8 maggio 2013

due infortuni due casi trattati differentemente


A raccontarla tutta la vicenda degli infortuni(sic) ILVA e solo di questi ultimi anni ci vorrebbero altro che le puntate di Beatiful!
Ieri altro , ennesimo infortunio. Cambia lo scenario, cambia la scena e il sito, ma le cause sono le medesime.
L'ultimo in ordine di tempo prevede un operaio di manutenzione, che salda su un ponteggio di circa 4 metri in altezza al convertitore 3 dell'Acciaiaeria 1 ( in totale ce ne sono sei di convertitori , tre in Acciaieria 1 e tre in Acciaieria due ). Cosa contraddistingue questo operaio? . Non indossa nessun strumento o indumento di sicurezza se non i normali scarponi, tuta in tela e gli attrezzi di lavoro ( visiera di protezione e guanti) . Nessuna cintura di sicurezza ( eppure lavora in altezza) , ne altro alla bisogna. Ma sopratutto il ponteggio è fatta alla bene o meglio, instabile, insicuro , fatto con lamiere arrugginite, e materiale di risulta. ( in una acciaieria che manca dell'acciaio degno di questo nome) . I soccorsi sono arrivati dopo ore in quanto l'accesso era impedito dall'impalcatura e non previste le vie di fuga. Se si analizza l'infortunio di Benedetto ( così  si chiama l'operaio) con le decine al mese che non salgono alla ribalta della cronaca nazionale e si e no a quella locale ( i giornalisti dei mass media locali da sempre pagati da Riva) hanno tutto lo stesso minimo comun denominatore.
Vogliamo parlare di quell'operaio caduta in una buca lasciata scoperta e non recintata dove viene scaricata l'acqua di raffreddamento della cokeria? o dell'operaio del reparto finitura a cui è stato tranciato un piede rimasto incastrato da un lamiera in movimento? Ma ne potrei raccontare ancora all'infinito. Appunto come le puntate di Beatiful!
Solo ignoranti ( nel senso di ignorare) o solo conniventi e correi possono non vedere in questi "incidenti" una reato di colposità se non di dolosità e premeditazione! Infatti sindacati conniventi, politici locali, e nazionali, preti e vescovi locali parlano ogni volta con le lacrime agli occhi e la mano al petto di disgrazie, di spiacevoli inconvenienti, di luttuoso evento ecc ecc . E non sarà strano se oltre al danno la beffa che potrebbe arrivare a far pagare a quell'operaio i danni materiale per aver danneggiato materiale di proprietà dell'azienda ( non è una esagerazione. E' già successo altre volte!)

Perché racconto tutto questo?
Perché mi indigno nell'assistere come viene trattato solo a livello mediatico la sparatoria di Montecitorio e il ferimento di quel carabiniere , immolato sull'altare dell'eroe nazionale e simbolo del "lavoratore caduto nel compimento del proprio dovere" i minuti di silenzio in tutti i campi di calcio, in tutte i talk show televisivi, le prime pagine per giorni e giorni, le addirittura conferenze stampa della figlia elevata ad eroina ( e può anche darsi che lo sia) e il silenzio assordante, tombale che ogni giorno e piu volte al giorno sommerge i molti lavoratori uccisi o feriti  per mano dei loro sfruttatori  , in nome del profitto e del progresso. Al massimo , quando va bene alcune ore si sciopero, una prece e poi tutto come prima peggio di prima!

Questa non è retorica, non è melenso pietismo, ma oggettiva razionalità. Mettete a confronto gli uni e gli altri casi. Perché gli uni sono eroi e gli altri solo incidenti inevitabili e persino qualche volta deprecabili?