6 maggio 2013

Letta collaboratore fallito di Monti ora ci è riuscito!

 
La gazzarra inscenata dai mass media italioti, è tutta imperniata su temi berlusconiani . Eliminazione dell'IMU, finanziamento della CIGS e naturalmente coniugare rigore con crescita,, i temi del lavoro e dei giovani , solo enunciati senza indicare vie d'uscite e prospettive concrete e sopratutto con che soldi.  Letta si presenta come una timida svolta , un mettere toppe al rigore troppo "rigorista" del governo Monti e parla della controriforma della Fornero nascondendo in realtà la messa a punto della riforma voluta e appoggiata dal PD e che Letta aspirante collaboratore di Monti ( ricordate il pizzino passato sottobanco dall'attuale premier a Monti, con la sua completa "messa a disposizione"?) , accettata dai sindacati , in primis dalla CGIL.
Dietro questo can can e dietro i piccoli aggiustamenti su IMU e CIGS , in realtà si nasconde qualcosa che da tempo si ventilava , dietro le quinte, ma che nessuno lo dice anche se velatamente spunta qua e la tra le righe. E' lo spettro che ci perseguita, quello che perseguita tutti i paesi d'Europa, le manovre, manovrina chiamate con tutti i nomignoli e appellativi più o meno accattivanti e che ci perseguiteranno a scadenza semestrale e annuale( già si parla di 5/6 miliardi ma che facilmente arriverà a 10). Il fabbisogno di spazzolare ricchezza in realtà non sono i temi che oggi si sbandierano, questi servono solo a mascherare fabbisogni ben più reconditi( non tanto ). C'è alla base il fiscal compact, ( la prima rata di 47 miliardi scade quest'anno e per vent'anni ci perseguiterà) , il finanziamento alle missioni di pace in scadenza ( in realtà la penale per il vassallaggio all'imperialismo USA e il pizzo da pagare alle industrie belliche italiane e mondiali). Letta non è altro che la continuazione di quel che ha portato avanti Monti. Non a caso la composizione del suo governo rispecchia esattamente quello precedente. E l'affinità di vedute fra i due è appunto testimoniata da quel famoso messa a disposizione!
Ma al di là delle parole vediamo i numeri.
Prendiamo come base di partenza il DEF (Documento di economia e finanza) 2013, varato dal governo Monti il 10 aprile scorso, che approderà in questi giorni nelle aule parlamentari.
Tutti si sono affrettati a giustificare il governo Monti , ora che l'evidenza dei dati stanno li a dimostrarlo, che l'austerità ha penalizzato lo sviluppo, ma non si poteva far altro per salvare il Paese. Peccato che il «salvataggio» non vi sia proprio stato. Quando Monti entrò a Palazzo Chigi il debito ammontava al 120% del pil. Ora, dopo aver raggiunto al 31 dicembre 2012 il 127%, è lo stesso DEF a prevederlo oltre il 130% a fine 2013. E non è nemmeno causa della crisi mondiale, visto che l'Italia è sempre più fanalino di coda e i conti dell'Italia sono i peggiori in Europa.

Ma facciamo parlare i numeri che in economia contano più che le parole.

Partiamo dal rapporto deficit/pil. Per il 2013 la previsione iniziale era di un -0,5%, diventato in  un -1,8%, arrivato  al -2,9%. Per la cronaca la differenza ammonta a circa 38 miliardi di euro (sempre per la cronaca, l'equivalente di 9,5 abolizioni integrali dell'IMU sulla prima casa).
Analoghe correzioni riguardano il 2014 ed il 2015. Per il 2014 la sequenza è: rispettivamente  -0,1%,  -1,5%,  -1,8%. Per il 2015 abbiamo:  0,  -1,3%,  -1,5%.

Vediamo ora il rapporto debito/pil, partendo sempre dal 2013: 121,5%, 126,1%,  130,4%. La differenza tra la previsione iniziale e quella finale ammonta a circa 140 miliardi di euro (l'equivalente di 35 abolizioni integrali dell'IMU sulla prima casa).
Correzioni ancora più ampie sono state apportate alle previsioni per il 2014 e il 2015. Per il 2014 questa è la sequenza:  118,2%,  123,1%,  129,0%. Per il 2015:  114,4%,  119,9%,  125,5%. Per chiudere sul tema giova solo ricordare che secondo la stessa Commissione UE queste stime sono troppo ottimiste. Per Olli Rehn il debito sarà al 131,4% nel 2013 ed al 132,2% nel 2014. Tuttavia l'esperienza fa ritenere che alla fine anche queste previsioni verranno corrette in peggio, forse non di poco.

Come spiegare queste differenze fra previsioni e consuntivi? Forse che Monti e i suoi adepti sono incompetenti ed ignoranti? Poco credibile. Più probabile che mentivano sapendo di mentire. Queste cifre ci dicono,, invece a mio parere, che il debito ha raggiunto un livello tale che non sarà mai possibile risanarlo e rincorrere il pareggio di bilancio indebitandosi ancor di piu è come il paradosso di Zenone di Achille che tenta di raggiungere la tartaruga che ha un piccolo vantaggio su di lui. Il vero problema di tipo essenzialmente finanziario è quello che ci viene propinato come soluzione! Il fiscal compact è la vera ragione delle infinite manovre e manovrine che a scadenza ormai fissa qualsiasi governo ci propina e ci propinerà.
O si pone all'ordine del giorno il rifiuto del Fiscal Compact e il non pagamento dei debiti pregressi ( l'azzeramento degli interessi, accompagnata dal rimodulamento dei debiti pregressi e una politica di finanziamento in conto capitale per lo sviluppo della economia reale) oppure tutte le parole che ci racconteranno i governi attuali e quelli futuri saranno solo prese per i fondelli!
Specchietto per gli ingenui!