27 dicembre 2012

I nemici dei miei nemici sono miei amici.


Ecco il passaggio mentale che attira molti degli "sbadati" , dei "confusi" dei italioti elettori votanti. In questo Grillo rappresenta, e si costruisce il personaggio ad hoc. Le sue battute, i suoi interventi pubblici, sopratutto quando intravede qualche telecamera presente tra il suo proprio pubblico comizio, sono tutte improntate sullo scandalizzare, colpire emotivamente e moralmente, eticamente. Le parolacce, battute a sfondo sessista , puttane, cornuti, zoccole, vaffanculo, cazzo, figa, culo si sprecano.

 Lo scopo?
Scandalizzare, provocare reazione da parte dei benpensanti, dai moralisti, giornalisti e operatori massmediatici da fascia protetta.
Obbiettivo?
Provocare la condanna generalizzata da parte dei partigiani dei colpiti, delle vittime delle ingiurie, e al contempo la difesa, la comprensione, la partigianeria da parte dei critici ed ostili ai primi. Non importa quel che si dice, i contenuti politici di quel che si va propagandando. Importante è colpire allo stomaco, con la violenza di un uppercut da ferire , ma non uccidere, da stordire ma non metterlo KO . Perché se venisse messo al tappeto l'avversario, sfrondato da tutte le accuse, fumose e parolaie , spoglio da tutti i formalismi, cosa rimarrebbe dei suoi discorsi?
 Il niente più vuoto.
E gli uni, da questo punto di vista, sono funzionali ai secondi. I nemici sono tra loro interdipendenti. Senza i grillini, i detentori della rappresentanza dovrebbero inventarsi il nemico in casa contro l'assenteismo, l'avversione a questo sistema. Senza i primi contro chi si potrebbero scagliare gli strali dei grilli parlanti?
Provate a fare un semplice esercizio semantico.
Scaricate un discorso dalla rete, o intervista del Grillo. Pulitelo da ogni parolaccia, da ogni violenza verbale, da ogni  luogo comune , da ogni facile sillogismo.
Cosa rimane di concreto? ( p.es cosa faranno come leggi e provvedimenti nei primi cento giorni di governo)

Ora provate a prendere un discorso , di un che so, di un Berlusconi, di un Bersani, di un Renzi, di un Vendola senza preferenza , libera scelta. Effettuate la stessa operazione, Questa volta la "rumenta" è di altra natura, E' retorica, fumosità idealista, riferimenti a idealità romantiche o luoghi comuni ( il comunismo o anti-comunismo , la libertà, la giustizia, la moralità, l'Europa, la lotta alla precarietà, il debito pubblico, la crescita, i cattivi e malefici gnomi finanziari, la crisi,  ecc ecc. P.S. Non fatevi prendere dall'emotività se sentite l'accusa contro queste "malvagità"  proprio da coloro che queste malvagità l'han provocato, o al minimo l'han agevolato )
 
Cosa rimane di concreto?( p.es cosa faranno come leggi e provvedimenti nei primi cento giorni di governo)

Ora mettete a confronto i due risultati. Il niente è identico al niente = niente.

Ora se il voto è il fondamento della democrazia di questo sistema, se il voto rappresenta il massimo della rappresentazione e della materialità della volontà del "POPOLO", può questo essere dato al niente? Al vuoto assoluto? Alla retorica prolissa ed enfatica? Può essere il voto rappresentato solo da emotività , sensazione, speranze o al massimo da illusioni?