21 maggio 2013

Già fatto!


Leggo solo oggi di una notizia che per me ha dell'inverosimile, ma che è coerente a pensarci bene con il clima di democrazia esautorata in cui ci stiamo da tempo incamminando. "Dalle e dalle si piega anche u' metall" diceva Arbore . E da almeno un decennio e non solo in Italia che si vuole censurare la rete, ed applicare le leggi sull'editoria in rete e specificatamente il reato di "Istigazione a delinquere e apologia di reato" a mezzo blog oltre che a mezzo stampa. Ci fu anche il tentativo di una legge nel governo Berlusconi, poi lasciata decadere. Ora là dove non arriva il parlamento arrivano i giudici. Infatti sono stati i commenti altrui a causare la condanna a nove mesi di carcere per il gestore della pagina Facebook Cartellopoli, dedicata alla lotta al degrado urbano di Roma. Sono arrivate le motivazioni della sentenza di due mesi fa con cui Massimiliano T. veniva condannato per "Istigazione a delinquere e apologia di reato", su denuncia di una società di affissioni. Al di la del caso singolo qual'è la strada apertasi con questa sentenza? Che basta che qualcuno mandi un commento sul tuo blog o pagina facebook e che il gestore della pagina non la censura prontamente per consentire di essere condannato. Per chi frequenta la rete sa perfettamente che è praticamente impossibile controllare in tempo reale tutti i commenti e i post che arrivano, specialmente su pagine di Facebook . Qual'è allora il messaggio? Non avventurarsi nel pubblicare temi scottanti e problematici che possono generare commenti "pericolosi". Basta questo a mettersi al sicuro? Naturalmente no perché chiunque anche in forma anonima può postare qualcosa che qualcun altro( naturalmente uno potente)  lo ritenga offensivo  ed ecco che il gioco è fatto!
In realtà la Boldrini che invocava leggi più severe sul web in realtà è stata superata da destra! Già fatto qualcuno potrebbe rispondere.