1 febbraio 2013

e se vincesse Berlusconi?


A leggere gli ultimi sondaggi, fatto dai vari istituti, sostanzialmente il distacco fra PDL-centro destra  e PD-centro sinistra si aggira sui 6 punti con un PDL in crescita e un PD in calo. Siccome la tradizione ci ha insegnato che negli gli ultimi giorni, addirittura le ultime ore, Berlusconi ha la sua zampata finale , non vorrei che finisse come con la gloriosa macchina da guerra di Occhetto memoria e poi fini come fini
E se succedesse anche questa volta?

Ragioniamo per assurdo ( mica tanto!)

L'asse politico non si sposterebbe di molto , solo quello partitico e le alleanze tra di loro. Ma sostanzialmente le politiche di natura economiche e sociali non si sposterebbero. I tagli sempe quelli , le manovre si succederebbero al ritmo di una all'anno, la disoccupazione ogni trimestre raggiungerebbe record sempre più alti, prospettive di uscire dal tunnel sempre più auspicate, previste, sperate, ma sempre più lontane, ecc ecc. Cambierebbe solo che Monti invece di allearsi con il PD, si alleerebbe con il PDL. Sicuramente Berlusconi non avrebbe incarichi di governo, ma solo di formale prestigio , ma nessun incarico istituzionale di rilievo e che sopratutto lo metterebbe in luce in Europa.  La Troika non lo vuole ormai più e la prossima esplulsione dal PPE lo sta a dimostrare.
Il suo partito e gli orticelli che gli stanno intorno crescerebbero di rilevanza e determinerebbero la politica di Monti, più che non si fosse alleato con il PD.
Lo smacco invece per il PD sarebbe grave e la crisi di consensi che lo attanaglierebbe sarebbe catastrofico . Non poco le fuoriuscite di notabili da quel partito , quelle di area liberal, e le speranze, illusioni che avvolgono e danno speranza a molti dei suoi elettori, pur sfiduciati, ma con un barlume di speranza , crollerebbero in uno sconforto esistenziale.
Sarebbe lo sfaldarsi di quest'area e forse anche la fine di un sogno . Quello di poter creare, anche in Italia un assembleamnet di tipo liberal democratico popolare con un'anima cattolica che aveva pervaso gli intellettuali di area sinistrademocratica (di origine radical o LibLab come si facevano chiamare)  fin dai tempi del PCI.
Questo , credo , Bersani lo sappia.
La sconfitta delle elezioni sarebbe un colpo mortale, epocale . Per questo il suo frenetico cercare alleanze e patti con l'area "moderata" (che non so cosa significa ma così la chiamano. Invece so esattamente e fisicamente a cosa si riferisce)  e sopratutto , rompere e mettere i bastoni con l'area alla sua sinistra ( area Ingroia, tanto per intenderci) Infatti dopo essere riusciti a sfaldare il partito di Di Pietro  (ottimo il colpo di Reporter, ma IDV molto aveva già di suo) ora  l'area in cui pescare è quella frangia di elettorato che trova in Ingroia una alternativa. Di qua il ricorso al "voto utile" che fa sempre il suo effetto mediatico, ma sopratutto la campagna che sia la stampa che l'intellighenzia vicina per fare il pelo al magistrato. E' cominciata con la polemica su una virgola su Falcone detta da Ingroia, e prima ancora l'opportunità a presentarsi dimenticando che anche Grasso magistrato candidato anche lui, ma nel PD. Forse sarebbe stato il caso , che per evitare una ipotesi e rischio di sconfitta avesse cercato alleanze anziché a destra alla sua sinistra.
Ma questa ipotesi, dopo la foto di Vasto è stata scartata , o forse è arrivato un segnale forte e chiaro dal Rodrigo di turno che "questo matrimonio non sa da fà" ( mi ricorda il fattore "K" all'epoca della guerra fredda)

Resta da vedere cosa succederebbe nel paese e nell'area di opposizione sociale in una ipotesi del genere.
Ma questo è un altro film!