17 maggio 2014

Cosa ne resterà di lui?


Gli irriducibili ottimisti, quelli per cui la speranza è l’ultima a morire, le anime belle, gli incantati, ora pongono tutte le loro fiducie su Cantore. Ma cosa può il nostro uomo all’Avana? Ben poco , dico io, e le avvisaglie si sono già viste ieri. Grasso certamente non è uomo della cupola, ma dentro il sistema vischioso delle istituzioni. La sua proposta di legge, scritte nelle sue migliori intenzioni, è stata stravolta, annacquata resa innocua perché fotografava gli effetti, gli aspetti visibili della realtà ma non la radice, il cuore, le cause della corruzione. Avendo per cultura una formazione da magistrato egli non poteva sfuggire e vedere solo la realtà e a perseguirla legalmente. Inasprimento delle pene, ripristino di reati derubricati o depenalizzati in questi anni e via di questo passo.( http://www.riparteilfuturo.it/wp-content/uploads/2013/03/proposta-definitiva-GRASSO-anticorruzione.pdf)
La proposta dunque va dall’introduzione dell’autoriciclaggio all’inasprimento della legge sul voto di scambio politico – mafioso, stabilendo che sia punito anche chi offre un’utilità diversa dalla dazione in denaro. Integra nel nostro ordinamento una fattispecie di reato che unifichi il riciclaggio e l’autoriciclaggio. Il dibattito parlamentare e la legge che ne uscirà annacqua e di molto gli aspetti repressivi e i concetti di legalità introdotti da quella proposta, rendendo il tutto solo un salvalafaccia rispetto a tutto quello che l’era Berlusconiana ci aveva riservato( e non riferito al suo operato , ma solo per datare il periodo storico).  
Cantore di questo, come di chiunque al di fuori da quella logica, e di chi ha occhi per leggere senza occhiali di sorta, ha rilevato che quella legge è solo l’ aspetto repressivo e non di quello della prevenzione" "per l'ennesima volta la norma sulla concussione, si prova a intervenire sulla prescrizione e si pensa a un falso in bilancio che non ha alcuna efficacia né efficienza". Mentre la norma sull'antiriciclaggio, "così come scritta in Senato, è inapplicabile perché prevede che ci sia nocumento all'economia, meccanismo assolutamente vago". La strada giusta, osserva, sarebbe quella di "occuparsi della corruzione quotidianamente e non quando si verificano fatti come quelli dell'Expo".

Ad andare indietro nel tempo si possono ritrovare pari pari, nelle critiche di Cantore molte somiglianze che quelle esposte da molti operatori di giustizia, comunità che operano sul campo, gente che vive quotidianamente la lotta contro la corruzione e la malavita organizzata e quindi non stupisce le cose che ha detto. Solo i mass media ha esaltato la meraviglia per quelle esternazioni!

E lo stesso Grasso, non dicendolo apertamente, ammette le veridicità delle critiche, giustificandosi col dire che la legge è stata annacquata nel corso dell’iter parlamentare. Ma “meglio questo che niente”
Ora senza sottolineare la mia convinzione che per via istituzionale la lotta alla criminalità e alla corruzione è impossibile. Prima perché risiedono all’interno delle stesse istituzioni ( queste istituzioni) che si vogliono difendere la radice e il nucleo. E non riferendomi solo ai politici, ma a quel complesso di ramificazioni, intrecci, modus vivendi, e “senso comune” per cui è “normale” per un vigile urbano chiedere la tangente o al poliziotto pretendere immunità per i suoi reati commessi e al burocrate la tangente e via via cosi su fino ai vertici. E questo lo sappiamo tutti perché da tutti vissuto, saputo, ne abbiamo coscienza e  conoscenza. Ma lo accettiamo come “normale” o come “inevitabile”

Ma quando anche  per le anime “oneste” , anche per gli “uomini di buona volontà” intimamente convinti di un percorso di onesta e di legalità si accetta il compromesso e si dice “ meglio questo che niente” beh allora vuol dire che la sconfitta è già presente, si è fatta strada nella loro convinzione.

Cosa resterà di Cantore?
Verrà nominato nel libro sei sogni, fra i nomi, insieme a Borsellino, a Falcone e ai tanti uomini che convinti e determinati nella lotta sarà lasciato solo , senza poteri reali, senza uomini e mezzi, con strumenti annacquati e depotenziati. A lui non resterà fra qualche anno, nel silenzio e nell’oblio lascare l’incarico per raggiunti termini di età( o qualche altra scusa)  con l’amarezza di non aver portato a casa il compito che si era prefisso e con l’ultima ( non di importanza , ma solo in ordine temporale) illusione.  Forse gli lasceranno scrivere un libro dei sogni ( o di denuncia) , magari portato a simbolo dai giovani e meno giovane in qualche sporadica e commemorativa manifestazione.
Ma niente di più
Sono convinto di questa conclusione?

Sono convinto con la ragione, lo sono meno con la volontà!