21 ottobre 2013

La paura fa novanta!


da qui a metà novembre scioperi a livello territoriale per protestare contro le misure contenute nella legge di Stabilità varata la scorsa settimana dal governo.
Questo è un altro risultato delle due giorni di protesta. Il primo è la convocazione dal ministro Lupi per martedi . No che ci si aspetta molto, ma è significativo che prima nessuno se li cacava questi quà, Oggi vengono convocati Vuol dire che la rappresentanza ha cambiato volto e faccia per il potere. Il potere o la facciata del potere, si è convinto che ormai la Triade sindacale non rappresenta null'altro che la burocrazia sindacale e che anche il loro ruolo di pacificatori e di pompieri ( così si diceva un tempo) ormai è stato scoperto.
Ed è per questo che il burocrati sindacali corrono ai ripari, timidamente, singhiozzando e indicono a livello territoriali proteste e scioperi. Anche in questo si dimostrano ancora incapaci pur anche a tamponare le falle e gli squarci che si sono aperti nel loro ruolo di mediazione e di rappresentanza. Il nuovo nascente blocco sociale, quel che si spera possa essere il nuovo soggetto politico fatto di immigrati, di precari, di homeless , di sfrattati, collegati con il mondo del lavoro ( significativo in questo il collegamento della giornata del 18 e quella del 19 avendo come sito di collegamento Piazza San Giovanni luogo storico della sinistra di classe. Qui è terminato la giornata di sciopero generale della USB e dei Cobas, dei CUB, e del mondo del lavoro da esso rappresentato , da qui è partito l'altra faccia della composizione di classe) Con questo blocco occorre fare i conti, d'ora in avanti.
Ma non tutto è rose e fiori. Occorre non distruggere il bambinello appena nato e occorre non chiudersi in se stessi nel risultato raggiunto. Occorre collegarsi anche al mondo del lavoro che poco è stato partecipe alle giornate di lotta. Occorre che il blocco si allarga anche ai cosidetti "cognitari" ( non nuovo soggetto politico come qualcuno vaneggiava negli anni passati, ma solo una componente della classe, insieme a quelli della partita iva ) , ai lavoratori del PA e del Pubblico impiego ancora poco partecipe , anche se stangati più che mai, ancorati alle burocrazie sindacali tradizionali, ai precari della scuola, ai pensionati, insomma a tutti i settori della classe che ieri e avant'ieri non erano presenti. Occorre lavorare su queste masse e convincerli che ormai le burocrazie sindacali e i partiti tradizionali ( PD in primis, men che mai il glirrismo) non li rappresentano più e che occorre la partecipazione e la presenza ad personam nelle lotte che l'autunno "caldo" prossimo ci aspetta!