22 gennaio 2014

Per sanare il porcellum si ammazza la democrazia


La legge era indispensabile. L'aveva detto anche la Corte Costituzionale. Mai più sistemi bloccati, ma voto proporzionale e voto di preferenza! Poteva questo Parlamento che per oltre la metà è fatta di uomini che non dovrebbero legalmente sedere su quei scranni dichiarati illegali dalla stessa Corte, potevano questi signori che prendono oltre 12 mila euro di stipendio , senza base elettorale, non eletti, ma nominati, approvare una legge con le preferenze che li avrebbe visto fuori dal Parlamento? Naturalmente la risposta è sottintesa. 
Ma accanto a questa ragione di origine diciamo pragmatica c'è anche un'altra più profonda ragione. Siamo in dirittura d'arrivo verso una democrazia autoritaria. Democrazia nella forma, autoritaria nella sostanza. E' il capitalismo finanziario che ce lo chiede , questa volta. Ce lo ricorda Rudolf Hilferding. Altro che l'Impero e la fine degli Stati( affabulazione negriana). Siamo invece sempre più verso gli stati nazionali. Stato e finanza diventano (e sono tuttora) un’unica cosa. Basta guardare nel mondo come personaggi della Finanza diventano politici e viceversa! E se non direttamente per interposta persona sempre legati a doppio filo. 
La legge elettorale di Renzi rientra in questa logica. 

Una legge che invece di eliminare un distorto premio di maggioranza affida il 18% dei seggi alla coalizione o partito che prende il 35% . Paghi uno prendi due. E se nessuna formazione raggiunge la quota minima del 35% vanno al ballottaggio i due che hanno preso maggiori voti. Per assurdo potrebbe prendere la maggioranza persino quella formazione che prende decimali di voti! E la scelta diventerà sempre più ristretta e sempre più omogenea nel supermercato delle elezioni! 

Ma non basta a rendere il salotto sempre più di élite , sempre più esclusivo, si pone la barriera del 12% per chi è in coalizione e dell'8% per chi corre da solo e 5% per le liste coalizzate. Stante agli attuali sondaggi correrebbero solo PD PDL e M5S. Questo significa corsa alle coalizioni e con il ballottaggio ancora più concentrazioni in patti elettorali. Le coalizioni che non si sono formate al primo turno si allargheranno al secondo turno.


Se nel primo turno mi sono scelto gli amici più intimi nel secondo allargo la cerchia anche ai nemici. 

Ma in questa idea bizzarra e contorta in questo bizantinismo e voli iperbolici di ingegneria istituzionale potrebbe anche succedere che in una coalizione vincente, se tutti i partiti minori non superano il 5%, il partito maggiore si vedrebbe assegnati, da solo, il 53% dei seggi! Alla faccia della democrazia!   

Tutto questo in nome della governabilità Uno dei mantra ispiratori , formalmente. Una menzogna colossale! La storia degli ultimi decenni , da quando quello sciagurato di Segni figlio ( del padre per ritegno meglio non parlarne) e dei suoi seguaci hanno affabulato intorno al maggioritario, le coalizioni si sono dimostrate per quello che sono. Coacervo di interessi diversi e spesso contrapposti, messi insieme dalla colla delle poltrone, e una volta insediatesi le spinte diventano forze centrifughe incontenibili. E' successo con Prodi, è successo con le maggioranza bulgare di Berlusconi. 

L'altro punto fondamentale posto dalla Corte Costituzionale è la rappresentatività che è il fondamento di una democrazia borghese. Una testa un voto. E' il mantra. Bene come è stato recepito da Renzi? 
Liste bloccate e corte decise dalle segreterie di partito , collegi piccoli in cui le liste minoritarie avranno maggiore difficoltà . 
E la rappresentatività, la facoltà di scegliere il proprio candidato?

Ma è nelle liste corte! Più corte sono le liste più è individuabili l'eletto che non si potrà nascondere dietro gli altri nomi e quindi chi vota la lista sceglie il candidato. 

Fra tutte le fregnacce che gli itaGliani si bevono questa è veramente il massimo tanto grossa che non vale nemmeno spendere una parola. 

Ora alla luce di quanto detto ci si rende conto che un Parlamento cosi fatto, con l'aggiunta di minor numeri di "nominati" e con una camera legislativa in meno la fatica del controllo politico diventa cosa risibile. Il potere ricattatorio da parte delle segreterie di partito aumenta a dismisura. 
Una piccola ciliegina. L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che dipenderà semprepiu dai privati che li finanza , non tanto al partito , ma quanto al leader che si candida alla guida e direzione ( Renzi , ma non solo lui, docet) rende il controllo dei partiti un giochetto ridicolo per il potere finanziario. 
Vi stupisce quindi che Unicredit abbia data la sua benedizione a questa legge?