guardano a quel mondo e che hanno questi punti di riferimento è chiaro che parlano di "bamboccioni" di "sfigati"  , di "schizzinosi", e pensandoche tutti i giovani siano nelle stesse condizioni di partenza. Gli esempi che hanno di fronte sono di questo tipo. La figlia e l'amica della figlia finita l'università vogliono un posto adeguato al loro mondo, e quindi loro si che fanno i "bamboccioni" o gli " choosy". E questo il loro atteggiamento di fronte al loro primo impiego. E' normale.

Perché altrimenti non si spiega come la ministro prenda cantonate una dietro l'altra. Se avesse non dico frequentato l'altro mondo , ma appena appena si fosse informata dell'esistenza di un altro mondo certamente di queste gaffe non ne avrebbe fatto. Infatti un indagine dell’Istituto Toniolo svolta tramite l’Ipsos( http://www.istitutotoniolo.it/) su 9mila giovani-adulti tra i 18 e i 29 anni, quasi la metà di chi è occupato percepisce uno stipendio considerato inadeguato e oltre il 45 per cento ha accettato un’attività al di sotto dei propri livelli di formazione

Percentuale di insoddisfatti connessi alla loro attività lavorativa


Se poi si analizza, per chi ha almeno una esperienza lavorativa alle spalle, il motivo di perdita del primo lavoro, per quasi la metà dei casi la causa è la scadenza del contratto (46 per cento) e comunque meno del 15 per cento risulta aver lasciato perché insoddisfatto del lavoro senza avere altre alternative.

Cose si evince, dunque , dai dati statistici e non da impressioni, o da propaganda le cose stanno un po diversamente da come ce la racconta la ministra dalla lacrima sul viso.