1 marzo 2014

Ma le chiacchiere sono tante Son i fatti conseguenti che stanno a zero!


E' appena finita la comparsata di Renzi per la scuola di Treviso, contestato tra l'altro da quelli di Forza Nuova. Mi sembrava tanto Berlusconi nei suoi primi anni di discesa in campo. Quello chiedeva chi tenesse per il Milan, questo chi per la Fiorentina. Stessa declinazione, stesso paradigma. Avverte che se qualcuno ha qualcosa da dire che scriva presso alla sua e-mail privata . Insomma una versione berlusconiana riveduta e ringiovanita. 
Se si investe nella scuola il Paese riparte. Demagogia spicciola. Scommetto che quando andrà , se andrà che so, alla fabbrica di cera Pongo dirà , "son convinto che o si investe nella cera Pongo o il Paese non riparte! Caro il mio ragazzotto di La Ruota della Fortuna. Il Paese riparte se si sciolgono i nodi che ci impone la Troika , se non riparte la domanda aggregata, se non aumentano salari e stipendi , questo si, son nodi cruciali, Insieme naturalmente alla riforma della scuola, delle Università che il tuo Partito ha tagliato in tutti questi anni. Dov'eri quando si tagliavano posti di lavoro e investimenti alle scuole?  Ma su queste domande potrei scrivere tonnellate di bit alla sua e-mail non riceverò mai risposta come non ne ho ricevuto alle mie domande che gli ho rivolto in queste settimane. 

Ma di un'altra cosa vorrei parlare. Da un paio di anni che mi chiedevo come mai non fosse possibile ricostruire le scuole e gli edifici pubblici fatiscenti secondo le nuove tecnologie sicuramente  con sistemi antincendio, antisismiche, più rispettose dell’ambiente e, perché no, anche più belle. Utilizzando il legno per esempio! Case prefabbricate in legno secondo tecniche di montaggio di bioedilizia. Le ho viste per la prima volta in Norvegia e poi in Danimarca. Naturalmente con pannelli solari sui tetti.  Si abbattono i i tempi di realizzazione degli edifici. Per realizzare le nuove strutture saranno sufficienti, infatti, 6-8 mesi invece dei 30 mesi e oltre necessari per un edificio tradizionale. Una scuola in legno di 15 classi richiederebbe 8 mesi contro i quasi due anni di una scuola tradizionale. Altro vantaggio, la maggiore funzionalità: è possibile infatti modificare rapidamente la composizione delle aule e la stessa organizzazione degli ambienti interni. Anche i costi saranno più contenuti, soprattutto per le spese di esercizio. Il legno, ad esempio, è isolante e questo consentirà di avere un risparmio sul piano energetico pari al 40%. I tempi burocratici sono pressochè annullati, in quanto le strutture non hanno bisogno di licenze edilizie ecc ecc . 
Poi mi è giunta notizia che a Milano il sindaco Pisapia si è mosso in questa direzione I primi progetti di bioedilizia saranno inseriti nel bilancio di previsione del 2014: in particolare sarà ricostruita la scuola di via Viscontini. Qualora arrivassero i fondi per l’edilizia scolastica del governo, la priorità è per le 27 scuole costruite negli anni ‘70-’80 con prefabbricati di durata trentennale che, ormai, devono essere sostituiti.Il costo si aggirerebbe sui 10, 12 milioni di euro. Ha dichiarato il sindaco

Ora naturalmente questa mia proposta è stata inviata a matteo@governo.it. Basterebbe poco, almeno a finanziare questo primo progetto pilota. Basterebbe un finanziamento da parte della Cassa Depositi e Prestiti, ai Comuni che vedrebbe il ritorno in termini di occasioni di lavoro. 
Mica ci vuole una rivoluzione bolscevica! E non usciremo dalla crisi per questo, ma almeno un attimo di respiro. E che cazzo......! 
Ma le chiacchiere stanno a zero e i fatti stanno ancora meno!