9 luglio 2013

Per me pari son!


Partiti di destra e di centro sinistra Brunetta, Tremonti, Monti, Letta e Bersani dal punto di vista della politica economica e anticrisi, sono uguali, perché uguale è l'ideologia che li sorregge ( su altri aspetti mi riservo di puntualizzare)
Prendiamo a riferimento l'attuale governo Letta. Di tutto punto ha messo in varo il decreto "Del Fare" e già qui si vede come ripercorre le decine di provvedimenti dai nomi più suggestivi e coreografici che il suo precedessore e, da Letta e dal suo partito, sostenuto, che riservava l'efficace dei provvedimenti più al titolo che ai contenuti.
E i risultati si vedono. Nel senso che i risultati erano tutti verso e contro il lavoro e i lavoratori al di la dei titoli e delle premesse. Ma veniamo al "del Fare" e in particolare ai capitolo riservato al rilancio del lavoro. Il presupposto, e devo pensare che più che ignoranza è proprio malafede, è che il lavoro manca perché gli imprenditori forse non vogliono, forse sono restii , forse non si fidano , potrebbero ci sono le condizioni di mercato, ma per timore non assumono.  E il vecchio e i precedenti governi, come l'attuale puntano solo a pillole di ottimismo( ricordate Berlusconi , i ristoranti pieni, i supermercati affollati?) , ad agevolazioni e sgravi che possono scuotere la classe imprenditoriale , ed invogliare ad assumere. Si può pensare che il presupposto sia questo? Le condizioni di fabbriche , esercizi pubblici che chiudono ( una stima prevede 2 esercizi ogni tre giorni che chiude) , il calo precipitoso dei consumi interni, le autostrade nei tradizionali giorni di esodo registra un calo del 30% del traffico, sono condizioni da addebitare a condizioni psicologiche o umorali? e le pillole di aspirina possono far star meglio il malato di cancro? Mi vien da pensare, invece, che o non sanno che pesci prendere ( non hanno le condizioni interne e le pressioni esterne) o che gli obbiettivi che gli sono stati imposti vanno nella condizione in cui versiamo. ( la seconda che ho detto)
Un altro aspetto che va nella stessa direzione è la questione delle Province e l'accorpamento dei comuni in aree metropolitane. Ora è evidente che il vero risultato che si vuol raggiungere è avere meno spazi di democrazia e di partecipazione. E la riottosità nel cambiare la legge elettorale va in questa direzione. Ma , anche qui, il titolo è per risparmiare. per abbattere il debito pubblico. Allora vediamo questo risparmio. Intanto i sindacati gialli supporter dei vari governi fin qui succedutesi che hanno nella funzione pubblica il loro bacino "d'utenza" hanno già posto il veto ai vari governi succedutesi che avevano tutti lo stesso pallino. I dipendenti e le funzioni non si toccano, Verranno ripartite fra regioni e comuni.
Vi immaginate il caos che avverrà?
Spostare tutti gli uffici e funzioni e compiti , lavoratori dalla Provincia verso Regioni e comuni,? Ci vorranno secoli prima che il tutto si metta a funzionare ( se mai si rimetterà a funzionare) Il cittadino che non saprà e che non avrà nessuno che gli potrà indicare dove andare a sbrigare pratiche che prima erano di competenze della Provincia e che ora non si sa che fine hanno fatto? E muoversi dal più sperduto paesino per raggiungere il capoluogo di regione a consegnare un documento o aprire una pratica in prefettura. ( si perché , tra l'altro la PEC tanto decantata da Brunetta non solo non funziona , ma nessuna amministrazione se la copre più di tanto)
E tutto questo per poter risparmiare il costo della politica Si sa a quanto ammontano le spese annuali per mantenere consiglieri e giunte provinciali? 122 milioni ( Uno studio di Lanfranco Senn e Roberto Zucchetti) su una spesa complessiva di 500 milioni. Ma di cosa stiamo parlando? Nemmeno mezzo F35 verrà a costare come spese di gestione ( e quindi annuale) quanto l'eliminazione di consiglieri e giunte di tutte le province!. Se fosse veramente problema di costo della politica, perché non provvedere ad abbattere compensi, ri-compense, vitalizzi e quant'altro agli amministratori? Basterebbe dimezzare tale voce di spesa per lasciare le funzioni a disposizione dei cittadini . E sarebbe un risparmio secco!
E veramente una esigenza di risparmio o un altro tassello verso una democrazia autoritaria ? Una democrazia senza demos e con solo cratos?