21 maggio 2014

Alfano-Diritto alla Casa: dichiarazione di guerra


Ne avevo già parlato ieri. Oggi puntualmente arriva il primo atto di guerra da parte del ministro Alfano. Il giovane promettente , il rampollo cresciuto sotto la gonna del suo maestro Berlusconi, il parricida, che spera di poter far da solo, con quest’atto insieme a quello del suo compagno di merenda Lupi, mostrano i muscoli di fronte al proprio elettorale dichiarandosi condottieri nella guerra per la “legalità” ( Naturalmente stiamo parlando di quella legalità a senso unico e soprattutto di una legalità da loro stessi definita e approvata a furia di voti di fiducia, di una legalità senza legittimità e senza riscontro nel sociale)
Ma è una guerra già persa in partenza per loro.
E l’atto di ieri, quello dell’arresto di Paolo e di Luca è più una dimostrazione di debolezza che di forza.
L’arresto vuole oltre che mandare un segnale forte e chiaro è un atto di intimidazione che spera di far arretrare e di incutere paura al movimento tutto.
Ma quello del diritto all’abitare è un movimento sui generis. E’ composto per la maggior parte dei casi di singoli individui, con famiglia a carico e bambini spesso piccoli, che sono sull’orlo della disperazione. Quale paura più grande è per una madre non poter mettere un tetto sulla testa dei propri figli? E quale atto di disperazione può compiere un padre di fronte all’impossibilità di accudire, proteggere e difendere la propria famiglia? Per questo hanno occupato le case. Perché loro mille euro al mese per un affitto non lo possono pagare ed è per questo che le case se le sono prese, recita uno slogan ben azzeccato della loro situazione. Se anche dovessero tagliare acqua e luce ( art 5 della loro legge e della loro legalità) , loro occuperebbero altre immobili, perché Roma è piena di case sfitte e abbandonate spesso di proprietà del Comune, o del demanio, caserme abbandonate, ex fabbriche in disuso ecc. ecc. Dovrebbero arrestarli tutti , perché ognuno di loro è un potenziale occupante! Praticano la illegalità , perché non riconoscono la loro legalità perché impossibilitati a rispettarla. La loro legalità è il loro bisogno, le loro necessità!
L’altro aspetto che rende quel movimento cosi forte è che pur riconoscendo in Paolo e Luca i leader di quel movimento, quel movimento ha avuto la capacità di creare mille leader in subordine, tutti pronti a prendere la testa del movimento in caso di necessità. Lo si è visto, lo si vede durante le trattative con la Questura e i funzionari celerini. Ogni volta è un volto nuovo, giovane , ragazzo o giovane donna che con disinvoltura e senza timori o paura affrontano con piglio risoluto il confronto/scontro con i celerini. Ognuno di loro cresce e sta crescendo e son pronti e tutti riconoscono , di volta in volta,  la nuova leadership, ognuno segue perché sa che la prossima volta potrebbe essere lui il deputato a dover dare indicazioni di lotta. E’ questa la loro forza. Nessuno li rappresenta e tutti sono rappresentanti.
Possono arrestare tutti loro ogni volta che un volto nuovo si affaccia alla ribalta?
Si può arrestare il bisogno di un tetto?

Per questo la guerra che Alfano e Lupi con in testa Renzi e il PD hanno ingaggiato è una guerra già persa in partenza.
Inoltre questo atto di questa vicenda mostra come il ceto politico sia inadeguato, culturalmente impreparato e ignorante di fronte a movimenti di protesta e di dissenso che proviene dal basso.
In altre epoche, e i democristiani in questo erano maestri, la politica non affrontava le emergenze con piglio risoluto, con il muro contro il muro, ma accerchiava, aggirava, rabboniva, addolciva per poi dividere , spaccare il fronte avversario e imperare. Perché avevano imparato , dalla Storia e dalla Politica perché avevano fatto gavetta e soprattutto avevano studiato. Perché si può fare gli interessi dei palazzinari e della finanza sia con intelligenza sia con pressapochismo e impreparazione politica.

Questa politica e questo ceto politico si schianterà di fronte a questo movimento.