27 maggio 2014

Di Balena Bianca non c'è nulla! Son solo dati letti al contrario!


Su quasi tutti i mass media si parla del ritorno della Balena Bianca, del PD come la DC, del trionfo di consensi di Renzi ecc ecc. Che Renzi e il PD abbia raggiunta la maggioranza relativa rispetto ai votanti non ci sono dubbi. I numeri percentuali sono li a dimostrazione. Ma la bufala che si vuol far passare e che questo si traduce automaticamente in un plebiscito in termini di numeri assoluti, rispetto ai consensi della totalità degli italiani è una mistificazione fatta o con malizia, o per ignoranza o per malafede o un mix dei tre. ( vedi http://vecchia-talpa.blogspot.it/2014/05/come-si-vendono-luci-per-lanterne.html)
E il bello che in questo trabocchetto ci cascano anche quelli che consideriamo i commentatori o fonti di informazioni fuori dal coro. In realtà i consensi del PD sono in continuo calo al pari con l’aumento del voto astensionistico. Meno rispetto alle altre compagini, vero, ma in costante calo. Che voti solo la metà degli italiani, più o meno, non preoccupa nessuno e nessuno vuol fare i conti perché altrimenti tutte le loro certezze cadrebbero in frantumi. Ma prima o poi sbatteranno la faccia contro il muro!
Ma veniamo a quel che è oggettivamente vero. Renzi ha preso la maggioranza relativa dei consensi in una versione elettiva in cui nominalmente si parlava di rinnovo del parlamento europeo, ma che in realtà era in gioco la politica e il teatrino italiano.
L’elettore italiano è diventato conservatore per cultura, per tradizione, per indole, per “spirito del tempo” si potrebbe parafrasare. La crisi , poi, non ha fatto altro che accrescere queste paure del nuovo, del cambiamento. Ma al contempo l’incalzare della povertà alle soglie ( per i ceti medi e medio bassi) spinge al cambiamento , ma con moderazione e con speranza del cambiamento. Mediamente naturalmente. Infatti tutto quel che di “nuovo” e di “cambiamento” ci viene venduto ad ogni piè sospinto in realtà è solo il vecchio con il vestito nuovo della domenica che di volta in volta gli imbonitori di turno indossano. Prima era stato Berlusconi, oggi Renzi. Infatti tutti gli altri, i Casini, i Monti, i Veltroni, ecc ecc che si sono succeduti non parlavano del nuovo, ma apparivano e appaiono solo come continuatori, come “moderati” . Renzi si presenta come il “rottamatore” come il “nuovo” , ma pone una condizione al cambiamento. Le riforme sono solo le sue , quello che lui intende per cambiare, e chiunque che anche vuole il cambiamento ma non come lui lo intende allora è uno che non vuol cambiare, un conservazione.
Vi è un altrro elemento del successo di Renzi. Il suo “populismo” Il suo parlare direttamente con il “popolo” , senza intermediari senza istituzioni intermedie di mediazione. Lui e il popolo. Anche qua il parallelo con il berlusconismo è evidente. Niente sindacati che non seguono pedisseguamente quel che lui persegue, niente istituzioni elettive intermedie, Senato,Province, piccoli comuni, o piccole regioni , ma solo  l’indispensabile, macro regioni, e aree metropolitane. E un sistema di collegamento diretto fra il Capo e il Popolo. Il Parlamento elettivo ridotto ad una sola camera e i deputati non sono eletti dal popolo ( se no sarebbero intermediari scomodi) , ma nominati direttamente dal Capo. Anche qui il parallelismo con il berlusconismo e la sua riduzione del Parlamento alle solo Commissioni è evidente. Come si vede di “nuovo” nelle sue riforme istituzionali e Costituzionali non ha assolutamente nulla. Ma è solo il vecchio con il vestito della domenica e ricorda molto da vicino il Programma Democratico di massonica memoria . Ma nell’immaginario collettivo questo cattura molto, è fatto di antipolitica , tanto di moda, ma vestito di ideologismo e di gestione del potere che è l’essenza della politica più becera. E che dire della mossa mediatica degli 80 euro, meglio questo che nulla, e della precarietà diventata regola , meglio un uovo oggi che la gallina domani? Un classico della demagogia da antico mestierante della politica più becera. ( ricordate Berlusconi con il suo toglieremo l'ICI?) 
Insomma fuochi artificiali di rimbambimento mediatico che portano nel breve a risultati eclatanti( ma solo mistificando la realtà)
Se poi si indaga sulle “riforme” in campo economico sociale e del mondo del lavoro si apre un capito a parte.
Ma questo è un altro film !