10 maggio 2014

Assurdo arrestarlo solo perché ha aiutato un amico latitante


Se si volesse compendiare in uno slogan il concetto di legalità che è diventato senso comune nel nostro paese, basterebbe questa frase. “ ma è una assurdità indagare uno che ha solo aiutato un latitante boss condannato per concorso esterno e tra l’altro quest’uno è un ex ministro degli interni.”

La vicenda è inutile ripassarla. E’ ormai noto che il proprietario di case a sua insaputa , pagate senza che lui ne sapesse nulla e che se avesse trovato chi fosse stato l’autore l’avrebbe denunciato, deputato e politico di Forza Italia, PDL- ma l’appartenenza a forze politiche non ha nessuna rilevanza-, sia stato invischiato in loschi affari tra politica e malavita organizzata. Si stupisce poi se la mafia, camorra, ’ndrangheta abbiano una rilevanza nella vita politica, sociale ed economica nel nostro paese, nonostante gli sforzi di magistratura ( alcuni settori) e di polizia ( alcune frange) per contrastarla? E quando si dice che la mafia ( intesa genericamente come malavita organizzata) è nei palazzi del potere politico qualcuno ancora si scandalizza? E non come caso isolato , ma sistemico.
E manco a farlo apposta contemporaneamente scoppia anche il caso a Milano dell’Expo. Fiumi di inchiostro sono stati versati nel denunciare l’intreccio fra l’Expo e la malavita. Di appalti truccati e di malavita dentro gli appalti se ne è parlato a josa. Ma naturalmente il potere ha sempre negato, sviato i discorsi e persino chiesero ( allora governo Berlusconi con la Lega) il contradditorio pubblico in TV per frasi di Saviano circa i rapporti del potere del Nord ( allora egemonizzato dalla Lega) e la mafia. Maroni, ministro degli interni, fece una filippica, per la verità poco convincente, sull’onestà e pulizia del potere variamente coniugato e a Milano. Poi la magistratura tira fuori storie di malavita e affari intrecciata con la politica.
E vedrete che fra non molto, quando la magistratura torinese si sarà scrollata di dosso la polvere , si scopriranno anche gli intrecci fra  Tav , PD Piemontese e malavita.
Di Pietro , buonanima come magistrato e come politico, ha avuto a dire recentemente che Mani Pulite a confronto con l’oggi era una barzelletta. E infatti mani pulite ha rappresentato solo una pulizia mancata, un inizio non portato a termine, una messa sotto il tappeto del luridume della vita politica italiana. E’ talmente intrecciata a tutti i livelli e tutte le latitudini della scala del potere la illegalità che solo quello che si scopre ed è già tanto, rappresenta solo la punta di un iceberg.
Certo “il tutto a casa” di grillina fattura può rappresentare il naturale moto dell’anima, la normale e spontanea reazione. Ma come le cose istintive e irrazionali , queste servono solo a sfogare la rabbia, ma non certo né la soluzione, né la possibile risoluzione del problema.

Siamo di fronte ad un bivio epocale, ad una possibile svolta o si cambia a desso ,ma non solo come ceto politico, ma come rivolta della società e del senso comune , come modificazione dell’egemonia culturale oppure continueremo a piangerci addosso , e scendere nel degrado sociale sempre più profondo. Ma alla fine sarà solo un prolungare l’agonia, perché la rivolta, meglio se rivoluzione è la che ci attende! Non sarà oggi, non sarà domani, ma alla fine è certo che verrà. Occorre però lavorarci intorno all’idea.