25 gennaio 2014

Non è solo questione di preferenza!


La sinistra del PD , per sopravvivere e non fare la fine che fecero le correnti , quella lombardiana e quella achilliana, del già partito craxiano , stanno ingaggiando una battaglia contro la segreteria avendo come casus belli "le preferenze" all'interno dell'Italicum. La fanno in nome della "democrazia" e del "rispetto della volontà del corpo elettorale" E' evidente che non sono credibili, hanno la coscienza sporca, perché hanno fatto di più e di peggio contro le stesse supposte motivazioni. La stessa battaglia , ma con motivazioni diverse e diversa corposità la sta conducendo NCD, i "traditori" come vengono definiti, "gli opportunisti" come sarebbe più realistico definirli. Ma qui la battaglia viene condotta per pura esistenza e pura propaganda di visibilità. Stesso stendardo motivazioni, fini e scopi diversi. 
E dell'impianto elettorale, della coerenza e logica conseguenza all'interno delle istituzioni, non ne può fregar de meno a nessuno. Perché è evidente che con o senza le preferenze l'impianto della legge cambia! E allora a cosa si sta pensando? Credete veramente a che la legge contenga elementi di democrazia e di partecipazione? 
Ma fatemi il piacere! 
La legge come la girano e la voltano, l'impianto della legge è fondamentalmente incostituzionale. Passeranno anni , come è già successo per il Porcellum, ma la legge sarà nuovamente sentenziata incostituzionale dalla Corte. Appena avranno un momento di lucidità. 
Gli ingegneri stanno ora pensando di introdurre la doppia preferenza. Pensate un po a quanto cara gli fu quell'ermo colle della democrazia! 

Un voto di preferenza al listino bloccato ed uno a due candidati , meno che al capolista, ed uno per genere! 

( a proposito fra gli ingegneri vi è quel campione di Violante, si quello che aveva fatto il patto con Berlusconi a che fossero fatte salve le sue televisioni, e quello dei ragazzi di Salò)  

Gabbie alla libera scelta del votante a sbarre meno fitte non si poteva pensare! Ma cosi possono sempre dire che si è fatto salvo il principio delle preferenze , non solo, ma anche delle quote rosa. 
E ora  Nun C Scassat O Cazz 

Ma è l'impianto che fa acqua da tutti i punti di vista. 
Ne sottolineo uno.
I partiti alleati , mettiamo col PD, che prendono meno del 5% non entrano nel parlamento.Quei voti sono na' schifezza della schifezza. Ma quegli stessi voti sono però utili al partito maggiore perchédeterminanti a fargli avere il premio di maggioranza! 
Faccio un esempio 
Il partito maggiore prende il 19% e i quattro partiti di coalizione il 4%. I quattro partiti escono di scena , ma il partito al 19% dei voti effettivi ne contabilizza ben 35% e quindi avente diritto al premio per il 53% dei seggi! Naturalmente i rappresentati dei partiti avranno le giuste e doverose ricompense come posti nei consigli di amministratori, direttori di enti e ASL, ecc ecc  ( il caso dello scorso consiglio regionale del Lazio. Il PDL di Roma non entro per brogli alla presentazione della lista. La lista di coalizione vinse e la Polverini provvide subito a nominare consulenti, interni ed esterni, amministratori e assessori esterni  naturalmente tutti del PDL di Roma). La lista vinse. 
Si può dire lo stesso per i votanti di quelle liste minori? 
Ma potrei continuare e il post diventerebbe una enciclopedia Treccani per numeri di volumi e tomi.