14 luglio 2013

Bondi ? Chi è costui?


Con il decreto ILVA viene nominato reso possibile la nomina a commissario straordinario Enrico Bondi, il subcommissario Edo Ronchi. Compito sarà l’attuazione delle prescrizioni Aia. A tal fine è stato stanziato la cifra di 1,8 miliardi di Euro che fatti due conti e visti i precedenti in realtà molto minori rispetto alla realtà tarantina tali fondi basteranno a malapena ad effettuare solo la copertura dei parchi minerali ben lontano non solo dalle direttive AIA , già minimaliste, ma insufficienti ad isolare dal terreno quei cumuli di minerale di ferro, carbone e calcare. Una lavata di faccia insomma, una presa di fondelli, soldi, buttati dalla finestra, sprecati solo per la finalità di salvare il salvabile, ma non certo per iniziare l'opera di bonifica e salvaguardia degli impianti e dei cittadini.
Ma qui vorrei parlare di Bondi . Cambia la governance ma non l'approccio al problema. Ieri i consulenti e fiduciari del padron Riva consideravano Taranto una delle città meno inquinanti oggi il commissario straordinario scrive che
«i criteri adottati e la procedura valutativa seguita dall'Arpa e dalla Regione Puglia nel rapporto sulla valutazione del danno sanitario dello stabilimento Ilva di Taranto presentino numerosi profili critici, sia sotto il profilo dell'attendibilita scientifica, sia sotto il profilo delle conclusioni raggiunte»
Questa lettera pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno è stata inviata,dall'attuale commissario Bondi, l'uomo che dovrebbe risanare e bonificare lo stabilimento ( con 1,8 miliardi!) all'Arpa, all'Ares, all'Asl di Taranto e al presidente Vendola alla
fine di giugno e prosegue
«tali profili critici siano compiutamente e specificatamente esaminati e considerati, prima della sottoposizione del 
rapporto alla Giunta regionale prima della presa d'atto».

Una vera e propria minaccia un ultimatum . Tutto questo avveniva quando Bondi era stato nominato direttamente dalla famiglia Riva come responsabile e AD dell'ILVA. Cambia il ruolo , ma l'uomo e il suo pensiero non cambia di certo. Quale garanzia può dare un uomo che pensa e scrive queste cose?

Per Vendola da sempre , fin dal suo insediamento, vicino alla proprietà e all'esigenza del profitto più che alla salute dei lavoratori e dei cittadini tarentini dimentico di quel che gli veniva detto e scritto dall'attuale commissario
 
«il Piano di innovazione è importante» ma «il commissariamento è una vera svolta» perché, oltre a poter offrire «l’occasione di trasformare Taranto in un modello», può rendere «l’inquinamento soltanto un ricordo».

Più scettico e sintetico il sindaco Stefano
«si sono persi sette mesi e Taranto fino a questo momento non ha visto il benché minimo vantaggio».
Si perché Bondi è quello stesso che a suo tempo allegò alla sua lettera un dossier di 44 pagine, firmato dai
consulenti Ilva dove cercavano di demolire gli studi scientifici sull'impatto delle emissioni dell'Ilva compiuti dall'Arpa, dai consulenti del gip Patrizia Todisco e dagli esperti del Ministero della Salute autori dello studio «Sentieri» I consulenti scelti da Bondi ripescavano tesi già utilizzate, in passato, dalla famiglia Riva riguardante la diffusione del tumore al polmone tra i tarantini.secondo cui, non è dovuta agli effetti dei fumi prodotti dall'acciaieria più grande d'Europa ma agli stili di vita dei tarantini perché
 
«è noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato piu alta rispetto ad altre aree del Sud Italia dove per ragioni economiche il fumo di sigaretta era ridotto fino agli anni '70».

Ora questo stesso Bondi è stato chiamato a risanare quello stesso stabilimento che emana aria profumata, salubre come aria di montagna.  , e che timori e malattie asmatiche e polmonare sono dovute al fumo eccessivo di sigarette, vizio che persino i ragazzini di cinque anni ne sono affetti.
Quale fiducia possono avere i cittadini tarentini di fronte a questa scelta e a questo decreto? Al futuro e a questo governo? Quale arma legale  hanno a disposizione visto che nel decreto Letta è stato stabilito che nemmeno la Valutazione del danno sanitario potrà modificare le prescrizioni Aia e che la Regione potrà al limite chiedere il riesame della stessa Aia?
Ormai non c'è piu spazio per la legalità .
Il novecento ha decretato che Dio è morto, il duemila che la legalità e la democrazia nel nostro paese sono morti!